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Borse Asia giù: rischi Europa e crescita smorzano il sentiment

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Bangkok – Listini asiatici in calo. Gli investitori rimangono dubbiosi sugli esiti del nuovo summit Ue in settimana, vista l’incapacità ad oggi, dopo tante riunioni, di dare risposte concrete ed esaurienti che convincano i mercati su una soluzione congiunta e decisa contro la crisi nell’Area unica. Euro a $1,2520.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel mantiene la linea dura contro varie soluzioni di debito comune proposte da vari leader. “Non dico niente di nuovo quando credo che anche nel prossimo incontro l’attenzione si concentri ancora sulla Germania”, ha detto la stessa Merkel durante una conferenza a Berlino. “Lo dico molto apertamente: quando penso al prossimo incontro di giovedì, sono preoccupata che ancora una volta la discussione sarà su debiti in comune, piuttosto che su misure verso riforme strutturali e maggiore controllo”.

Attesa in giornata per gli esiti dell’asta italiana. Nella giornata di ieri i rendimenti dei titoli a 10 anni sono cresciuti 21 punti base al 6,01%, contro i medesimi spagnoli +26 punti base al 6,64%.

L’agenzia di rating Moody’s Investors Service annuncia di aver declassato 28 banche spagnole, citando il debito sovrano del paese e le crescenti perdite derivanti dai prestiti nel settore immobiliare.

Gli analisti di Hsbc annunciano di aver rivisto al ribasso le stime sulla crescita economica della Cina per il 2012, da +8,6% a +8,4%.

Fiducia dei consumatori della Corea del Sud sui minimi da tre mesi. La crisi in Europa va a colpire su vari fronti anche la quarta economia asiatica. Il sentiment cala a 101 a giugno, dopo aver toccato 105 in maggio, stando ai dati pubblicati in giornata dalla Bank of Korea. Una lettura oltre i 100 indica che gli ottimisti superano di numero i pessimisti.

Appena pochi giorni fa la banca centrale sudcoreana ha annunciato che a luglio potrebbe rivedere le stime sulla crescita economica 2012 del paese.

L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo scende sui minimi da una settimana. I timori sulla situazione in Europa e sulle prospettive crescita economica globale portano in rialzo lo yen giapponese. Il tutto pesa sugli esportatori. La tenuta dei titoli difensivi riesce almeno in parte a contenere i sell.

Il Nikkei chiude -70,63 punti (-0,81%) a 8.663,99 punti.

L’indice MSCI Asia Pacific Index è in calo -0,8% da inizio 2012. La rinnovata incertezza ha completamente distrutto il rialzo fino a +11% registrato nel primo trimestre dell’anno. A guidare la ritirata sono stati i titoli legati alle materie prime.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo (-0,47%). Nikkei (-0,81%), Seul (-0,41%), Sydney (-0,36%), Hong Kong (+0,35%), Shanghai (+0,06%), Singapore (-0,18%).

Commodities: Wti ($79,09, -0,15%), Brent ($90,92, -0,10%), oro ($1.584,20, -0,26%), argento ($27,37, -0,55%), rame ($3,312, -0,12%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,2520 (+0,15%), contro lo yen giapponese a ¥99,70 (+0,17%), contro il franco svizzero a CHF 1,2010 (+0,03%), contro la sterlina a GBP 0,8030 (+0,04%). Dollaro/yen a ¥79,64 (+0,03%).

Futures sull’indice S&P500 in rialzo di 3,50 punti (+0,27%) a 1.310,00. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,611%, in rialzo di 1 punto base.

“Gli investitori sono ancora una volta preoccupati del fatto che l’ennesimo summit Ue non porti a niente di nuovo, nessuna misura concreta per contrastare la crisi. La Germania non sembra assumere una posizione più accomodante”, ha detto a Bloomberg Fumiyuki Nakanishi, strategista a Tokyo per SMBC Friend Securities.