Borse Asia giù per il terzo giorno, la Bce delude

3 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in calo, per il terzo giorno. Dopo la mancata mossa da parte della Federal Reserve, anche la Banca centrale europea decide di non agire e mantenere invariato il costo del denaro. Euro a $1,2191.

Delusione nel mercato, con gli investitori che si aspettavano qualcosa in più da parte dell’istituto di Francoforte, per cercare di contrastare il periodo nero attraversato dall’Eurozona.

In calo l’indice Pmi ufficiale sul settore dei servizi cinese, a 55,6 nel mese di luglio, rispetto a 56,7 a giugno. Rallenta la crescita di nuovi ordini, sebbene sia stata certificata la forza del comparto costruzioni.

L’indice Pmi sul settore dei servizi stilato da HSBC mostra invece un miglioramento a 53,1 nel mese di luglio, rispetto a 52,3 a giugno. Gli analisti di Markit Economics, che stilano l’indice insieme agli analisti di HSBC, scrivono: “Nonostante il rialzo registrato dall’indice, il tasso di crescita è inferiore rispetto al trend di lungo periodo”.

“La Cina attuerà le politiche fiscali e monetarie ritenute necessarie, al momento giusto, e l’inflazione potrebbe tornare in rialzo già dopo agosto”. Questo quanto pubblicato dalla People’s Bank of China, la banca centrale cinese, nel sito internet ufficiale.

Gli investitori restano comunque cauti in attesa del report sull’occupazione negli Stati Uniti. Il dato sulla variazione dell’occupazione non agricola è atteso sulle 100.000 unità. Numeri al di sotto delle stime accrescerebbero la possibilità che la Fed decida di intervenire nel prossimo meeting di politica monetaria, a settembre.

Nella giornata di ieri i rendimenti dei bond spagnoli a 10 anni sono cresciuti +43 punti base al 7,17%, mentre quelli italiani +40 punti base al 6,33%.

Indice Nikkei della Borsa di Tokyo chiude con -98,07 punti (-1,13%) a 8.555,11 punti.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo (-1,03%). Nikkei (-1,13%), Seul (-1,11%), Sydney (-1,15%), Hong Kong (-1,05%), Shanghai (+0,27%), Singapore (+0,08%).

Commodities: Wti ($87,63, +0,57%), Brent ($106,43, +0,50%), oro ($1.589,30, +0,12%), argento ($27,10, +0,39%), rame ($3,3115, +0,64%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,2191 (+0,09%), contro lo yen giapponese a ¥95,36 (+0,08%), contro il franco svizzero a CHF 1,2013 (+0,04%), contro la sterlina a GBP 0,7854 (+0,04%). Dollaro/yen a ¥78,23 (+0,01%).

Futures sull’indice S&P500 in rialzo di 0,50 punti (-0,04%) a 1.362,50. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,474%.

“È vero dire che la Cina ha la capacità di fare di più in termini di politica monetaria e fiscale, ma non sta facendo abbastanza”, ha detto a Bloomberg Shane Oliver, capo strategia di investimento a Sydney per AMP Capital Investors. “Ma c’è da dire anche che la Cina non sente la stessa pressione della Fed o della Bce”.