Borse Asia contrastate, bene l’attività manifatturiera in Cina

1 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici misti, in una giornata calma dove, per le festività del primo maggio, tra le principali piazze asiatiche sono aperte solo Tokyo e Sydney. Euro a $1,3251.

A trascinare in rialzo l’azionario dell’Australia è il dato sull’attività manifatturiera in Cina, con l’indice Purchasing Managers’ Index (Pmi) cresciuto a 53,3 in aprile, rispetto al 53,1 di marzo. Meno del 53,6 atteso dagli analisti, comunque la migliore lettura da un anno. Il dato porta a un forte aumento atteso della domanda di materie prime e trascina i titoli collegati.

L’Asx200 beneficia anche della decisione della banca centrale australiana di abbassare i tassi di interesse di 50 punti base, dunque oltre i 25 punti base attesi. Il costo del denaro passa dal 4,25% al 3,75%. A sostenere tale decisione gli ultimi dati giunti dall’Australia, con prezzi delle case in calo nel primo trimestre e indice sull’attività manifatturiera sui minimi da sette mesi ad aprile.

A seguito della decisione della Reserve Bank of Australia, immediato e sostanziale deprezzamento del dollaro australiano. L’aussie arriva a cedere un punto percentuale contro il dollaro americano.

Nikkei giù con gli esportatori giapponesi che attendono un calo degli utili, a seguito del dato negativo dagli Stati Uniti sul settore manifatturiero.

Continua ad apprezzarsi lo yen giapponese, torna sui livelli del 22 febbraio sotto i JPY 80 contro il dollaro. Un chiaro segnale che l’ultima decisione della Bank of Japan di aumentare il programma di stimoli monetari (il 27 aprile) non sta riuscendo nell’intento di deprezzare la divisa nipponica.

Delle 374 società nell’indice MSCI Asia Pacific Index, che dal 10 aprile hanno ufficializzato i risultati d’esercizio del primo trimestre, circa il 42% non sono riuscite a raggiungere le stime degli analisti, mentre il 45% ha fatto meglio.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo (-0,96%). Nikkei (-1,78%), Sydney (+0,77%). Seul, Hong Kong, Shanghai e Singapore chiuse.

Commodities: Wti ($104,68, -0,18%), Brent ($119,31, -0,13%), oro ($1.665,20, +0,06%), argento ($30,975, +0,05%), rame ($3,8275, -0,16%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3251 (+0,08%), contro lo yen giapponese a ¥105,63 (-0,02%), contro il franco svizzero a CHF 1,2012 (+0,02%), contro la sterlina a GBP 0,8169 (+0,17%). Dollaro/yen a ¥79,72 (-0,10%).

Futures sull’indice S&P500 in rialzo di 1,25 punti (+0,09%) a 1.394,75. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,914%.

“Gli investitori non possono ancora essere ottimisti sull’economia giapponese”, ha detto a Bloomberg Koji Toda, chief fund manager per Resona Bank e Tokyo. “Il numero delle società che registrano un miglioramento dei risultati d’esercizio migliorano ma le aspettative degli investitori rimangono basse”.