BORSA & ANALISI TECNICA: THE SEQUEL

15 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia
(WSI) – Ecco la risposta di Luigi Testa alla valanga di critiche suscitate dal suo articolo BORSA & ANALISI TECNICA: CHI E’ D’ACCORDO CHE SIA TUTTA UNA BUFALA?. Se volete ancora contribuire all’approfondimento del tema potete farlo scrivendo e inviando la vostra opinione: sara’ utile a molti investitori, gestori, analisti, lettori e a tutti coloro che lavorano nel settore. Grazie.

Intanto il titolo dell’articolo, come precisato dalla redazione di WSI, è una scelta fatta proprio per suscitare la discussione. E la discussione si è accesa proprio fra i cultori dell’analisi tecnica. Alcuni, specie nelle mail, sono alquanto astiosi e supponenti nel loro argomentare, ma capisco: difendono la categoria. Qualcuno infine è anche d’accordo con me.

Intanto occorre una prima distinzione. Non ho nulla da obiettare verso chi fa l’analisi grafica del momento, e si limita a questo. Conosco bene la valenza sintetica dei grafici, dei volumi, delle medie mobili, dei supporti e delle resistenze, degli oscillatori e degli indici di volatilità, e la loro buona qualità di sintesi nel rappresentare il “momento” del mercato. Se i traders fanno solo questo e ritengono di avere un ottimo strumento per operare in tempo reale, buon per loro. Dico solo che anche loro, però, non riescono ad evitare le loro belle perdite e quindi?

Diverso invece è l’uso dell’analisi tecnica per fare previsioni o paragoni. E mi ripeto: ci sono analisti che fanno paragoni col ’29, con la crisi dei tulipani, che propongono grafici secolari e in questo caso sì, lo sostengo, siamo di fronte a vere e proprie astrusità. Devo poi notare che nessuno è entrato nel merito della provocazione. Io sono partito da un articolo Peracchi VS Pretcher, che forse solo qualcuno ha letto. Tutti coloro che hanno manifestato opinioni diverse, devono provare a spiegarmi il paradosso di due eminenti analisti tecnici che con lo stesso metodo, la stessa tecnica di analisi e nello stesso periodo di tempo approdano a conclusioni assolutamente opposte.

Questo avviene quotidianamente anche fra i diversi analisti tecnici. Quindi i dati possono essere letti in maniera assolutamente diversa, e anche opposta. Mettetevi d’accordo prima fra di voi.

Ho visto che nel dibattito sono intervenuti soprattutto soggetti direttamente interessati, o perché la usano l’analisi tecnica, o perché la propongono autorevolmente sui mezzi di comunicazione finanziaria.

Liberissimi di sostenere le loro tesi, e il loro lavoro; e liberissimi i
risparmiatori di seguirne le indicazioni. Io non lo faccio. …….

Coloro che poi usano l’analisi tecnica per fare trading e ne traggono profitto, continuino pure a farlo, buon per loro. Io ho una visione diversa dei mercati finanziari. Penso che debbano essere al servizio dell’economia
e col concorso del risparmio privato debbano consentire di allocare al meglio le risorse disponibili, a vantaggio di tutti. E credo pure che se i mercati vengono ridotti a puro trading o scalping diventano uno scommettificio che serve solo a fare guadagnare enormi commissioni a chi propone questo modo di operare. So bene che oggi i mercati sono fondati sulla speculazione ma so anche che questa è la causa della loro continua instabilità e toglie ogni prospettiva agli investimenti di lungo periodo che invece hanno bisogno di tempo e di affidabilità.

Ripeto di nuovo, infine, che non a caso il sollevamento generale è avvento da parte dei soggetti che operano solo sulla base dell’analisi tecnica e, mi si consenta, fanno solo pura speculazione che quando va bene porta qualche(effimero?) vantaggio solo a loro, ma quando va male squassa i mercati oltre ogni limite, a danno di tutti. Quanto al fatto poi che la speculazione sia la linfa dei mercati, lo creda chi vuole, se può.

Ho poi sostenuto, e lo ripeto, che c’è una vera e propria inondazione di AT su tutti gli organi di informazione finanziaria. Che l’ampio risalto e il modo in cui viene proposta gli danno una veste di affidabilità e di qualità intrinseca che non ha, a scapito della buona informazione finanziaria che c’è, e c’è stata anche prima di questa grave crisi. Proprio su questo aspetto mi propongo di intervenire di nuovo.

Infine: sono proprio contento di avere sollevato questo dibattito. Me lo proponevo da tempo. E mi ha aiutato ulteriormente a capire, confermandomi nelle mie convinzioni, il funzionamento dei mercati finanziari odierni.