Borsa Usa: se l’S&P500 sfora quota 1040 sono guai. Prossima tappa 865

30 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’analista tecnico di Goldman Sachs John Noyce fa notare che se l’indice perdera’ quota 1040, la prossima tappa nella formazione di una composizione testa e spalla sara’ 865. Senza contare poi i rischi di un capitombolo per i titoli azionari nella seconda parte del secondo semestre in seguito alle elezioni di mid-term. Ieri (martedi’) l’indice S&P500 ha sforato al ribasso quota 1040, ma poi e’ risucito a chiudere a 1041.25. Si tratta del quarto tentativo di rottura del supporto che corrisponde ai minimi di febbraio, maggio e giugno. Le rotture avvengono di solito al terzo o quarto tentativo.

Ma ecco i punti cruciali presi in esame dall’analista tecnico di Goldman Sachs:

• Se il benchmark non riesce a mantenersi sopra la media mobile a 200 giorni, c’e’ il rischio della formazione di una figura di inversione testa spalla

• All’inizio della settimana scorsa il mercato si e’ spinto sopra tale media che faceva pensare ad una stabilizzazione, escludendo la possibilita’ di un ritracciamento piu’ ampio del calo visto dai massimi di aprile

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• Ma la rottura di tale livello non ha pero’ ottenuto l’effetto sperato, non riuscendo ad alimentare alcun rally significativo e il mercato e’ tornato a perdere quota e chiudere costantemente sotto la media a 200 giorni

• Come gia’ messo in evidenza nelle ultime settimane dagli esperti di Goldman Sachs, la struttura sottostante del mercato sta prendendo una forma che non fa ben sperare

• Il minimo interim dall’8 giugno e la linea del collo della figura ora convergono in area 1042-1040. Tale zona rappresenta inoltre il primo supporto importante sotto i livelli attuali

• Se il mercato dovesse bucare tale quota, il prossimo obiettivo al ribasso sarebbe, per l’appunto, 865 punti

• Nel complesso la struttura del mercato indica che vendite sul rally visto ultimamente, con i rischi su base multi settimanale-mensile (MT-LT) che sono al ribasso.

Attenzione: visto che si parla di Goldman Sachs, Wall Street Italia suggerisce anche di leggere il seguente articolo, in ottica “contrarian”: Goldman Sachs: seguite i suoi consigli, e perderete

A sposare la tesi ribassista e’ un altro analista di Goldman Sachs, Gluskin Sheff, la cui teoria si basa su un concetto che non fa una piega: tutto cio’ che sale di molto e’ destinato a scendere con un’analoga intensita’.

La notizia buona e’ che gli utili societari sono cresciuti anche in un contesto di mercato debole, quella cattiva e’ che i dati macroeconomici fanno presagire che il paniere allargato S&P 500 e’ destinato a perdere circa il 20% del suo valore.

In solo altre due occasioni il mercato si e’ mosso al rialzo con una traiettoria parabolica cosi’ estrema nel giro di un anno (+80% da marzo 2009 a aprile 2010). Era il 1932, quando la Borsa ha fatto un balzo del 112% dal primo giugno al 7 settembre. L’anno dopo i listini hanno registrato un progresso del 116% dal 2 marzo al 18 luglio.

Nel primo caso, alla corsa ha fatto seguito una correzione del 40%, e nel secondo del 34%. Se ci si rifa’ al passato e’ difficile dunque essere ottimisti. La storia insegna che un’inversione di tendenza potrebbe spingere l’S&P in ribasso sino a quota 850.

Il problema per il Signor Mercato e’ che e’ arrivato all’esame piu’ duro, indotto dall’Europa, con un outlook sulla crescita del Pil troppo ottimista. Ai massimi di aprile la Borsa scontava un tasso di crescita del 6%. A pensarci adesso sembra incredibile, vero?

Percio’ cosa ci dobbiamo aspettare ora?

All’indomani della correzione, il mercato sconta una crescita dell’economia del 3.5% – il fatto che gli utili societari stiano crescendo mentre il mercato sta scendendo ha contribuito a tagliare il grado di ipercomprato dell’azionario della meta’, ad una deviazione standard (rispetto al rapporto P/E normalizzato) dello 0.5% dall’1 di un mese fa.

Ma l’indicatore economico dell’ECRI (US Economic Cycle Research Institute) fa presagire un rallentamento della crescita del Pil all’1.5% nella seconda parte dell’anno, dall’incremento del 3.75% di media visto da quando la recessione e’ tecnicamente finita a meta’ 2009. Il livello dell’S&P 500 piu’ credibile e adatto ad un tale ritmo di crescita dell’economia e’ piu’ vicino agli 850 punti che al livello attuale di 1074. In altre parole, la bolla deve ancora svuotarsi di tanta aria.