BORSA USA:
E VAI COL RIALZO!

21 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Financial Trend Analysis e’ una societa’ che opera nel settore dell’Analisi Tecnica. Le analisi di borsa qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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(WSI) – Immaginiamo che un risparmiatore senta raccontare di un paese flagellato da tremendi uragani estivi che imporranno costi elevatisimi di ricostruzione, sconvolto da uno scandalo politico che ha coinvolto uomini molto vicini al presidente della repubblica e dove l’inflazione sta alzando la testa nonostante i tassi di interesse in netta crescita. Difficilmente, almeno come primo istinto, tale risparmiatore potrebbe decidere di investire sui titoli azionari di questo paese.

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Ed invece forse questo risparmiatore sbaglierebbe. Perchè questo paese sono gli Stati Uniti, dove non solo vi sono elementi di debolezza come quelli appena citati, ma dove si registra anche una forte crescita economica e dove la banca centrale dice di voler procedere sulla sua strada di rialzo dei tassi proprio per guidare la ripresa verso un sentiero meglio percorribile. Il sell off visto ad ottobre potrebbe quindi non rappresentare l’avvio di una fase ribassista ma una buona occasione per comprare azioni a prezzi tornati interessanti.

Casomai è possibile, anzi probabile, che il ribasso di ottobre abbia rappresentato il culmine della crescita per il comparto industriale e quello energetico, ed invece lasci spazio, in caso di ripresa dei listini verso i massimi precedenti, a nuovi comparti, tecnologico in testa. Insomma, la crescita economica molto robusta, forse anche in parte inattesa dopo i dati estivi che avevano fatto paventare un rallentamento (il report sul Pil americano del 28 ottobre ha invece mostrato che l’economia continua a girare a pieno regime) dovrebbe fornire la base a nuovi rialzi di borsa, al classico rally di fine anno.

Indizi positivi in favore di una crescita dei listini ce ne sono: l’indice MSCI World (il Morgan Stanley Capital rappresentativo di tutti i listini mondiali) è salito infatti già l’11 novembre al di sopra dei massimi di inizio ottobre, archiviando così il ribasso visto nel corso del mese di ottobre come una correzione già completata. Alla base del rialzo avviatosi nella prima parte di novembre c’è poi un piccolo testa spalle rialzista che sembra essere di buon auspicio alla ripresa del trend ascendente.

Questo non significa ovviamente che all’orizzonte non ci possano essere altre fasi di storno, ma se si tiene conto che superando i precedenti massimi di ottobre l’MSCI World ha anche oltrepassato il 62% di ritracciamento del ribasso dal top del marzo 2002 si capisce come il segnale inviato potrebbe avere una portata tale da metterlo al riparo anche da temporanei ripiegamenti. Il 62% di ritracciamento infatti, ultimo dei numeri di Fibonacci comunemente utilizzati, è considerato per convenzione lo spartiacque oltre il quale un movimento perde i connotati di correzione per assumere quelli di una tendenza autonoma.

Nel caso specifico quindi il messaggio che potrebbe voler inviare l’indice delle borse mondiali è che la salita dai minimi del 2002/2003 non era una semplice correzione del ribasso visto dal top del 2000, bensì la ripresa di quel rialzo che aveva portato al raggiungimento proprio dei massimi storici. E segnali positivi, anche se non così netti, vengono anche dal grafico dell’indice Nasdaq, tornato dopo la flessione del bimestre settembre – ottobre sui massimi dell’anno, in area 2220.

Portandosi al di sopra di area 2230/40 l’indice High Tech Usa supererebbe una serie di trend line originate a partire dai massimi del gennaio 2002 ed invierebbe un importante segnale rialzista, capace di sostenere le quotazione fino al test di area 2400 almeno, un 8/10% circa di ulteriore apprezzamento che dovrebbe richiedere diverse settimane per completarsi. Il mancato superamento di 2230/40 potrebbe rappresentare una indicazione preoccupante, ma solo se seguita da discese al di sotto di 2030/50, supporto che al momento appare abbastanza lontano da garantire un discreto margine di manovra all’indice, che potrebbe anche andare incontro a flessioni fisiologiche (il rialzo di inizio novembre è stato abbastanza rapido) senza intaccare supporti di rilievo.

In condizioni analoghe si trovano Dow Jones Industrial e S&P500, con il primo già tornato in linea con i massimi dell’anno e sostenuto da un solido triplo minimo in area 10200 (che diventa anche il potenziale punto di inversione in caso di discese) ed il secondo ormai prossimo alla resistenza dei 1250/60 punti, 62% retracement del ribasso dai massimi del 2000 e quindi quota critica, per gli stessi motivi spiegati per l’MSCI World, anche in ottica di lungo periodo.

Importante notare come nel corso del rialzo visto nelle ultime settimane si sia realizzata una crescita anche sul grafico di forza relativa ottenuto dal rapporto tra Nasdaq Composito e S&P500. Tale curva punta ora al rialzo, dopo essersi mantenuta laterale nei mesi da agosto fino ad ottobre. Una sovraperformance dell’indice tecnologico rispetto a quello più tradizionale è una condiziona storicamente favorevole ad una evoluzione rialzista dei listini in generale (viceversa quando la forza relativa scende, come successo a nella prima parte del 2005, le borse, almeno quelle americane, non sono destinate a compiere grandi imprese).

Se i segnali inviati recentemente trovassero conferma nella evoluzione futura dei prezzi si potrebbe realizzare una fase crescente di borsa negli ultimi mesi dell’anno che solo alcune settimane orsono, con i listini compressi tra inflazione in crescita e calo della fiducia dei consumatori, sembrava poco probabile. Volendo investire su di un rialzo del Nasdaq, l’indice che in un quadro di prezzi crescenti è probabilmente quello destinato a meglio performare, è possibile utilizzare l’ETF quotato da Borsa Italia, avente come benchmark di riferimento il Nasdaq 100 (e come codice EQQQ).

Se i prezzi dovessero mantenersi al di sopra di area 34,50, importante resistenza recentemente superata, vi sarebbero buone possibilità di vedere raggiunto in tempi relativamente brevi il primo target del rialzo, a 37,00 circa. Oltre quella quota, nel medio termine, raggiungibile anche area 38,00/38,20, lato superiore del canale rialzista seguito dai minimi del 2003.

Volendo invece dedicare la propria attenzione ai singoli titoli che concorrono a comporre il benchamrk Nasdaq 100 è possibile ipotizzare una scelta tra quelli che nel corso degli ultimi mesi hanno messo in mostra il miglior trend in termini statistici. Per fare questo per ciascuno dei singoli titoli che compongono il Nasdaq 100 è stata calcolata l’inclinazione della regressione lineare su diverse scadenze, al fine di avere una indicazione sulla direzione del trend, ed il valore dell’R quadro, al fine di valutare la forza della tendenza (o quanto del movimento del titolo sia effettivamente rappresentato dalla retta di regressione).

Da questa analisi si ricava che nel recente passato si sono comportati molto bene titoli come EXPRESS SCRIPTS INC (US3021821000), EXPEDITORS INTL WASH INC (US3021301094), FASTENAL CO (US3119001044), APOLLO GROUP INC-CL A (US0376041051), APPLE (US0378331005), PIXAR INC (US7258111035), TEVA PHARMACEUTICAL-SP ADR (US8816242098), ELECTRONIC ARTS INC (US2855121099), GILEAD SCIENCES INC (US3755581036) e MARVELL TECHNOLOGY GROUP LTD (BMG5876H1051) solo per citare quelli nelle prime 10 posizioni della classifica (ma molto bene ha fatto ad esempio anche YAHOO!, US9843321061). Sono questi i cavalli sui quali puntare per cercare di cavalcare una possibile galoppata di fine anno. Usare grande cautela tuttavia in caso si decida di montare in sella: i campioni destinati a meglio performare in caso il sentiment di borsa rimanga positivo o migliori ulteriormente sono probabilmente anche quelli che rischiano di cadere più rovinosamente in caso di una inversione. E’ obbligatorio quindi mantenere un occhio vigile sul corso del Nasdaq, pronti a ridurre l’esposizione in caso di discese al di sotto dei 2030/50 punti.

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