BORSA: SETTEMBRE E’ UN MESE DAVVERO DA BUTTARE?

3 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo scritto (* Todd Salamone per Schaefferresearch.com) esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Con l’ingresso nel mese di settembre, si affacciano i report delle case di brokeraggio che evidenziano i pericoli di un mese storicamente nefasto per il mercato azionario. In effetti il Dow Jones ha chiuso in rialzo soltanto in un caso su tre negli ultimi 50 anni; in media la performance del mese è stata del -1.11%. Ma prima di buttare via il mese, bisogna considerare questo: quattro degli ultimi cinque mesi di settembre sono stati positivi per lo S&P, con rialzi del 2.5% nel 2006 e del 3.5% nel 2007.

Il calo della scorsa settimana ha trovato supporto in prossimità dei 1260 punti, come ci si aspettava. I dati macro positivi hanno sospinto il mercato verso l’alto, ma la resistenza a 1300 punti è entrata di nuovo in gioco, con lo S&P che venerdì ha ceduto. Questa è una soglia che gli investitori devono monitorare con attenzione: se sarà superata, il mercato trova resistenza a quota 1310, dove si trova la media mobile a 80 giorni, il massimo di agosto e i minimi di febbraio e marzo.

Il calendario dei dati è molto ricco questa settimana; in ogni caso gli indicatori di sentiment continuano a suggerire che il rapporto fra rendimento e rischio rimane favorevole ai rialzisti in ottica di lungo periodo. I timori per l’economia, che hanno raggiunto un apice all’inizio dell’anno, devono ancora trovare il riscontro nei dati sul PIL. Ciononostante i dubbi permangono, con gli investitori che si attendono ulteriori svalutazioni nel settore finanziario e con gli economisti che anticipano un rallentamento dell’economia mondiale che inciderà sulla crescita USA.

Troviamo interessante che l’ultima volta in cui lo S&P ha toccato i 1300 punti, il 43% degli investitori monitorati da American Association of Individual Investors erano bullish, rispetto all’attuale 30%. Questo crescente scetticismo getta le basi per futuri rialzi da parte del mercato, con denaro addizionale che può affluire al mercato per indurre gli indici a superare le resistenze.

Allo stesso tempo, gli indicatori di sentiment di breve periodo si collocano su livelli ne’ ottimistici ne’ pessimistici. La scorsa settimana abbiamo menzionato che il CBOE Market Volatility Index (VIX) può essere visto come basso, a fronte di una volatilità storica a 22.59 e con il VIX a 18.89. Questa settimana, la volatilità storica a 20 giorni è scesa a 20.76, mentre il VIX è risalito, suggerendo che non vi è eccessivo ottimismo o pessimismo fra gli speculatori. Inoltre, la media a 10 giorni del rapporto fra call e put sull’ISE si colloca a 141, ancora una volta non riflettendo un sentiment estremo in un senso o nell’altro.

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