BORSA: OPERATORI VEDONO ROSA DA QUI A FINE ANNO

10 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Mercati azionari visti in rialzo, moderatamente cedenti quelli obbligazionari, tassi stabili e ridimensionamento dell’ euro rispetto al dollaro. Queste le previsioni degli operatori Assiom per i mercati da qui alla fine dell’ anno.

Con riferimento ai mercati azionari europei, l’ indice Euro Stoxx 50 è visto in particolare in moderato rialzo per il 60% degli operatori, stabile per il 10% e in ribasso per il 23%.

Il mercato italiano è visto all’ incirca con lo stesso orientamento: sono infatti orientati al moderato rialzo il 52% degli intervistati, alla stabilità il 13% e solo il 20% prevede un moderato ribasso. Si tratta di percentuali in linea anche per gli Usa, dove per l’ indice Dow Jones le previsioni di crescita sono espresse dal 60% delle persone ascoltate, mentre è per il Nasdaq che le previsioni si dividono invece tra due forti schieramenti, uno di rialzisti (41%) ed uno di ribassisti (21%). E’ solo il 5% a ritenere che il Nasdaq resterà stabile.

Il mercato giapponese, infine, è connotato da previsioni di incertezza, visto che la stabilità riceve il 28% dei consensi, il rialzo il 28% ed il ribasso il 16%. “I mercati da qui a fine anno – è il commento che si legge quindi sulla relazione – sono quindi visti con moderato ma diffuso ottimismo. Tutto ciò si inquadra con il generale ‘sentiment’ che pervade gli operatori nei confronti delle possibili evoluzioni dei mercati finanziari mondiali. Il ripetersi di previsioni orientate al rialzo moderato, che già da qualche mese caratterizzano i sondaggi proposti da Assiom, fa ben sperare in una concreta e reale ripresa economica quale solido supporto alle positive previsioni sui mercati finanziari”.

Per quanto concerne poi i mercati obbligazionari, sono visti di contralto in moderata discesa. Per il bund infatti il 40% degli operatori è orientato in questo senso, e per i Treasury Usa la percentuale è anche più alta (45%).

Infine, per le monete, tra gli operatori prevale la convinzione di un possibile ridimensionamento dell’ euro sul dollaro (36%), mentre più basse sono le previsioni di stabilità o rialzo.