Borsa Milano va giù. Ftse Mib buca 17.000, BTP al 4,18%

24 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano azzera i guadagni della mattinata (durante il massimo della seduta il Ftse Mib era salito +0,7%) e vira in territorio negativo. L’indice Ftse Mib sfonda così al ribasso la soglia psicologica dei 17.000 punti, e chiude in ribasso dello 0,45% a quota 16.932,26. Non ha aiutato l’andamento fiacco di Wall Street. Tra i singolti titoli, si distingue in positivo Fiat e in negativo Telecom. Btp decennali del governo italiano rendono ora il 4,15%, in rialzo di ben 13 punti base. I prezzi hanno ampio spazio per scendere ancora.

L’azionario globale è ripartito a correre solo momentaneamente dopo l’ondata di sell off che ha messo in ginocchio alla vigilia sia Tokyo (-7%) sia i mercati europei. Hanno aiutato ben poco le notizie giunte dalla Germania, con l’indice Ifo – che misura la fiducia delle imprese tedesche – che ha recuperato terreno.

Reso noto anche il Pil tedesco, +0,1% nel primo trimestre, dopo il -0,7% di fine 2012; il recupero è stato frenato dal settore delle costruzioni (-2,1%). Dal fronte macro italiano, focus sulla fiducia dei consumatori, in flessione a maggio.

Market mover della giornata anche le dichiarazioni giunte nella serata di ieri da Mario Draghi, presidente della Bce, che ha detto che l’economia dell’Eurozona sta migliorando e che l’euro è più stabile rispetto allo scorso anno. “La risposta a questa crisi non è meno Europa, ma più Europa, la Bce come istituto a favore dell’integrazione europea ha svolto un ruolo attivo nell’affrontare la crisi”. E ancora “Quello che posso dire è che l’Europa ha bisogno di un Regno Unito più europeo così come il Regno Unito ha bisogno di un’Europa più britannica”. Detto questo, le sfide rimangono e ora c’è anche il rebus Fed che potrebbe ritirare la “droga Qe” che ha secondo molti esperti gonfiato solo i mercati, sempre più decorrelati dalla realtà.

Indice ifo tedesco migliora: il commento di Vincenzo Longo, market strategist di IG.

Torna a salire la fiducia delle imprese tedesche a maggio dopo due mesi di calo. L’indice Ifo è salito a 105,7 punti dai 104,4 di aprile. Bene solo la parte corrente, passata a 110 punti dai 107,2 del mese precedente. La sottovoce prospettica è rimasta invariata a 101,6 punti.

Il miglioramento dell’indice sembrerebbe dipendere dal miglioramento dello scenario corrente sui mercati, alla luce anche dell’intervento sui tassi della Bce. L’azione di Draghi sembra aver riportato un po’ di fiducia tra le imprese che sperano anche in un deprezzamento della moneta unica che possa rivitalizzare le esportazioni della prima economia europea, dopo il brutto dato rilasciato questa mattina sul primo trimestre dell’anno. L’ifo di questa mattina sembra essere inoltre allineato con il buon dato sulla fiducia dei consumatori Gfk di giugno (salita a 6,5 punti) e ai dati sui Pmi di maggio rilasciato ieri.

I buoni segnali in arrivo dalla Germania non sembrano però allontanare lo spettro della recessione nei prossimi mesi. Molto dipenderà dalle misure di crescita che Bce e Ue spiegheranno per far fronte alla contrazione che sta caratterizzando le economie periferiche. Continuiamo però a mantenere invariate le stime di crescita sul 2° trimestre dell’anno comprese tra 0-0,3%.

I mercati azionari non sembrano essere stati particolarmente scossi dai dati tedeschi e il rialzo odierno è ancora imputabile a un movimento tecnico dopo il calo di ieri. Forte rialzo per l’euro/dollaro che si è riportato in area 1,2960, dove sta testando i massimi di ieri.

Nel pomeriggio gli operatori si concentreranno sui dati in arrivo dagli Usa sugli ordini di beni durevoli, che potrebbero dare maggiore vigore al recupero borsistico.

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L’indice di riferimento europeo Stoxx 600 ha perso in una sola sessione 163 miliardi di euro. Attesa per la pubblicazione dell’Ifo tedesco, che misura la fiducia delle imprese in Germania. Tra i titoli scambiati a Piazza Affari, focus su Generali, dopo il giudizio di JP Morgan.

Tornando alla viglia, i listini italiano e spagnolo sono stati i peggiori, ma l’equivalente europeo dello S&P 500 (l’indice BE500) è sceso -2%; si tratta del calo registrato in una singola sessione peggiore in 10 mesi. Il ViX europeo è schizzato al 18,4%, ovvero al massimo in un mese, mentre i titoli finanziari europei hanno registrato il calo più forte in tre mesi.

Azionario asiatico in ripresa oggi, dopo una sessione molto nervosa che ha portato l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index a scendere fino a -1,7%; il benchmark chiude la settimana peggiore in un anno, -4,4%, flessione più alta dal maggio dello scorso anno, messo sotto pressione oggi dal rafforzamento dello yen, avvenuto dopo che il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, ha detto che la banca centrale ha annunciato misure sufficienti di stimolo. Nikkei recupera nel finale, dopo essere sceso fino a -3% dopo i commenti di Kuroda.

“Gli investitori sono spaventati – ha commentato Andrew Sullivan, direttore di trading sulle vendite presso Kim Eng Securities a Hong Kong, intervistato da Bloomberg – Abbiamo appena ascoltato i commenti di Kuroda. Si teme che la Bank of Japan non abbia un piano di lungo termine, il che significa che il mefagono della ripresa del paese che ha urlato finora sia semplicemente quello….parole”.

Male anche l’indice australiano S&P/ASX 200, -1,5%, che ha esteso le perdite della settimana a -4% circa, al ritmo più elevato in un anno, causa la flessione delle banche, successiva alla decisione di Morgan Stanley di tagliare la raccomandazione sul settore da “overweight” a “equal weight”, citando come motivazioni le valutazioni meno appetibili e il peggioramento dell’outlook degli utili.

BTP – Lo spread Italia-Germania +5,45% a 275,23 punti base; tassi sui BTP decennali +3,21% al 4,15%.

A PIAZZA AFFARI – Tra le blue chip maglia nera a Telecom Italia (-3,38% a 0,629 euro) all’indomani del cda che ha rinviato a giovedì prossimo la decisione definitiva sullo scorporo della rete.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario l’euro -0,13% a $1,2918; dollaro/yen -0,51% a JPY 101,49; euro/franco svizzero -0,55% a CHF 1,2457.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio -0,57% a $93,71 il barile, oro -0,27% a $1.388.

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