Borsa Milano: sprint sul finale su voci stop vendite scoperto

11 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La luce dei rialzi si spende e riaccende a intermittenza a Milano, con gli operatori combattuti tra le operazioni di ricopertura dopo il mercoledi’ nero di ieri e le vendite condizionate dai rumor riguardanti il settore bancario francese. Dopo la bufala riguardante la presunta insolvibilita’ di Societe Generale oggi e’ BNP Paribas a essere finita nel mirino.

Ma sul finale Piazza Affari e con lei le altre piazze europee, si mette a correre a passo spedito, dimenticando la paura e le voci provenienti dalla Francia. L’indice Ftse Mib segna un +4,1% a 15.277,19 punti, mentre l’All Share guadagna il 3,93%. Accelerano i bancari (Intesa +6,24%; Unicredit +3,62%, Popolare Milano +10,08%), gli industriali Fiat +3%, Prysmian +7%; Pirelli +6,59%) e i tecnologici (St +9,26%).

In una seduta sull’ottovolante, anche in Europa tornano a farsi vivi i rialzisti e al momento i guadagni sono ben sostenuti dovunque, persino a Parigi che fin qui era stata la peggiore performer del continente. Londra avanza del 3%, Francofote il 3,41% e Parigi il 2,89%. Il benchmark Eurostoxx 50 chiude in progresso del 2,71%. L’indice di volatilita’ europeo e’ balzato del 127% negli ultimi tempi a 48 punti.

Le autorita’ in Europa stanno prendendo seriamente in considerazione di interrompere le vendite allo scoperto. Ma la Consob ha smentito i rumor di mercato secondo cui le puntate short saranno vietate in Italia alla chiusura dei mercati. Durante la seduta la borsa di Milano ha comunicato che per un problema tecnico gli strumenti derivati non erano scambiabili nel mercato IDEM (Italian Derivatives Market), ovvero dove vengono negoziati contratti che per loro natura derivano il proprio valore da attivita’ o strumenti sottostanti.

Ancora una volta a dare la stura alle vendite, a fine mattinata, sono state le voci provenienti dalle Francia: nel caso specifico speculazioni circa possibili problemi patrimoniali di BNP Paribas. I gruppo potrebbe avere un’esposizione alla Grecia superiore a quanto annunciato. La concorrente Societe Generale, dopo il crollo di ieri, arriva a perdere oltre il 7%.

L’ondata di vendite che ha colpito i bancari ha provocato una raffica di sospensioni tra i big italiani come Intesa, Unicredit e MPS. E pensare che a inizio mattinata SocGen era in rialzo del 6,5% favorita anche dalle ricoperture dopo il selloff di ieri. L’azione era tra le tante banche che guidava il raly globale delle borse europee. Ma nelle ultime ore della mattina le cose si sono messe male.

Tutto e’ partito da un’indiscrezione – poi rivelatasi una bufala – apparsa sul tabloid britannico Daily Mail e poi ripresa dal Guardian. Nell’articolo, datato domenica 7 agosto, il giornale ha poi porto le sue scuse alla banca, precisando che la parte in cui si affermava che il gruppo era “sull’orlo dl disastro” e’ senza fondamento. L’istituto ha deciso di aprire un’inchiesta.

Secondo voci di mercato di oggi BNP Paribas potrebbe dover fare i conti con un’altra perdita da $713 milioni (500 milioni di euro) per via del debito greco. Da quel momento i titoli della banca hanno ceduto quota, fino a oltre il -6%. SocGen cala di oltre sette punti percentuali dopo il -22% di ieri.
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A Milano a livello settoriale in mattinata sono state le banche quelle piu’ colpite dai ribassisti: al giro di boa sono finite in asta di volatilita’ Unicredit (-7,2% teorico), Intesa SanPaolo e MPS (entrambe -5,9% teorico), Banco Popolare (-5,8% teorico). Lo stoxx europeo dei bancari cedeva il 3,1%. In chiusura il fondo Msci del settore e’ in rialzo del 3%.

All’indomani del panic selling che ha investito l’intero azionario europeo e che ha avuto effetti pesanti soprattutto per Piazza Affari le borse europee avevano in mattinata tentato la ripresa, ma il rally si e’ sgonfiato del tutto a metà giornata.

La volatilità sempre presente continua a provocare forti oscillazioni e i rialzi del 3,5% dell’avvio si sono azzerati in concomitanza con l’inizio della conferenza del ministro dell’economia sullo stato di crisi il Ftse Mib. Giulio Tremonti ha parlato della crisi italiana nelle commissioni di Camera e Senato, dichiarando, riguardo alla manovra, che il governo è pronto a tassare le rendite finanziarie, fino al 20%.

MERCATO OBBLIGAZIONARIO TRANQUILLO

Sul mercato italiano dei Btp la situazione rimane sotto controllo grazie ai ripetuti interventi della Banca centrale europea: i rendimenti decennali si attestano al 5,055%, più alti di quelli spagnoli che sono al 4,988%, e lo spread BTP/Bund è a 275 punti, in discesa.

Ma il costo per assicurarsi contro il default del debito italiano e’ salito per la prima volta sopra i 400 punti, in area 402. I contratti swap omologhi a 5 anni della Francia si sono ampliati a quota 174 contro gli 84 punti tedeschi.

Riguardo alla crisi tutta italiana, arriva la notizia della decisione del capo dello stato Giorgio Napolitano e del governo di accelerare il decreto sulle misure anticrisi, anticipandolo di due giorni al 16 agosto. Preoccupato per la situazione dei mercati, Napolitano ha deciso di rientrare a Roma nel pomeriggio per incontrare alle 17.30 il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il sottosegretario Gianni Letta.

Di crisi italiana parla anche la Bce, che afferma che il paese rimane indietro rispetto ai grandi dell’Eurozona, in termini di ripresa dalla recessione.

Le autorità di borsa continuano a indagare nel frattempo sulle ondate di vendite che stanno mettendo in ginocchio i mercati da settimane e valutano uno stop alle vendite allo scoperto.

I sell off che si stanno abbattendo su Milano hanno portato la Consob a intensificare il monitoraggio delle contrattazioni. Ma la rivelazione è che le vendite allo scoperto sono state contenute nei limiti fisiologici: il che significa che gli operatori stanno vendendo proprio titoli di cui sono in possesso, in preda a un vero e proprio panico.

“Se esaminiamo il grafico delle sedute successive all’11 settembre e lo paragoniamo a quello degli ultimi giorni, arriviamo alla conclusione secondo cui è come se i mercati avessero avuto un 11 settembre dieci giorni fa. Siamo in una fase di liquidazione coatta, che porta gli investitori a temere di perdere troppi soldi e dunque a smobilizzare senza limiti”, ha commentato Alessandro Frigerio, gestore di RMJ sgr, in una intervista a Class Cnbc.

Roberto Russo, di Cofin Sim ha poi aggiunto che “è in atto una vera e propria guerra, combattuta utilizzando non più armi, ma strumenti finanziari”. E lancia l’appello: “Che i politici si facciano avanti, perchè questa situazione è stata creata soprattutto da loro”.

Sul fronte valutario l’euro risale moderatamente dopo le perdite di ieri e si attesta a $1,4226. In recupero anche contro lo yen a 109,20.