Borsa Milano sostenuta da dati Usa, spread su

29 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La borsa di Milano è riuscita nel suo tentativo di ripresa, dopo essere rimasta praticamente ingessata a seguito dell’ultima asta del Tesoro italiano, l’ultima del 2011, che ha dato un esito sostanzialmente positivo, anche se non brillante come quello di ieri. Fattore importante, i titoli decennali sono stati offerti a tassi inferiori alla soglia del 7%, sebbene di poco. E di tale elemento ha beneficiato subito anche Wall Street.

A dare una spinta alle piazze finanziarie europee sono stati stavolta proprio gli indici americani: o meglio, i dati arrivati dal fronte Usa, come l’indice Chicago Pmi, che misura l’andamento dell’attività manifatturiera nell’area di Chicago e che è sceso a dicembre a 62,5 punti – contro i 62,6 di novembre, quindi praticamente invariato. Pur in calo, l’indicatore è stato migliore dei 61 punti attesi dagli analisti di Bloomberg.

Positivo dagli Stati Uniti anche il dato relativo alle vendite di case con contratti in corso del paese.

E’ tornata così alla ribalta la convinzione di una ripresa in atto della congiuntura americana: ed è stato tale fattore che ha alimentato i buy sull’azionario del Vecchio Continente.

Il Ftse Mib ha chiuso così in rialzo dello 0,76%, a quota 14.909 punti, a fronte di un Eurostoxx 50 in ripresa con +0,77%. Tra i componenti in rialzo a Piazza Affari, sono rimaste sotto pressione le banche come Unicredit -1,61%, Ubi Banca -0,96%, BPM -0,66%, MPS -0,44% e Banco Popolare -1,02%. Ancora peggio Banca Popolare dell’Emilia Romagna -3,32%. Giù anche Fiat -1,36%. Bene invece Intesa SanPaolo +1,02%, Mediolanum +0,67%, Telecom Italia +1,18% e Azimut Holding +2,08%.

Sul fronte degli altri listini europei, in recupero Londra +0,54%, Francoforte +0,62%, Parigi +1,84%, Madrid +0,75%.

Smorzate nel finale le tensioni sul mercato dei titoli di stato italiani: ma lo spread Italia-Germania, pur riducendo i guadagni, è rimasto in rialzo dell’1,4%, a 518 punti base, a fronte di un rendimento decennale risalito al 7,02%.

Protagonista indiscusso anche oggi l’euro, all’indomani del forte ritracciamento che ha portato la moneta unica a bucare quota $1,30. La moneta unica ha perso anche oggi, e in mattinata è scesa anche sotto quota $1,29. La soglia però è stata riagguantata e al momento il rapporto eur/usd è in calo dello 0,20%, a $1,2912. L’euro rimane sotto pressione verso il franco svizzero perdendo lo 0,11% a CHF 1,2187, e cala sullo yen dello 0,47%, a JPY 100,37, ai minimi in quasi 10 anni.

Tornando all’asta dei titoli a lunga scadenza, l’Italia ha emesso oggi 2,538 miliardi di euro di BTP con scadenza nel novembre del 2014, dunque triennali, al 5,62%, con un rapporto bid-to cover a quota 1,36. I rendimenti sono notevolmente scesi rispetto al 7,89% dell’emissione precedente. Collocati anche 1,176 miliardi di euro di BTP con scadenza nel settembre del 2021, dunque decennali, al 6,70%. In questo caso il bid to cover è stato pari a 1,58.

Collocati infine 2,5 miliardi di euro di BTP con scadenza nel marzo del 2022 a un tasso del 6,98%, in calo rispetto al 7,56% dell’asta precedente e 803 milioni di euro di CCTE con scadenza nell’aprile del 2018 a un tasso al 7,42%.

Riguardo alle commodities, infine, i futures sul petrolio scendono dello 0,94%, a $98,43 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano del 2,09%, a $1.531,40.