Borsa Milano si spinge in rialzo +2,8%, spread in area 500

2 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Piazza Affari allunga il passo insieme alle altre borse europee rimaste aperte in questa prima giornata dell’anno. Gli scambi sono molto sottili (intorno ai 400 milioni di euro) a causa del clima ancora semifestivo e della chiusura dei mercati londinese, svizzero e americano. Intanto l’euro tocca i minimi di un anno a quota $1,2887.

Intorno alle 16,30 il FTSE Mib sale di +2,42% a quota 15.454,62 punti. In Europa Parigi sale del +1,69%, mentre Francoforte avanza del +2,7%. La borsa di Milano da’ dunque il via al 2012 all’insegna dell’ottimismo, in una giornata che ha visto assente tra i mercati asiatici la borsa di Tokyo.

Lo spread Italia-Germania rimane ancora elevato ma si attesta di poco sopra quota 500 punti base, in calo di poco piu’ di 30 punti rispetto alla chiusura di venerdì. Il tasso dei Btp decennali sul mercato secondario è al 6,89%. Il nervosismo sui titoli di stato si e’ smorza dopo i primi minuti di tensione.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, in ripresa Unicredit +0,62%, Ubi Banca +1,52%, BPM +1,76%%, Banca Popolare dell’Emilia Romagna -1,45%, Banco Popolare +0,40%, MPS +2,42%, Intesa SanPaolo +2,18%. In rialzo anche Azimut +3,5%, Terna che fa +4%, confermandosi in vetta al paniere. Molto bene anche Prysmian +3%, Finmeccanica +4,79%, Generali +3,27%

Protagonista indiscusso anche oggi l’euro, che si mantiene sotto quota $1,30 e al momento vale $1,2887, ai minimi dell’anno sul biglietto verde. La moneta unica e’ invariata sullo yen, a JPY 99,58, dopo aver testato i minimi in 11 anni, arrivando a scivolare fino a 98,66. LEGGI LA PERFORMANCE DELL’EURO NEL 2011.

“Rimaniamo negativi sull’euro – afferma Peter Rosenstreich, responsabile analista presso Swissequote Bank, a Ginevra, intervistato da Bloomberg – L’assenza di crescita sarà il maggiore problema quest’anno, e non penso che quanto i leader hanno proposto basterà per arginare i problemi economici. Le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito nei paesi periferici saranno interessate da una escalation”.

Si attende a questo punto l’incontro tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, in calendario il prossimo 9 gennaio. In questa situazione si preferisce continuare a favorire il dollaro. “Gli investitori sono alla ricerca di dollari, vista la prudenza provocata dalla continua crisi dei debiti sovrani”, ha aggiunto, sempre intervistato da Bloomberg, Ha Jun Woo, dealer del mercato dei cambi presso la banca Daegu Bank, a Seoul.

Intanto, una notizia confortante è arrivata dal Pmi manifatturiero dell’Eurozona, che a dicembre si è attestato a 46,9 punti, dopo i 46,4 del mese precedente. In Italia è salito a 44,3 punti. Ma le indicazioni non sono affatto positive, se si considera che un dato al di sotto di quota 50 punti indica una fase di contrazione economica.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in calo dello 0,82% a quota $98,83 al barile, mentre le quotazioni dell’oro avanzano dell’1,68%, a $1.566,80. I rendimenti dei titoli di stato Usa decennali sono all’1,876%.

IL RIASSUNTO DEI MERCATI NEL 2011
Tirando le somme di questo 2011, nel suo ultimo giorno di contrattazioni, da segnalare che l’MSCI All-Country World Index (ticker MXWD), ovvero l’indice globale dei titoli azionari si appresta a concludere il peggior anno dal 2008, stando a quanto riporta Bloomberg, con una flessione del 10%. Valore di mercato globale sceso di $6,3 trilioni.

L’oro batte per il secondo anno consecutivo i titoli azionari, i bond e il dollaro, salendo del 9% circa.

L’indice che misura la performance del dollaro (MWXD) contro le principali sei valute, conclude poi il 2011 con un rialzo del 2%.

Secondo i dati di Bank of America, i titoli del reddito fisso sono saliti quest’anno del 4,3%, riportando la performance più debole dal 2007.

Il Ftse Mib ha concluso l’ultima sessione del 2011 in rialzo dell’1,21%, a quota 15.090 punti, ma le cose in questo 2011 non sono andate affatto bene: l’indice italiano si conferma infatti maglia nera del Vecchio Continente, con una perdita del 25,20% circa; tra le altre piazze europee, male quest’anno anche Francoforte -15,41%, Parigi -17%, Madrid -14%, a fronte dell’indice Eurostoxx che ha ceduto il 12%. Londra, che oggi ha chiuso le contrattazioni in anticipo, è stata il listino migliore, con una flessione del 6%.

Occhio anche ai futures sul petrolio scambiati a New York, che si apprestano a concludere il 2011 con un incremento del 9,3%, segnando il terzo rialzo su base annua (nel 2010 i prezzi erano avanzati del 15%). Le quotazioni hanno testato il massimo in più di due anni a maggio, balzando a New York a $114,83 in concomitanza con le tensioni che hanno sconvolto il Medio Oriente e il Nord Africa.

Ma guardando al settore delle materie prime in generale, la performance dell’indice di riferimento non è affatto positiva. Anzi, si tratta del primo calo annuale dal 2008.

Tornando all’azionario, non si può non mettere in rilievo la performance dell’indice Nikkei della borsa di Tokyo che ha testato il minimo dal 1982. E meritano sicuramente di essere menzionate le piazze finanziarie migliori del 2011, tra cui spiccano gli indici del Botswana, della Tanzania, dell’Iran e soprattutto del Venezuela.

TITOLI PEGGIORI E MIGLIORI DEL FTSE MIB NEL 2011
Tra i titoli peggiori in primo piano i bancari, con MPS -70%, BPM -64%, Banco Popolare -0,60%; ma si segnalano anche Finmeccanica -66% e Mediaset -60%.

Tra i titoli migliori Lottomatica +24,5%, Impregilo +12,8%, Pirelli +6,6%, Campari +6,37, Enel Green Power +2,15%.