Borsa Milano, seduta sell

18 Settembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Malgrado il buon esito dell’asta di titoli pubblici spagnoli le borse europee sono rimaste schiacciate in territorio negativo, penalizzate dalle prese di profitto dopo i rialzi della settimana scorsa. In attesa di un vero catalizzatore per l’azionario, e’ rimasta sotto controllo la situazione sul mercato dei titoli di stato. Per la Spagna, tuttavia, la situazione non e’ cosi’ semplice.

La principale paura che attanaglia le menti degli operatori di borsa e’ proprio legata a Madrid e al fatto che sia costretta a dover fare ricorso ad aiuti esterni per scamparla. Come dimostra anche l’andamento dei mercati creditizi: il costo per assicurarsi per cinque anni contro un eventuale default delle finanze di Madrid e’ salito di +22 punti base a quota 389.

In Europa – riferiscono i trader – si riscontra, sulla falsa riga di ieri, una corsa a recuperare il denaro investito. L’indice Ftse Mib cede il 2,39% a 16.076,03 punti. Francoforte va giu’ dello 0,53%, Londra dello 0,26% e Parigi dello 0,86%. Madrid perde oltre un punto percentuale, l’Eurostoxx 50, paniere di riferimento del continente, cede lo 0,9%. Euro in calo in area $1,3050. Spread in lieve rialzo rispetto alla chiusura di ieri.

Heinz-Gerd Sonnenschein, strategist di Deutsche Postbank, si aspetta che l’azionario si muova in laterale ancora per un po’, in attesa di un nuovo catalizzatore che inneschi ulteriori guadagni. “Abbiamo visto mosse forti da parte delle banche centrali e adesso sta ai politici europei fare i prossimi passi verso un’unione più forte”, commenta a Reuters. “Nel frattempo l’attenzione tornerà ai fondamentali e le società dovranno mostrare cosa sanno fare, quindi la prossima stagione di risultati potrebbe essere stressante”.

Sul fronte macro l’indice che quantifica il parere degli economisti sulle condizioni dell’economia tedesca e’ risultato migliore del previsto, pur indicando un rallentamento del motore europeo. Il -18,2 di settembre si confronta infatti con il -20 stimato e con il -25,5 di agosto. E’ il primo miglioramento degli ultimi cinque mesi. Va detto, tuttavia, che le previsioni sono fredde: se si riveleranno corrette l’economia principale d’Europa perdera’ slancio nei prossimi sei mesi.

All’interno del listino italiano, fari tutt’oggi puntati su Fiat (-4,1% in chiusura) dopo la vicenda del progetto Fabbrica Italia e la delusione per le vendite di auto: l’azione fa peggio della media del listino e del settore. Occhi ancora su Telecom Italia Media, dopo che Rupert Murdoch e’ entrato in corsa per aggiudicarsi il terzo canale televisivo italiano La 7. Mediaset si e’ invece ufficialmente ritirata dalla gara, che si concludera’ il 24 settembre, data ultima per presentare le domande di acquisto.

Nell’emissione di titoli a 12 e 18 mesi, il Tesoro di Madrid ha collocato 4,6 miliardi di euro, sopra la stima prevista di 4,5 miliardi. Ma saranno in particolare le aste di Madrid a medio-lungo, in agenda giovedì, a pesare, con l’offerta del nuovo 3 anni (31 ottobre 2015) e la riapertura dell’attuale benchmark gennaio 2022 che ieri ha visto il rendimento risalire oltre il 6%.

In Asia gli investitori innervorsiti dalle tensione sull’arcipelago conteso tra Cina e Giappone hanno preferito rimanre cauti: la borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,4% circa.

BTP – Lo spread Btp-Bund risale a 344 punti base con il rendimento del Btp a 10 anno al 5,08%. Il differenziale tra i decennali spagnoli e tedeschi e’ risalito anche a 440 punti base. Il tasso dei Bonos a 10 anni e’ sceso al 5,89% dopo essere salito fino al 6,04% prima dell’asta di titoli a breve. I prezzi dei Bund si attestano a 139,50.

ALL’INTERNO DEL FTSE MIB – A livello settoriale molto male le banche, in particolare i due colossi Intesa Sanpaolo (i cui titoli sono stati anche sospesi in mattinata) e Unicredit, che cedono il 5,51% e il 4,58% rispettivamente. Banco Popolare fa -3,35%. Sul fronte dei rialzi, si distinguono in positivo Salvatore Ferragamo (+1,29%), con un trader che cita a Reuters la promozione di un broker, Campari (+1,5%), Atlantia (+0,65%) e Ansaldo Sts (+0,5%). Si salva anche Parmalat (+0,12%). Oltre a Fiat e alle banche, i Sell colpiscono con un’intensita’ superiore alla media anche STM (-3,89%). In asta di volatilità con un rialzo teorico del 10,6% RCS dopo che ieri Diego Della Valle ha dichiarato di essere cresciuto molto negli ultimi mesi nel capitale della casa editrice. L’eccesso di rialzo porta in asta anche TI Media.

ALTRI MERCATI – Sul valutario euro in calo dello 0,5% sul dollaro a $1,3051. Cambio dollaro yen in ribasso a 78,58. La moneta unica si indebolisce rispetto al franco svizzero (-0,17% a 1,2113 CHF). Nel comparto energetico, prezzi del petrolio in ribasso dello 0,84% a $95,81 il barile. Oro azzera i cali risalendo a 1.771 l’oncia.

HIGHLIGHT DI GIORNATA:

Auto Europa, immatricolazioni agosto -8,5%, Fiat -17,7%

Rupert Murdoch entra in gara per La 7

Borsa Tokyo chiude in moderato calo (-0,39%), pesano tensioni per le isole contese

Italia e Fiat guidano il momento no del mercato dell’auto europeo.

Euro ancora in calo sul dollaro, alle 8.20 italiane a $1,3090 (-0,20%).

Petrolio: stabile in basso a 96,60 dollari.

Oro: in calo a 1.753,75 dollari.

– Indice Nikkei della Borsa di Tokyo termina la giornata con -35,62 punti (-0,39%) a 9.123,77 punti.

Azionario Asia: dubbi ripresa Stati Uniti e rischi Europa.

Marchionne: Fiat in Italia, a costo di utilizzare i guadagni fatti all’estero.

Romney e la gaffe che potrebbe tagliarlo fuori dai giochi.

Wall Street: interrompe il rally, svanisce effetto banche centrali.

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