Borsa Milano: scrollone ribassista. Sell massicci su banche

10 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Giovedì grigio a Piazza Affari e sulle altre borse europee con indici in forte calo. L’azionario milanese chiude la seduta con uno scivolone dell’1,90% dell’indice Ftse Mib 20.488 punti dopo aver lasciato sul campo fino al 3% circa.

In decisa risalita anche lo spread BTp/Bund, tornato a 174 punti base. Sul mercato dei cambi, l’euro si attesta a 1,3603 sul dollaro (ieri a 1,3635) e a 137,74 yen (138,66 yen), mentre il rapporto fra dollaro e yen e’ pari a 101,29 (101,71). Il petrolio (Wti) cede lo 0,18% attestandosi a 102,1 dollari al barile

Il titolo di Yoox guadagna lo 0,38%, in controtendenza. Ma il rimbalzo secondo gli esperti è ancora troppo debole. Bene Finmeccanica, in progresso di oltre il 2%

Il contagio negativo di oggi viene dal settore bancario, dopo il crollo del titolo di Banco Espirito Santo in Portogallo. Le azioni sono state sospese nel pomeriggio dopo aver perso fino al 17%.

La Borsa di Lisbona infatti cede il 4%. Se si tiene conto della prova delle ultime sette sedute, l’azionario portoghese subisce il calo più marcato da agosto 2011. Tiene meglio delle altre piazze invece Londra.

Il contagio si sta propagando nell’area periferica europea, tanto che una banca spagnola è stata costretta ad annullare l’emissione di bond.

Per questi motivi, seduta di passione per le banche quotate a Piazza Affari. Titolo peggiore del listino è comunque Mediaset (-4,83%) che aveva guadagnato moto di recente, seguita da Mps in flessione del 4,3%. Bene, Telecom Italia che balza del 3% favorita dai giudizi di Citigroup e JP Morgan.

Intanto Rottapharm fa marcia indietro e ritira l’offerta che avrebbe dovuto portarla in Borsa.

Per il Ftse Mib, dal punto di vista tecnico, questo break-out ribassista dopo la chiusura del gap-up lasciato aperto il 26 maggio scorso in area 20.700, sicuramente ha un’importanza non trascurabile. Questo perchè apre lo scenario a nuovi e profondi ribassi dell’indice, per il quale il prossimo supporto tecnico degno di considerazione è in area 20.000. Se il Ftse Mib non riuscirà a trovare un valido sostegno nel livello appena segnalato, potrebbe cercarlo sul supporto storico di lungo periodo in area 18.000

A influire negativamente sui corsi azionari è anche il tonfo della produzione industriale in tutta Europa, nessuno escluso, nemmeno Regno Unito e Germania. Maggio è stato un mese da dimenticare per tutti, ma in particolare per Francia e Italia, che hanno fatto molto peggio delle attese (-2,3% e -1,8% rispettivamente).

Bene l’asta di Bot, invece, che ha visto i tassi annuali scendere al nuovo minimo storico. Il Tesoro ha dovuto sborsare interessi dello 0,387%.

Nel suo bollettino mensile, la Bce ha evidenziato il proseguimento di una ripresa fiacca e ha bacchettato l’Italia per non aver fatto abbastanza progressi per quanto riguarda le riforme. Euro stabile su yen e dollaro tra volumi sostenuti. Con le misure varate, l’inflazione dovrebbe tornare al 2%, secondo l’istituto di Francoforte.

In Asia la Borsa di Tokyo ha pagato i dati macro deludenti, con il calo degli ordinativi ai macchinari che è stato il più forte degli ultimi dieci anni. L’azionario asiatico nel suo complesso ha bene o male rimbalzato dopo i cali di ieri.

Dal punto di vista tecnico, a Piazza Affari i graficisti fanno sapere che il quadro grafico resta debole. “Anche una reazione che dovesse ricondurre i corsi in area 21300/350 non muterebbe l’impostazionenegativa delle ultime sedute”, dice Financial Trend Analysis.

L’indice MSCI della regione Asia Pacifico escluso il Giappone, che ha invece perso terreno subendo il ribasso più pesante dal 25 aprile, guadagna lo 0,4%.

Nuovo ribasso questa mattina per il Nikkei, che ha pero lo 0,56% scendendo a 15216 punti. I prezzi hanno accennato un timido attacco alle prime resistenze poste a 15350 salvo poi tornare rapidamente su propri passi. Resta elevato il rischio di una ulteriore correzione del rialzo dell’ultimo mese e mezzo.

Sul fronte macro asiatico, a deludere sono stati gli ordinativi di macchinari core (ossia escludendo quelli per la generazione elettrica e quelli navali), che a maggio sono calati a sorpresa del 19,5% in Giappone rispetto al mese di aprile contro il progresso dello 0,9% stimato dagli analisti e a fronte del calo del 9,1% del mese precedente. Su base annuale il risultato è di -14,3%.

Bene invece le esportazioni in Cina, che si sono ampliate del 7,2% a 186,8 miliardi dollari, mentre le importazioni registrano un rialzo del 5,5% a 155,2 miliardi di dollari.

Tra gli altri mercati, l’incremento delle scorte ha inflitto un duro colpo ai contratti sul petrolio Usa, con i prezzi che sono scivolati completando una striscia negativa record.

Sul valutario, tra volumi più alti della media ieri l’euro si è riscattato dai minimi in area 1,36 per intraprendere la via del rialzo segnando un massimo intraday a 1.3647. Prima resistenza al rialzo chiave a $1,3661. Al momento la moneta unica viene scambiata a 1,3646 dollari. Ieri secondo la rilevazione Bce era scambiato a quota $1,3603.