Borsa Milano scivola -0,3%, euro sopra $1,28, spread a 465 punti

18 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Dura pochissimo lo sprint dei mercati successivo alla notizia secondo cui il Fmi proporrà un incremento delle proprie risorse disponibili per i prestiti pari a 500 miliardi di dollari e la seduta si chiude in lieve calo.

Dopo una fiammata iniziale, favorita anche dal buon esito dell’asta sui titoli di Stato portoghesi, particolarmente attesa dopo i declassamenti di S&P, le piazze finanziarie europee tornano preda della volatilità e della debolezza, con il Ftse Mib che a Piazza Affari registra un risultato negativo ma piu’ contenuto dei minimi di seduta di oltre -0,7%.

In chiusura fa segnare un calo dello 0,31% a 15.278 punti. L’indice di riferimento del continente Eurostoxx 50 scende dello 0,38%, Londra fa +0,08%, Parigi -0,35%, Francoforte +0,3%. In quest’ultimo caso i mercati scommettono sul raggiungimento di un accordo in Grecia con i creditori che pare ormai affare fatto.

Pochi gli spunti specifici nel listino italiano in una giornata la cui attività è stata ridotta e limitata perlopiù ad aggiustamenti di portafogli. “Anche con la debolezza di questa mattina in generale il clima sul mercato sembra tranquillo”, commentava a Reuters un trader della borsa milanese.

Si allentano comunque ulteriormente le tensioni sul mercato dei titoli di stato, con lo spread Italia-Germania in flessione a 465 punti base, a fronte di un rendimento decennale al 6,50% (che era arrivato a scendere fino al 6,399% a fronte del 5,41% dei rendimenti a cinque anni).

A tal proposito, da segnalare l’ennesimo risultato positivo dell’asta tedesca: la Germania ha ricevuto infatti offerte per i suoi bond a due anni per un valore di ben 7 miliardi di euro, contro i 4 miliardi massimi previsti. In media, il tasso si è attestato allo 0,17%. La precedente asta dei bond con analoga scadenza aveva registrato un rendimento dello 0,29%.

Ma le notizie in arrivo dalla Germania sono a due facce: è arrivata infatti la decisione di rivedere al ribasso l’outlook sul Pil a +0,7% nel 2012, meno del +1% stimato a ottobre. Il ministero dell’Economia tedesco ha motivato la decisione con le prospettive meno confortanti, relative alle esportazioni. Da segnalare che Berlino, economia numero uno in Europa, era cresciuta del 3% nel 2011.

A Piazza Affari, l’indice di riferimento Ftse Mib torna ad assistere alla performance mista dei bancari. Torna in rosso Unicredit all’indomani della notizia relativa all’ingresso, nel suo capitale, di un fondo di Abu Dhabi. Invariata Ubi Banca, Intesa SanPaolo +1,5%, Popolare Milano +3%. Mps è in flessione, mentre Banco Popolare fa +0,5%.

A soffrire in modo più sostenuto sono i titoli industriali come Fiat -1,08% e Fiat Industrial -1,34%, mentre l’assicurativo Generali dopo la ripresa post-Fmi, è piatta con +0,08%, complice la bocciatura di S&P, che ha portato la valutazione a “A+” da “AA”.

Nel paniere principale e’ molto richiesta STM (oltre +3,5%) sulle notizie provenienti dall’olandese Asml che ha annunciato un utile del quarto trimestre sopra le attese e ha anticipato un primo trimestre 2012 con ordini in ripresa, incoraggiando le prospettive ottimiste sul settore.

Notizie poco confortanti erano arrivate in mattinata dai vari esperti del mondo della finanza, a seguito del downgrade di massa di S&P di venerdì scorso e, anche, del declssamento della valutazione del Fondo salva stati, da parte di S&P.

David Riley, numero uno della divisione dei rating dei debiti sovrani di Fitch, aveva affermato infatti di non avere alcun dubbio sul fatto che la Grecia andrà in default, aggiungendo di intravedere rischi elevati anche per il Portogallo. E la stessa Fitch, aveva affermato che non si può escludere la possibilità di un downgrade di due notch, ovvero di due gradini, del rating sull’Italia. In questo caso, Fitch seguirebbe di fatto la decisione di S&P.

Ma ora la proposta dell’Fmi ha le potenzialita’ per risollevare l’umore degli investitori. Visto che non si riesce a trovare ancora una soluzione sul ruolo e sull’entità del Fondo salva stati, e considerate le opinioni diverse tra i vari leader europei per salvare l’Europa, di colpo la cifra di 1.000 miliardi di dollari che il Fmi potrebbe raccogliere viene interpretata come il vero “bazooka” su cui l’Ue può contare per evitare il crack.

Sullo sfondo, rimangono i conflitti in seno alle autorita politiche del Vecchio Continente: la soluzione invocata dallo stesso premier Monti per salvare l’Europa, ovvero il rafforzamento dei poteri della Bce rimbalza di nuovo a Berlino, che risponde alla richiesta di aiuto del premier affermando che l’Italia può farcela da sola.

Monti oggi sarà alla City di Londra per convincere gli investitori a guardare alle riforme che l’Italia sta mettendo in atto. Previsto anche un incontro con il premier britannico David Cameron.

Con la crisi dei debiti sovrani, il quadro economico rimane sempre più incerto, tanto che la Banca Mondiale ha tagliato le stime sulla crescita globale in modo piuttosto drastico: dal +3,6% a +2,5%.

Sul fronte valutario, intanto, l’euro avanza ancora nei confronti del dollaro e al momento guadagna l’1,37% a quota $1,2831; nei confronti del franco svizzero la moneta unica è a CHF 1,2089, praticamente piatta, mentre contro lo yen è a JPY 98,57 (+1,41%).

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in progresso dell’1,12%, a quota $101,84 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in calo a $1.653,10 l’oncia (-0,15%).

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