Borsa Milano sbanda sul finale, spread scende sotto 490

19 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Una volta esaurita la spinta delle banche, Piazza Affari perde slancio e chiude in rosso in un mercato che guarda all’intervento di Draghi all’Ecofin. La teleconferenza dei ministri delle Finanze della zona euro e’ stata incentrata sui conferimenti al Fondo Monetario Internazionale e sui dettagli del patto fiscale concordato durante l’ultimo summit.

Durante l’audizione all’Europarlamento il numero della Bce ha detto che “l’austerity porta la recessione” e che “per l’Eurozona le prospettive sono incerte”. Gli esponenti politici europei stanno cercando di trovare un modo per trovare ulteriori aiuti finanziari e applicare al contempo nuove norme di bilancio per contenere la crisi. Il listino milanese e’ il migliore tra quelli continentali, in un contesto europeo frenato dai timori geopolitici legati alla morte del leader della Corea del Nord Kim Jong-il e dalla minaccia di Fitch sul declassamento del rating di Francia e altri sei paesi europei.

I trader italiani hanno parlato di un mercato dal clima semifestivo con pochi spunti direzionali e volumi scarsi e che sfrutta l’assenza di particolari tensioni per effettuare ricoperture. “I Btp recuperano qualche punto di spread ma la seduta è molto fiacca. Qualcuno ne approfitta per le ricoperture e operazioni di ‘window dressing’ di fine anno”, dice a Reuters un trader della borsa di Milano. “E’ un mercato poco liquido”, sottolinea un altro operatore.

Le borse europee non fanno pesare troppo i timori su nuovi tagli ai rating dei paesi europei. Si scommette a questo punto su un esito positivo delle prossime riunioni dell’Eurogruppo. Positivi anche gli indici della borsa Usa.

Il Ftse Mib subisce un ribasso dello 0,16%, mentre si e’ verificat un andamento ad altalena sul mercato dei titoli di stato. Dopo aver superato quota 500, balzando fino a 510 punti base, lo spread Italia-Germania, pur rimanendo in rialzo, e’ sceso sotto l’importante soglia psicologica, attestandosi a quota 487 punti base. Anche i rendimenti dei decennali frenano la loro corsa e al momento tornano al 6,744%. Prezzi in aumento a 88,875 (+0.967). Lo spread tra bonos e bund si attesta a 328 punti base.

Riguardo alle altre piazze finanziarie, Londra è in ribasso dello 0,65%, Francoforte fa +0,78%, Parigi +0,27%, Madrid +1%, mentre l’Eurostoxx 50 lascia sul campo lo 0,27%. Oggi il numero uno del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde ha detto che la crisi del debito sovrano in Europa rappresenta un rischio per tutte le economie mondiali.

Tra i titoli migliori del Ftse Mib, Unicredit (+3%) e Mediobanca (+1,64%), Azimut +3,94%, Impregilo +1,96% e Snam Rete Gas (+0,96%). Mps, , chiude invariata dopo un balzo di quasi il 3% in seguito all’accordo raggiunto con undici banche creditrici e Mediobanca. In controtendenza sul settore bancario le Popolari. Tra altri titoli in rosso, da segnalare Fiat -2,56%, Mediaset -3,38%, che paga l’apertura del governo all’asta di frequenze tv, e Ansaldo Sts (-3,26%).

Sullo sfondo, il sentiment rimane molto incerto. Si teme per il futuro della Corea del Nord e dell’intera Asia dopo la morte del leader Kim Jong il. La successione andrebbe ora al terzo figlio di Kim Jong-il, Jong Un, la cui attitudine non fa sperare in nessun cambiamento nei rapporti tra il paese e il resto del mondo: tutt’altro, si teme un peggioramento della situazione geopolitica e si torna a guardare con forte preoccupazione alle ambizioni nucleari della Corea del Nord.

Lo stato di incertezza ha alimentato subito gli acquisti sul dollaro, che beneficia della sua natura di valuta rifugio, a fronte del calo mercati asiatici, con il listino sudcoreano Kospi che è arrivato a perdere fino al 4%. In generale, l’indice di riferimento della regione MSCI Asia Pacific Index (MXAP) è sceso dell’1,8%, registrando la peggiore flessione in più di una settimana.

In generale, gli investitori temono poi una nuova carrellata di downgrade, in seguito all’allarme lanciato da Fitch, che ha cambiato lo scorso venerdì l’outlook della Francia in negativo, mettendo sotto osservazione l’Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Slovenia e Cipro.

Da segnalare che lo Stoxx Europe ha perso il 2,8% la scorsa settimana, segnando il secondo ribasso su base settimanale. “Esiste una prospettiva molto reale di downgrade significativi in Europa, mentre la notizia della morte di Kim Jong II riporterà la situazione geopolitica nell’agenda dei paesi del nord-est asiatico – ha commentato a Bloomberg Terry Pratt, trader presso IG Markets a Melbourne – Nel breve termine, saranno comunque le notizie provenienti dall’Europa a condizionare la performance dei mercati”.

A tal proposito, in una intervista al Financial Times, il numero uno della Bce Mario Draghi è tornato a deludere chi spera in una politica monetaria pià espansiva e in un’intensificazione degli acquisti di bond dei paesi più in difficoltà; posizione che è stata ribadita anche da Christian Noyer, consigliere della Bce e governatore della Francia, che ha escluso un ampliamento del programma di acquisti dei titoli di stato.

L’euro continua a perdere terreno nei confronti del dollaro – quest’ultimo ha subito beneficiato della sua natura di valuta rifugio, salendo dopo la notizia della morte del leader nordcoreano. Il rapporto eur/usd scende così dello 0,14%, a quota $1,3024. La moneta unica è poi piatta nei confronti del franco svizzero (-0,07%), a CHF 1,2202, mentre verso lo yen è invariata a JPY 101,4680 (+0,07%).

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio salgono dello 0,55% a quota $94,04 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in rialzo a $1.600,80 l’oncia (+0,18%).