Borsa Milano: ripresa in extremis sul finale. Spread a 317

23 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Improvviso colpo di reni per la borsa di Milano che, dopo aver visto il Ftse Mib scendere anche sotto quota 16.300, azzera le perdite in concomitanza con l’altrettanto improvviso allentamento della tensione sul mercato dei titoli di stato e chiude in rialzo dello 0,21% al di sopra della soglia a 16.400 punti.

Lo spread BTP-Bund a dieci anni sale oltre i 317 punti base (+0,33%), riducendo comunque notevolmente la salita. I rendimenti BTP decennali virano in rosso, cedendo lo 0,55% al 5,06%.

Sullo sfondo il sentiment e’ rimasto negativo, condizionato anche dal dato sulle vendite di nuove case negli Stati Uniti, calate a febbraio dell’1,6%, peggio delle stime degli analisti, che avevano previsto un miglioramento su base mensile e un ritmo di crescita maggiore dal 2010. Detto questo la stessa Wall Street migliora, facendo così da faro per le altre piazze finanziarie.

Sul Ftse Mib i bancari hanno ridotto notevolmente le perdite con alcuni titoli che hanno virato in positivo sul finale: Banco Popolare +0,38%, MPS ancora in rosso con -1,72%, ma dimezza le perdite, BPM +1,57%; Intesa SanPaolo anche positiva con +0,69%, Ubi Banca -0,35% e Unicredit +0,92%. Tra i titoli migliori, Ferragamo +2,69% e soprattutto Mediolanum +4,03% all’indomani della pubblicazione dei risultati di bilancio del 2011. Bene anche Exor +2,61%, Enel Green Power +4,10% e Buzzi Unicem +3,28%.

Il titolo Mediolanum reagisce positivamente nonostante il calo degli utili pari al 70%; i conti, d’altronde, hanno battuto le attese di Equita, così come anche il dividendo intermedio, pari a 4 centesimi. Equita ha così rivisto al rialzo il target price del 17%, a 4,3 euro; il broker ha anche alzato le previsioni sugli utili netti del 2012 a 293 milioni di euro e sul dividendo, fino a 18 centesimi, dai 13 attuali.

“Non penso che ci sia un cambio di tono, è solo l’eccessivo buonumore di quest’inizio anno che rientra”, spiega alla Dow Jones un money manager di un importante fondo americano.

È insomma questo il clima che si respira sui mercati al termine di un primo trimestre in cui le borse hanno registrato rialzi diffusi. A partire da Piazza Affari che da inizio anno ha messo a segno una performance del 9%, in linea con l’Eurostoxx 50. Ma ci sono titoli che hanno guadagnato oltre il 100%, anche se restano lontani di oltre il 90% dai rispettivi massimi. È il caso di Premafin (+163%), Aedes (+114%), Gabetti (+109%), Meridiana (+105%), Fondiaria-Sai (+103%) e Prelios (+102%), stando a quanto scrive Milano Finanza. Le due operazioni di finanziamento illimitato della Bce, la prima a dicembre e la seconda a fine febbraio, hanno rasserenato il clima e in questo primo trimestre che si sta per chiudere gli asset rischiosi sono tornati in cima alle preferenze degli investitori.

Circa i bancari, su Mps, rimane ancora molta incertezza sull’esito delle negoziazioni tra la Fondazione Mps e i fondi interessati all’acquisto delle sue quote. Oggi il quotidiano La Stampa riporta che Rocca Salimbeni reputerebbe l’offerta di Equinox troppo bassa (0,32 euro per ogni titolo Mps, in sconto dell’11% rispetto al corrente valore di mercato”.

Recupero anche per le altre piazze finanziarie europee, con Parigi -0,24%, Madrid -1,08%, Francoforte -0,21% e Londra -0,17%. L’indice di riferimento Stoxx Europe 600 si appresta a concludere la settimana peggiore del 2012. Dagli inizi dell’anno, la performance è di un rialzo dell’8,3%. Ma la perdita di oggi dell’indice è la quinta su base consecutiva. Intervistato da Bloomberg John Plassard, dirigente presso Louis Capital Markets a Ginevra spiega il sentiment con la delusione degli investitori verso alcuni dati che sono stati pubblicati durante la settimana.

Sullo sfondo rimangono le preoccupazioni sull’Italia, colpita ieri dalla nota di Moritz Kraemer, responsabile del debito sovrano dell’agenzia di rating Standard & Poor’s. Kraemer, in particolare, ha affermato che il paese rimane il rischio maggiore dell’Eurozona.. Oggi dal fronte economico l’Istat ha reso noto che le vendite al dettaglio sono salite a dicembre dello 0,7% su base mensile, scendendo dello 0,8% su base annua.

La Spagna ancora sotto i riflettori, dopo il giudizio su Citi, che ha affermato nei giorni scorsi che il paese non è stato mai tanto vicino al default. Intanto tassi sui bond spagnoli a 10 anni hanno superato stamane quota 5,50%, al 5,53%, attestandosi ai nuovi livelli record dallo scorso gennaio. Al momento però i rendimenti fanno dietrofront, cedendo quasi il 2% al 5,38%.

Preoccupa anche il Portogallo, dopo che i comuni hanno lanciato l’allarme default.

Sul fronte valutario l’euro rimane positivo con +0,49% a $1,326 nei confronti del dollaro; verso lo yen sale con +0,23% a JPY 109,19. Rapporto dollaro/yen -0,24% a JPY 82,34.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio accelerano al rialzo con +1,78% a $107,23 al barile, mentre le quotazioni dell’oro +1,28% a $1.663,60.