Borsa Milano rimbalza del 2%. Tassi e spread Italia mai cosi’ alti da quando esiste l’euro

13 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Piazza Affari chiude in territorio positivo, di pari passo con le altre borse europee, favorita dal rally dei bancari, che cosi’ tanto peso hanno sul listino milanese. Ma le tensioni sul mercato del debito restano sempre alte.

Il Ftse Mib chiude in progresso del 2,14%, Londra dello 0,66%, Francoforte dell’1,56%, Parigi dell’1,16%. Anche le banche francesi rimbalzano dopo una mattinata molto difficile. Sui mercati resta estremamente alta la volatilita’, ma c’e’ un forte ipervenduto che rende gli investitori molto sensibili ai segnali di acquisto.

A meta’ mattinata i rialzi inziali di Milano si erano sgonfiati dopo che e’ stato scoperto il bluff-Cina Tremonti. Nel frattempo i tassi Btp e spread hanno toccato nuovi record. Vicende incredibili quelle degli ultimi giorni sul mercato, mai l’Italia aveva fatto sparlare di se’ in questo modo in tutto il mondo.

In Italia i credit default swap (ovvero il costo per assicurarsi contro un default del debito sovrano) sono balzati al record storico (522) e il tasso sul bond a 10 anni al 5,70%. Intanto lo spread con il bund tedesco ha oltrepassato quota 400 (a 407), giudicata il limite dell’allarme rosso, mentre il differenziale tra rendimenti a due anni dei titoli italiani e tedeschi balza fino a 436 punti base. Al momento lo spread sul decenale vale 389 punti base.

Quota 400 punti non si vedeva da inizio agosto, quando la Bce si era data ad uno shopping forsennato, con l’aggravante che dopo le fratture all’interno del Board dell’istituto di Francoforte che hanno portato alle dimissioni del membro tedesco Stark, non e’ certo che le operazioni di acquisto dei nostri titoli proseguano. Oggi la banca ha comprato altri BTP, ma non si sa per quanto tempo gli aiuti dureranno.

Una nuova conferma della vulnerabilita’ dell’Italia e’ arrivata dal mercato dei titoli di stato, con le aste che sono state indette dal Tesoro, e che sono state accolte con un aumento dei rendimenti e un calo della domanda. La manovra, con tassi cosi’ alti, rischia di essere sempre più vanificata, in quanto il governo dovra’ pagare un prezzo ancora piu’ alto per riscattare il proprio debito. E’ stato l’ottimismo per il presunto aiuto della Cina a risollevare il sentiment degli operatori in avvio.

Insomma, Cina o non Cina, vista la situazione, l’Italia dovra’ adottare molto probabilmente nuove misure per alimentare la crescita anemica del Pil e per tagliare il debito. A confermarlo e’ uno stesso funzionario del Tesoro. Ma mentre il Tesoro parla di contatti tra il numero uno del fondo sovrano cinese Chinese Investment Corp e il ministro del Tesoro Giulio Tremonti – incontro che sarebbe avvenuto la scorsa settimana – dalla Cina non arriva nessuna conferma.

Non crede alla bufala Cina-Tremonti neanche chi scommette sull’indice Ftse Mib il quale, dopo essere balzato fino al 2% in apertura, e’ ricaduto in territorio negativo, prima di risalire nel pomeriggio. Le banche reagiscono dopo i tonfi di ieri. Popolare Milano ha guadagnato l’8,9%, Unicredit il 6,85%, Ubi Banca il 7,91%, Intesa il 5,93% e Banco Popolare il 5,5%.

Piu’ in difficolta’ gli industriali con Fiat Industrial che dopo aver guidato i ribassi del Ftse Mib cede lo 0,09%. Finmeccanica lascia sul terreno l’1,05% e Luxottica l’1,64%. Male anche Atlantia e Snam Rete Gas (che cedono rispettivamente l’1,25% e lo 0,25%).

In generale, l’Europa ha gli occhi puntati principalmente sull’Italia e la Grecia: i rendimento sui titoli a due anni greci sono saliti sopra il 70% e i rendimenti decennali sono balzati di altri 200 punti base fino ad arrivare al 24%. Ora il mercato sconta una probabilita’ del 98% di un crack del debito ellenico. Per l’Italia le possibilita’ sono di una su tre (quasi 35%).

Secondo quanto riportato da Reuters Timothy Geithner, ministro del Tesoro Usa, chiedera’ alla Germania di non fare piu’ opposizione contro un allargamento della capienza del fondo straordinario di salvataggio dei paesi indebitati in crisi (EFSF).

Sul fronte valutario l’euro e’ stabile a $1,366. La moneta unica e’ piatta anche verso il franco svizzero a 1,2037 CHF e arretra contro lo yen a 105,11.

RAPPORTO UNICREDIT. EVENTI SOCIETARI.

Atlantia(EUR10,09): gli analisti di Nomura hanno ridotto il giudizio da buy a neutral.

BPM(EUR1,281): oggi il CdA della banca milanese che tuttavia non dovrebbe avere all’odg l’aumento di capitale. Secondo la stampa, si dovrebbe iniziare ad esaminare il dossier governance.

Buzzi: gli analisti di Citi hanno ridotto il giudizio da hold a sell.

RAPPORTO UNICREDIT SU INTERESSE CINA PER BOND ITALIANI.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’Italia avrebbe chiesto alla Cina di effettuare acquisti significativi di debito nazionale. La richiesta sarebbe arrivata nella recente visita a Roma del presidente della China Investment Corp Lou Jiwei, che ha incontrato Tremonti e i vertici della Cdp, e nella visita della settimana precedente di una delegazione italiana a Pechino. E mentre l’Ue indica la necessità di nuovi aggiustamenti per l’Italia nel lungo termine, oggi a Bruxelles Berlusconi incontra Van Rompuy e Barroso con cui discuterà della manovra di correzione del bilancio da circa EUR54 mld.