Borsa Milano, regina d’Europa, rimbalza del 3,6%

4 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – All’indomani del forte crollo che ha portato il Ftse Mib a sfondare al ribasso quota 20.000 e a scivolare anche sotto i 19.800 punti, con una perdita superiore a -3%, sui mercati è voglia di riscossa. Piazza Affari – la migliore tra le Borse europee della giornata – ha chiuso una seduta tutta al positivo con un aumento dell’indice Ftse Mib del 3,62% tornando sopra la soglia psicologica dei 20mila punti, esattamente a quota 20.475.

In un mercato più disteso sulle attese di un allentamento delle tensioni in Ucraina, in calo lo spread a 182 punti base dai 190 della vigilia, con un tasso al 3,42%, minimo da ottobre 2005.

Hanno rimbalzato le banche, guidate dal Banco Popolare (+11% circa), che ha approvato l’aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro, grazie anche a BofA Merrill Lynch che consiglia di acquistare le azioni. In forte rialzo Bpm (+8%), Bper (+6%) e Unicredit (+5,3%). Fuori dal comparto bancario, il titolo migliore è Telecom (+6%), dopo il -9% circa segnato nelle ultime quattro sedute, in attesa dei conti che verranno approvati giovedi’ dal cda. Bene Fiat (+4,4%), che ha beneficiano dei dati sulle immatricolazioni in Italia e negli Usa diffusi ieri. Oggi l’ad Sergio Marchionne ha auspicata la quotazione di Fiat Chrysler a New York il prossimo 1 ottobre.

Occhio all’analisi tecnica dell’indice Ftse Mib: la variazione del trend indica come supporto quota 18.450 a come resistenza 20450: il trend a 14 periodi rimane bullish.

Market mover è sempre l’Ucraina, con il presidente russo Vladimir Putin che ha ordinato il ritiro delle truppe dalla Crimea. “Ci sono sicuramente opportunità di acquisti – ha commentato in una intervista rilasciata a Bloomberg Andrea Utermann, responsabile investimenti presso Allianz Global Investors – La crisi ucraina si stabilizzerà”.

Immediata la reazione dell’azionario di Mosca e del rublo: alle 7.05 italiane l’indice MICEX saliva del 3,87% a 1.337,19 punti; l’indice RTS del 4,11% a 1.158,53 punti.

Prevalenza di segni positivi sui mercati asiatici; Nikkei di Tokyo +0,47%, Hong Kong +0,89%, indice australiano S&P/ASX 200 +0,30%, Shanghai invece sotto pressione con -0,18%; Kospi coreano -0,54%.

Sul valutario l’euro sale dello 0,4% a 1,375 sul dollaro e il rublo avanza dello 0,3% a 50,013 sulla divisa europea e a 36,35 sul dollaro dopo il tracollo di ieri. Scende lo yen, su cui ieri si erano riversati gli acquisti, con un ribasso dello 0,3% a 101,76.

Sul fronte delle materie prime, i futures sul petrolio fanno dietrofront dopo aver chiuso le contrattazioni di New York della vigilia a $104,92 al barile, al record di chiusura dallo scorso 19 settembre. Il volume di tutti i futures scambiati è stato superiore alla media degli ultimi 100 giorni dell’82% circa.Al momento il valore cala -0,86% a $104,02. Indietreggia anche l’oro, -0,93% a $1,337,70.

Da segnalare che l’indice della forza relativa a 14 giorni del contratto WTI sul petrolio scambiato a New York ha chiuso ieri a quota 71,9, ovvero al massimo dallo scorso 19 febbraio; nelle ultime ore è sceso, a conferma che il mercato versa in una condizione di ipercomprato, a 67 punti circa.