Borsa Milano recupera nel finale, ma tasso BTP riagguanta soglia del 7%

11 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Le piazze finanziarie europee hanno concluso la seduta in territorio prevalentemente negativo, dopo aver assistito al nuovo tonfo dell’euro. Si sono “salvati” Piazza Affari, Atene e Bruxelles. In particolare sulla borsa di Milano, l’indice Ftse Mib è salito dello 0,25%, a quota 14.882 punti.

I mercati, in generale, hanno scontato i timori sulle conseguenze che il problema dei debiti sovrani avrà sulle rispettive economie dell’Eurozona. E, soprattutto, a pesare nel finale è stata la nota di Fitch, che ha dichiarato di auspicare aiuti all’Italia per scongiurare un cataclima della moneta unica.

Il peggioramento del sentiment in Europa è stato confermato dal trend dell’Eurostoxx 50, che ha lasciato sul terreno lo 0,65%. Il Ftse Mib è riuscito a riagguantare il territorio positivo, grazie al sostegno dei bancari. Forti sono state, però, le oscillazioni in giornata.

Riguardo alle altre piazze finanziarie, Londra -0,69%, Francoforte -0,42%, Parigi -0,46%, Madrid -0,89%. Decisamente meglio Atene +1,33%.

Proprio oggi è arrivata la notizia sulla contrazione del prodotto interno lordo della Germania. Nel quarto trimestre del 2011, l’economia tedesca ha subito una contrazione dello 0,25%, rispetto ai tre mesi precedenti, mentre il Pil dell’intero anno è salito del 3%, meno del +3,7% del 2010. Se anche nel primo trimestre del 2012 il pil tedesco dovesse vedere il segno meno, la Germania entrerebbe in una fase di recessione tecnica (che si verifica con due trimestri consecutivi di crescita negativa).

I dati macro odierni non hanno visto però protagonista solo la Germania: l’intera Unione europea ha tagliato infatti le stime di crescita sull’eurozona a +0,1% nel terzo trimestre, dal +0,2% precedente. Oggi, inoltre, a mercati europei chiusi, la Federal Reserve pubblicherà il Beige Book, il bollettino che fa il punto della situazione dell’economia americana.

Ancora notizie no dal mercato interbancario, con i depositi overnight delle banche europee presso la Bce che hanno testato un nuovo record. I record ormai vengono aggiornati in questo caso su base quotidiana.

Buoni numeri invece sono arrivati comunque dal fronte italiano dei conti pubblici. L’Istat ha riportato che, nei primi 9 mesi del 2011, il rapporto deficit/Pil è stato pari al 4,3%, inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Si è tenuto poi in giornata l’incontro Merkel-Monti, in occasione del quale il presidente del Consiglio ha annunciato un nuovo pacchetto di riforme tra un paio di giorni. In una intervista rilasciata al quotidiano tedesco Die Welt, il premier italiano è stato chiaro: l’Italia sta facendo la sua parte, ora tocca alla Germania e all’Europa. Monti ha ribadito che non può chiedere altri sacrifici agli italiani.

Sul fronte del mercato dei titoli di stato, indicazioni positive sono arrivate dal mercato della Germania: ottimo l’esito dell’asta, che ha avuto per oggetto titoli di stato a cinque anni, piazzati a un rendimento in calo allo 0,9%. Vero e proprio boom delle richieste, che si sono attestate a 8,97 miliardi, piu’ del doppio rispetto ai 4 miliardi attesi.

Il messaggio è molto chiaro: a dispetto dei livelli storicamente bassi dei tassi, gli investitori internazionali continuano ad acquistare i bond tedeschi. Inoltre, i rendimenti a cinque anni sono scesi sotto la soglia dell’1% per la prima volta in assoluto.

Sessione positiva per i bond governativi italiani e spagnoli, in attesa delle aste che si terranno domani. La Spagna, in particolare, collocherà fino a 5 miliardi di euro di titoli con scadenza nel 2015 e nel 2016, mentre l’Italia punta a un’ emissione di 12 miliardi di euro. In crescita oggi anche i bond greci, con quelli a due anni che hanno assistito a un forte calo dei rendimenti, pari a 874 punti base al 175,82%.

Nel caso dei titoli italiani a 10 anni, lo spread con la Germania ha ridotto le perdite e si è attestato a 517 punti base, a fronte di un rendimento decennale che nel finale è tornato ad attestarsi di nuovo al 7%.

Guardando alla performance del Ftse Mib, si è messa di nuovo in evidenza Unicredit, salita fino a +7%, complice anche il giudizio positivo di alcuni analisti, ha poi chiuso con +6% circa; bene anche Ubi Banca +0,42%, Banca Popolare di Milano volata del 9%, Intesa SanPaolo +1,28%.

Rimbalzo anche per MPS +6% circa, che era stata penalizzata nella giornata di ieri. Tra i bancari acquisti anche su Banca Popolare dell’Emilia Romagna +3,78%, Banco Popolare +3,84%. Tra i titoli in rosso Atlantia -3,32%, ma soprattutto Pirelli, che con -4,6% ha scontato l’allarme utili lanciato da Goodyear. Il gruppo ha avvertito infatti sui volumi deboli nel corso dell’ultimo trimestre del 2011, non solo in Europa e in Nord America, ma anche in Asia e America Latina. Giù anche Stm -2,3% e Campari -2%.

Per concludere, il sentiment sull’azionario non è sicuramente dei migliori: basti pensare alla performance di un indice ad hoc che misura la fiducia sui mercati. Il dato è al minimo dal 2009, a conferma di come gli investitori temano un crack dell’azionario.

All’interno della sfera del valutario, intanto, l’euro ha sofferto contro il dollaro una flessione dello 0,77%, attestandosi a quota $1,2679; contro il franco svizzero, la moneta unica è rimasta ingessata a CHF 1,2118 (-0,07%), mentre verso lo yen ha ceduto un più sostanzioso 0,67%, a JPY 97,52.

Riguardo invece alle commodities, i futures sul petrolio sono in calo dell’1,01%, a quota $101,21 al barile, mentre le quotazioni dell’oro avanzano dello 0,75%, a $1.643,80.