Borsa Milano positiva, Spread si sgonfia del 2%

22 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Seduta vivace ma senza grandi strappi per la Borsa di Milano, mentre lo Spread tra Btp e Bund decennali si restringe del 2% in area 285 punti base. L’Ftse Mib ha guadagnato lo 0,68% a 16.234 punti, risultando la piazza più tonica del continente insieme a Lisbona.

La vittoria alle elezioni del Senato della coalizione guidata dal primo ministro giapponese, Shinzo Abe, si traduce in un’iniezione di ulteriore fiducia sui mercati. Un dealer cita a Reuters anche l’analisi del settimanale Barron’s, secondo cui l’Europa si avvia verso una ripresa economica, una previsione che potrebbe modificare le direttrici dei grandi flussi di capitale, riportando denaro nel vecchio continente.

Dopo un avvio incerto si confermano tutte positive le principali borse europee, tranne Londra (-0,11%), sulla scia dell’andamento dei listini Usa. Corre Lisbona (+2,45%) dopo la conferma del presidente portoghese Cavaco Silva sulla tenuta del governo in corso. Seguono Milano (+0,8%), Parigi (+0,36%), Madrid (+0,18%) e Francoforte (+0,14%). Gli acquisti si concentrano sui bancari portoghesi Espirito Santo ((+10%) e Banco Comercial (+6,67%). Occhi su Banco Popular Espanol (+2,99%), Ubs (+2,84%) e Unicredit (+2,7%).

L’intonazione è restata positiva anche grazie ai risultati trimestrali incoraggianti di Philips e Julius Baer e dalle notizie giunte dal Portogallo, dove il governo traballante si è assicurato un po’ di stabilità allontanando il rischio del ricorso a un secondo piano di aiuti esterni.

Il Presidente lusitano Aníbal Cavaco Silva ha detto ieri sera di aver ricevuto garanzie ulteriori da due partiti di governo: resteranno compatti e coesi fino all’uscita dal programma di salvataggio Ue da €78 miliardi. Come conseguenza la pressione sui titoli di Stato della periferia si è allentata, con i rendimenti sui decennali portoghesi che sono scesi di circa 40 punti base.

Dagli Usa si attendono i dati sulla vendita di case esistenti e nuove trimestrali, tra cui quella di McDonalds.

I messaggio che la Federal Reserve ha voluto far passare sembra sia stato capito: la politica monetaria Usa resterà accomodante per tutto il tempo chiesto dagli investitori e per questa ragione molti degli indici hanno riguadagnato i livelli di supporto.

“I mercati sono stati rassicurati dai commenti di Bernanke la scorsa settimana – osserva a Reuters un trader – ma l’inevitabile prospettiva di una riduzione del quantitative easing e la posssibilità di messaggi contrastanti da parte della Fed sul quando e sul come si svilupperà rende i mercati volatili che nel breve saranno focalizzati sulla stagione dei risultati societari”.

BTPSpread Btp-Bund in calo del 2,38% in area 285 punti base. Tassi decennali in flessione dell’1,78% al 4,32%.

ALTRI MERCATI – Sul valutario, l’euro scambia in rialzo dello 0,32% a 1,3180 contro il dollaro (venerdi in chiusura di mercati si era attestato a 1,3140). Dollaro in calo di oltre lo 0,6% sulla valuta giapponese, a quota 100 yen.

In ambito di materie prime, petriolio in avanzamento, con i futures che si attestano a 108,35 dollari il barile (+0,28%). In evidenza l’oro, salito oltre la soglia dei $1.300 l’oncia, sui massimi da un mese, favorito dalle attese per una politica monetaria espansiva a lungo da parte della Fed.

PIAZZA AFFARI – Spunti per i finanziari, ancora favoriti dall’annuncio sul collaterale della Bce. Progressi del 2,49% per UniCredit e dell’1,71% per Intesa Sanpaolo. In denaro Saipem (+2,71%), Ansaldo Sts (+2,76%) e Autogrill (+2,48%).

Fuori dal paniere principale, bene Carige. Un operatore ricorda che si avvicina la data del 9 agosto, quando scadrà l’esclusiva per la cessione della Sgr ad Arca.

Tra le small e mid cap, balzo di Risanamento che intraday arriva a segnare quasi +9%, favorito da indiscrezioni stampa. Un quotidiano ha scritto che il fondo del Qatar, insieme a Hines, pensa di presentare una nuova offerta per gli asset parigini e l’area di Santa Giulia.

ANALISI DI MPS CAPITAL SERVICES

Eventi del giorno

Tassi & Congiuntura: in area Euro venerdì si è assistito ad una chiusura stabile per i mercati obbligazionari con lo spread Italia-Germania sul tratto decennale rimasto in prossimità dei 289pb e quello spagnolo dei 316pb. Acquisti hanno interessato i bond portoghesi con il tasso decennale calato sotto la soglia del 7% per la prima volta da circa 10 giorni su attese di un possibile governo di grandi intese.

L’intesa tra i principali 3 partiti portoghesi però non è stata raggiunta a causa soprattutto del piano di tagli alla spesa da 4,7Mld€ secondo quanto dichiarato dal leader del partito socialista Seguro. Il presidente Silva ha dichiarato che il governo del primo ministro Coelho rimarrà in carica fino al termine del mandato nel 2015 poiché ha una grande maggioranza e di non volere le elezioni anticipate.

Questa mattina il mercato non sembra preoccuparsi della mancata “grande intesa” con i bond portoghesi che nella fase iniziale degli scambi sono acquistati, soprattutto sulla parte a breve. Poco mossi i bond dei principali paesi dell’area così come gli spread. Nel fine settimana dal comunicato del G20 emerge che i paesi tenteranno di “comunicare in modo calibrato e chiaro” le mosse di politica monetaria in modo che gli Usa ed il Giappone non causino danni agli altri paesi quando inizieranno a rimuovere gli stimoli.

Inoltre i paesi si sono impegnati ad offrire strategie fiscali credibili ed ambiziose quando si incontreranno nuovamente a settembre nel tentativo di stimolare la crescita economica mondiale. Le strategie dovranno essere sufficientemente flessibili da considerare le condizioni economiche di breve periodo ed allo stesso tempo rendere i livelli di debito più sostenibili.

Il ministro delle finanze tedesco Schaeuble dopo l’incontro ha dichiarato che a differenza dagli anni precedenti, i rischi non sono confinati all’Europa ma sono più globalizzati. Oggi non sono attesi eventi macro di rilievo. Nel corso della settimana attenzione focalizzata sui Pmi preliminari e sulla fiducia degli imprenditori tedeschi di luglio e sul Pil UK del secondo trimestre.

Negli Usa, tassi in calo nella seduta di venerdì con il comparto decennale che è tornato sotto il 2,50% sulla scia della continuazione dell’effetto Bernanke. Il movimento di recupero dei treasury è proseguito dopo che il governatore della Fed ha rassicurato giovedì gli operatori sul tema riduzione acquisto di asset, dichiarando che il programma di QE “non è in nessun modo predeterminato”.

L’attenzione sarà quindi focalizzata sui prossimi dati macro, particolarmente quelli sul mercato del lavoro e sull’inflazione, per capire quali potrebbero essere le prossime mosse della Fed. Da segnalare che gli speculatori hanno invertito le posizioni sui treasury nella settimana del 16 luglio, passando da netti corti a netti lunghi sul future decennale. Questa settimana saranno da monitorare i dati relativi al mercato immobiliare, i nuovi sussidi di disoccupazione e i risultati trimestrali di alcune tra le principali società, tra le quali Ford, Amazon, Apple e Boeing. Segnaliamo in Giappone il calo del tasso decennale sotto lo 0,79%, sui minimi da metà maggio dopo l’esito delle elezioni nel week end.

Valute: apertura in lieve deprezzamento per il dollaro verso euro su attese di politica monetaria espansiva ancora a lungo in base a quanto espresso da Bill Gross, gestore di Pimco, secondo cui la Fed aumenterà i tassi non prima del 2016. Gli speculatori la scorsa settimana hanno ridotto di poco (circa 9%) le posizioni ribassiste nette sull’euro/dollaro. Per questa settimana la resistenza più vicina si colloca in area 1,32 ed il supporto presso 1,30. Yen in lieve apprezzamento verso le principali valute mondiali dopo che la coalizione guidata dal primo ministro Abe ha ottenuto la maggioranza al senato, ottenendo il controllo di entrambi i rami del parlamento per la prima volta dal 2007.

Tra gli operatori si era diffusa l’aspettativa che il partito di Abe (LDP) potesse riuscire ad ottenere la maggioranza anche senza l’aiuto dell’alleato New Komeito. Verso dollaro il cross si attesta intorno area 100, mentre verso euro il cambio questa settimana trova la resistenza principale presso 133,80, mentre il supporto più vicino è collocato a 131. Apprezzamento dello yuan cinese verso dollaro dopo che la banca centrale cinese (PBC) ha rimosso il floor sui finanziamenti fissato in precedenza al 30% sotto il tasso benchmark (adesso al 6% ad 1 anno).

Commodity: lieve calo per l’indice generale GSCI ER lo scorso venerdì, penalizzato dal ribasso contenuto del comparto energetico. Andamento misto per il petrolio, lieve calo per il gas naturale Usa (-0,6%). Questa mattina in evidenza l’oro salito oltre soglia 1300$/oncia, sui massimi da 1 mese, su attese di politica monetaria espansiva a lungo da parte della Fed.

Venerdì si è assistito ad un lieve rialzo anche per l’indice settoriale agricolo e dei metalli non ferrosi. I dati della CFTC mostrano che gli speculatori hanno aumentato di molto le posizioni nette rialziste sul Wti portandole poco al di sotto dei massimi storici. Maggior ottimismo pure sui preziosi anche se in tale caso le posizioni rialziste nette sono su valori storicamente molto bassi.

Azionario: seduta di venerdì in cui sono prevalse le prese di profitto sui listini europei, dopo il recupero delle precedenti sedute, con le vendite che hanno interessato principalmente il comparto health care e beni di consumo. In controtendenza si è mosso l’indice Ftsemib che si è contraddistinto questa settimana come il migliore all’interno dei principali listini dell’Area. Si chiude infatti una settimana positiva per le principali borse europee favorite dal clima generale di ottimismo tra gli operatori visto il buon andamento della stagione delle trimestrali negli Usa.

A livello settoriale, il maggiore rialzo è stato messo a segno dal comparto risorse di base grazie al rimbalzo messo a segno dalle principali materie prime in settimana. Positivo anche l’andamento del settore bancario che ha beneficiato delle misure di allentamento sul collaterale da parte della BCE.

In negativo invece i settori tecnologico e quello health care che ha spinto l’indice svizzero SMI a chiudere la settimana in calo. Stamattina gli indici europei stanno registrando un’apertura incerta con i titoli del settore bancario europeo in rialzo dopo la positiva trimestrale di UBS. Negli Usa ultima seduta di settimana mista per i principali listini con il Nasdaq particolarmente penalizzato dai negativi conti trimestrali presentati da Microsoft e Google che hanno spinto l’indice dei principali titoli tecnologici a chiudere la settimana in territorio negativo.

Per gli indici S&P 500 e Dow Jones la seduta di venerdì si è chiusa invece intorno alla parità con i due listini che hanno chiuso la quarta settimana consecutiva in rialzo su nuovi livelli record. Le parole di Bernanke hanno sicuramente avuto un certo impatto nel rassicurare gli operatori, a ciò si sono poi aggiunte positive trimestrali giunti dal settore bancario ma anche da quello industriale, con General Electric (+4,7%) che venerdì ha riportato utili e ricavi al di sopra delle attese nel secondo trimestre.

Finora solo il 20% delle società all’interno dell’indice S&P 500 hanno pubblicato i propri conti trimestrali con più del 70% che, stando ai dati Bloomberg, ha superato le attese in termini di utili. Sul fronte emergente seconda settimana consecutiva in rialzo per l’indice MSCI EM anche se la seduta di venerdì ha visto prevalere il segno negativo in quasi tutti i principali mercati. In controtendenza si è mosso l’indice russo Micex che sta beneficiando del continuo rialzo del prezzo del greggio.

Nel complesso la settimana ha visto un buon recupero della borsa brasiliana, mentre i cali hanno interessato i listini cinese, messicano e sudafricano. In mattinata inizio di settimana positivo per i listini asiatici dopo l’esito favorevole per il PM giapponese Abe delle elezioni tenutesi nel weekend.