Borsa Milano: pioggia di Sell, cede -3,4%

6 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La borsa di Milano chiude la giornata di contrattazioni con cali pesanti, -3,39%, accelerando al ribasso sul finale. E’ la terza seduta negativa consecutiva.

A condizionare le contrattazioni tra le altre cose dalla pessima performance di Wall Street, che vede il Dow Jones accusare un calo a tre cifre per la prima volta quest’anno. L’indice allargato S&P 500 segna la perdita piu’ grave da inizi del 2012. Da parte sua l’azionario europeo registra il maggiore calo dal mese di novembre.

I mercati globali scontano le preoccupazioni sul futuro dell’economia, non riuscendo a digerire ancora il taglio delle stime di crescita sul Pil cinese, comunicato nella giornata di ieri. A peggiorare la situazione sono i dati arrivati dal fronte macro europeo, relativi al Pil europeo del quarto trimestre dello scorso anno. Si tratta della seconda stima di Eurostat, che conferma di fatto quella preliminare e parla di una flessione -0,3% nell’intera Eurozona e nell’Ue a 27 paesi. Pil italiano confermato in calo -0,7%.

Ftse Mib perde il -3,34% sotto 16.300 punti. In un listino quasi tutto tinto di rosso, in evidenza i cali dei titoli bancari come Banco Popolare -3,36%, MPS -4,72%, Banca Popolare dell’Emilia Romagna -4,96%, BPM -5,57%, Ubi Banca -4,51%, Unicredit -3,81%, Intesa SanPaolo -3,67%. Giù, in una sessione in cui si mettono in evidenza i forti cali dei titoli del settore auto in tutta Europa, Fiat -4,21%. Giù anche Fiat Industrial -4,34%.

Male anche le altre piazze finanziarie europee: Londra -1,68%, Francoforte -3,01%, Parigi -3,26% e l’indice di riferimento Eurostoxx 50 -3,03%. Tra i titoli europei, focus su Peugeout, che ha perso fino a -4% dopo che la società automobilistica, la seconda in Europa, ha annunciato che non ci sarà alcun pagamento di dividendi nel 2011 e che si prepara a raccogliere 1 miliardo di euro per utilizzare i ricavi ai fini di un’alleanza con General Motors. Gli azionisti, che hanno il diritto di acquistare 16 azioni per ogni 31 azioni che già detengono, pagheranno 8,7 euro per azione, con uno sconto del 42% rispetto al valore di chiusura del titolo di ieri.

Oggi è stato presentato il primo BTP online della storia italiana, rivolto in modo specifico alle “famiglie italiane”, dunque agli investitori retail. Nel corso della conferenza stampa indetta per presentare il nuovo prodotto finanziario, il vice ministro dell’economia Vittorio Grilli ha commentato lo stato di salute del mercato dei bond italiani, precisando che, sebbene la temperatura dello spread sia migliorata, questo non vuol dire che la situazione sia risolta.

E proprio oggi si rileva tensione sul mercato dei bond italiani: lo spread Btp-Bund balza +5,46% a 327,06 punti, a fronte di rendimenti decennali che salgono +2,54%, tornando a superare la soglia del 5%, e salendo fino al 5,05%: da segnalare che la scorsa settimana il differenziale ha toccato 305 punti base, minimo dal primo settembre, sulla scia della maxi iniezione di liquidità operata dalla Bce. (leggi:Banche Ue fameliche, a Bce chiesto un trilione di euro in 2 mesi).

Importante market mover rimane la Grecia, con gli investitori in attesa dei numeri sulla partecipazione dei creditori privati alla ristrutturazione dei debiti del paese. “L’incertezza sullo swap dei debiti da parte del settore privato peserà probabilmente sui mercati, dal momento che i trader rimangono cauti in attesa dell’annuncio”, ha commentato Jonathan Sudaria, trader presso London Capital Group, in una nota diffusa da Bloomberg.

Al momento, gli investitori che hanno confermato la loro partecipazione alla ristrutturazione del debito greco rappresentano solo il 20% circa dei creditori privati. In più, i 12 membri della commissione dei creditori hanno precisato che la loro partecipazione allo swap è subordinata alla condizione che il valore nominale dei bond sia di almeno 40 miliardi di euro. L’obiettivo dell’operazione di swap, che va avanti fino all’8 marzo, è quella di ridurre del 53,5% il totale dei debiti sovrani greci in mano agli investitori privati.

Sul fronte valutario, l’euro perde quota nei confronti del dollaro attestandosi al minimo delle ultime due settimane e scende sotto quota $1,32, a $1,3123(-0,71%), cedendo -1,82% sullo yen a JPY 105,79. Dollaro/yen in calo, -1,03%, a JPY 80,68.

“Ci sono ancora buone ragioni per vendere l’euro – afferma Chris Walker, strategist del mercato valutario presso UBS, a Londra – L’euro rimane per ora una moneta rischiosa. Il rischio di un evento significativo esiste ancora, specialmente riguardo alla partecipazione del settore privato al salvataggio della Crecia e il quadro economico rimane negativo. I fondamentali, espressi da dati come il Pil, puntano verso il basso”.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio arretrano dell’1,25%, a quota $105,39 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in ritirata a $1.673,10 l’oncia (-1,81%).