Borsa Milano peggiore in Ue, spread supera 300

21 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Condizionata dal trend dello spread la borsa italiana e’ arrivata in giornata a cedere quasi -2% dopo che il differenziale tra Btp e Bund ha puntato con decisione verso 300 punti base, livello poi superato.

Nel finale il differenziale si è attestato a 301,80, in rally +6%, quando soltanto venerdì scorso aveva toccato i minimi da agosto, scendendo fino a quota 275. Rendimenti BTP decennali anch’essi in crescita, +1,98% al 4,99%, a un passo dalla soglia psicologica del 5%.

Il Ftse Mib si e’ confermato la maglia nera dell’Europa, perdendo -1,29% appena al di sopra della soglia dei 16.700 punti (a quota 16.734). Gli altri listini hanno fatto decisamente meglio, con Londra +0,19%, Francoforte +0,23%, Parigi -0,03%, l’indice di riferimento Eurostoxx 50 lascia sul campo lo -0,31%.

A innescare le tensioni sul mercato dei titoli di stato è stato in particolare l’avvertimento di Willem Buiter, analista di Citi, che ha detto che la Spagna non è stata mai così vicina al default. La nota ha sconvolto i mercati, condizionando anche la performance di Wall Street.

I listini hanno pagato poi anche le dichiarazioni del numero uno della Fed, Ben Bernanke, che ha affermato che la crisi dei debiti sovrani non è finita. Quasi ad avallare le parole del timoniere della Banca centrale Usa è il caso Olanda, paese “virtuoso”, che merita ora la dicitura di ex virtuoso, che ha sforato i target stabiliti con l’Unione Fiscale. Quasi un duro monito per la cara alleata Germania, che ha sempre auspicato una politica economica fatta di austerity e di rigore di bilancio.

Sempre in tema di titoli di stato, prosegue nel frattempo il collocamento del BTP Italia, il primo BTP online rivolto agli investitori retail che, iniziato nella giornata di lunedì, si concluderà domani, giovedì 22 marzo. In evidenza anche l’asta tedesca, che ha avuto un esito positivo. Collocati 4,1 miliardi di euro di bond a due anni.

La nota di Citi sulla Spagna ha avuto un impatto immediato sull’euro che dopo aver tentennato ha scelto il segno meno. Nei confronti del biglietto verde la valuta è scesa dello 0,26%, bucando quota $1,32, a $1,3188, virando in rosso nel finale delle contrattazioni europee anche sullo yen con -0,26% a JPY 110,37. Rapporto dollaro/yen piatto, -0,05% a JPY 83,66.

In generale, sui mercati azionari globali, pesano anche i timori relativi al rallentamento della locomotiva cinese. Nuove prove sull’indebolimento del paese del Dragone sono arrivate oggi con una nota del colosso minerario BHP Billiton, che ha parlato di una domanda di ferro in diminuzione.

Tornando al Ftse Mib, la soglia a 17.000 punti, più volte agguantata e poi bucata, sembra confermarsi una resistenza difficile da superare, soprattutto in un forte contesto di incertezza quale quello attuale. L’indice ha sfondato anche quota 16.900 e 16.800, scivolando anche sotto quota 16.700, riagguantando poi la soglia nel finale.

Tra i titoli segno prevalentemente negativo per i bancari, con Banco Popolare che, dopo aver guadagnato fino a +5% dopo i conti, rimane una eccezione – dimezzando però i rialzi iniziali – con +2,50%; MPS -2,39%, Banca Popolare dell’Emilia Romagna -2,04%, BPM -1,72%, Intesa SanPaolo -2,10%, Ubi Banca -0,57%, Unicredit -3,48%.

Tornando a Banco Popolare, il titolo ha reagito bene all’indomani della pubblicazione di un bilancio, che ha messo in evidenza un rosso, nel corso del 2011, di 2,25 miliardi di euro; tuttavia, al detto delle svalutazioni, l’attivo consolidato dell’istituto di credito è salito a 574 milioni. L’amministratore delegato ha poi precisato che il target della banca è quello di raggiungere entro il mese di giugno un Core Tier 1 pari al 9%.

La delusione dei mercati per i risultati di bilancio colpisce invece in modo particolare Mediaset -4,87% e Generali -4,33% (ma il titolo è arrivato a cedere il 5% circa). Tra i segni positivi, Buzzi Unicem +1,32% e Tod’s +0,96%.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio accelerano al rialzo con +1,17% a quota $107,31 al barile, mentre le quotazioni dell’oro +0,35%, a $1.652,80 l’oncia.