Borsa Milano, orfana di Wall Street, chiude in lieve rialzo

17 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Piazza Affari, orfana di Wall Street chiusa per il President Day, si lascia alle spalle una seduta in lieve rialzo: il Ftse Mib segna un +0,11% a 20.459 punti, dopo il +3,78% della scorsa settimana e il +8% dalla chiusura del 3 febbraio (+7,9% da inizio anno). Nessuna euforia particolare per la Borsa di Milano alla nomina di Matteo Renzi come nuovo premier d’Italia.

In linea le altre borse europee, vista la chiusura di Wall street e l’assenza di dati macro americani. Fa eccezione Londra, in rialzo dell’1% circa. In calo lo spread Btp/Bund a quota 193 punti base, minimi da giugno 2011, con il rendimento al livello piu’ basso da febbraio 2006 (3,63%), complice la decisione dell’agenzia di rating Moody’s, comunicata venerdi’ scorso, di alzare l’outlook sull’Italia da negativo a stabile.

Sotto il profilo tecnico, dopo aver chiuso la settimana con il rialzo più sostenuto dell’anno, il listino ha toccato un segnale di continuazione rialzista.

I mercati mondiali allungano striscia positiva di nove sedute. Ad alimentare gli acquisti sono le attività creditizie in Cina e l’affievolirsi dei problemi delle economie in via di Sviluppo, o per lo meno la percezione che la situazione si sia tranquillizzata.

Tra i titoli, viaggia al rialzo il titolo Hera (+3%) premiato oggi da un report di Goldman Sachs che annuncia di aver avviato la copertura sul titolo della multiutility bolognese con un rating “buy” e di averlo inserito nella Conviction List. Giornata ampiamente positiva per Mediaset in Piazza Affari, dove è stato il migliore tra i titoli a elevata capitalizzazione: il Biscione, che mette a segno l’ottava seduta consecutiva in rialzo, ha concluso in aumento del 3,41% a 4,30 euro, ai massimi da maggio 2011. Forti ma non eccezionali gli scambi: sono passate di mano poco più di 17 milioni di azioni, contro una media quotidiana dell’ultimo mese di Borsa di quasi 15 milioni milioni di ‘pezzi’.Telecom Italia guadagna oltre l’1,12%, premiata dal giudizio positivo di Barclays, che punta i riflettori sul buon andamento della controllata Tim Brasil. Bene anche le risparmio, in rialzo dell’1,67% a 0,67 euro. Gli analisti, lasciando invariato il rating a equalweight, hanno alzato il target price su Telecom a 0,82 euro (da 0,65) per le ordinarie e a 0,65 per le risparmio (da 0,52) – valori che restano comunque al di sotto delle attuali quotazioni di mercato.

Occhio al trend del FTSE MIB, che disegna una Long white che supera la resistenza in area 20.150, toccando i massimi dal 2011.

Tra i titoli bancari Mps +0,22%, Bper -0,87%, BPM +1,36%, Banco Popolare -0,14%, Intesa SanPaolo +0,65%, Unicredit invariato, Ubi Banca -0,16%. Titoli di altri settori Enel Green Power -1,05%, Finmeccanica +0,83%, Fiat -0,40%, Pirelli -1,35%, Prysmian -1,09%, Mediaset +2,88%.

Secondo Pietro Di Lorenzo, amministratore unico di SOS Trader, “i prezzi forniscono l’auspicato segnale di continuazione rialzista riuscendo a superare di slancio l’ostica resistenza che per diverse volte si era opposta alla salita dei prezzi archiviando la migliore settimana dell’anno (+3.78%) che arrotonda (+7.67%) il bilancio del 2014”.

Positivo il trend dell’azionario asiatico: Tokyo ha guadagnato lo 0,56% nonostante il dato deludente sul Pil e Sidney lo 0,5%, dopo il balzo dell’oro e degli altri metalli.

Secondo un’analisi Fxcm, sul mercato valutario ci troviamo in piena fase di lateralita’; gli unici spunti interessanti provengono pero’ dalla sterlina la quale e’ prima andata amettere a segno nuovi massimi relativi contro dollaro americano (a livelli che non si vedevano dal 2009) in apertura settimanale dei mercati fino a 1,6825, e poi e’ andata a ritracciare su parziali prese di beneficio fino a 1,67 in un down movement che potrebbe proseguire fino all’importante supporto statico a 1,6675.

Il mercato azionario resta ancorato sui massimi visti la settimana scorsa, mentre appare deciso il rialzo di oro (e argento)che nei giorni scorsi ha precisamente violato le diverse resistenze statiche e che potrebbe dunque tentare nuove rotture sopra 1.330 dollari l’oncia per testare area 1.340 in ottica di importanti massimi a 1.360 dollari.

Sul valutario, l’euro +0,09% a $1,3703; dollaro/yen +0,18% a JPY 101,95. Euro/franco svizzero +0,02% a CHF 1,2223. Euro/yen +0,21% a JPY 139,68.

In ambito di commodities, commodities, i futures sul petrolio +0,52% a $100,82 al barile, oro +0,55% a $1.325,80 l’oncia.