Borsa Milano oltre quota 17.000. Spread in calo -46%

16 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La performance dello spread Btp-Bund permette alla borsa di Milano di azzerare le perdite e di recuperare terreno. Il Ftse Mib guadagna +0,52% e torna sopra la soglia dei 17.000 punti, a 17.082. In generale, le piazze finanziarie europee viaggiano attorno ai massimi degli ultimi otto mesi, nonostante un certo nervosismo di fondo, che dimostra come accesa sia la lotta tra rialzisti e ribassisti. Francoforte +0,18%, Londra +0,32%, Parigi +0,33%, Eurostoxx 50 +0,48%.

Il differenziale tra rendimenti italiani e tedeschi a 10 anni resta sotto quota 300 per il quarto giorno consecutivo e si attesta a 279,41, in flessione -2,89%. Ancora prima, il valore era calato fino a 275 punti base, ai minimi da agosto.

Da segnalare che lo spread è sceso del 46,6% dagli inizi del 2012, ma rimane in crescita +76,09% su base annua. Rendimenti BTP decennali praticamente invariati al 4,86%.

L’indice Ftse Mib non riesce però a beneficiare a pieno del forte allentamento delle tensioni sul credito. Intanto, ci sono forti timori sulla crescita della Cina e, riguardo agli Stati Uniti, il calo dell’indice che misura la fiducia dei consumatori, conferma l’incertezza del momento. La stessa Wall Street è preda del nervosismo, anche per altri indicatori macro poco confortanti che sono stati comunicati qualche ora fa.

Il problema europeo dei debiti sovrani si riaffaccia poi con la Spagna, che ha visto il proprio debito pubblico attestarsi al record storico.

Arrivano poi altre notizie no dal fronte economico italiano: protagonista il forte calo delle esportazioni nel mese di gennaio (leggi sotto).

Guardando al trend del Ftse Mib, l’indice ha guadagnato nell’ultimo mese il 3,16%, salendo +16,34% negli ultimi sei mesi. Il listino rimane comunque in calo del 20,27% su base annua.

Tra i titoli scambiati nella sessione odierna, contrastati i bancari, con Mps -1,45%, dopo una settimana dominata dalle voci di vendite di azioni da parte della Fondazione, che si sono poi concretizzate in un passaggio ai blocchi. Restano gli interrogativi sulla partecipazione residua da collocare.

Banca Popolare dell’Emilia Romagna -1,4%, Banco Popolare -1,7%, BPM -0,7%; all’indomani della pubblicazione degli utili, che hanno messo in evidenza svalutazioni superiori ai 10 miliardi di euro, Intesa SanPaolo apre prima debole e poi nel pomeriggio incrementa i guadagni fino a +0,45%; Unicredit +0,68%, Ubi Banca -2,35%.

Tra i titoli migliori Ferragamo +2,17%, Generali 3% e Tenaris +2,3%; svetta comunque soprattutto Impregilo +4,55%, regina del listino, che balza su alcune indiscrezioni secondo cui Salini avrebbe portato la sua partecipazione al 22,4%. E la corsa potrebbe non fermarsi qui, tanto che il Corriere della Sera rilancia come probabile l’ipotesi dell’Opa. Da segnalare che il titolo è balzato negli ultimi sei mesi di ben il 93,23%, facendo +18,55% nell’ultimo mese. La performance a un anno è +36,77%. Le quotazioni hanno testato il massimo dell’anno a quota 3,034 lo scorso 14 marzo.

“Molti investitori preferiscono mantenere un approccio molto cauto e sono ancora nella fase iniziale del processo di spostare le loro posizioni, in uscita dai settori difensivi verso le classi di asset azionarie piu’ rischiose. C’e’ ancora tano spazio per correre”, ha osservato Patrick Moonen, senior strategist di ING Investment Management, in un’intervista concessa all’emittente televisiva di Bloomberg.

Dalla sfera macro notizie deludenti per l’attivita’ commerciale italiana: a gennaio le esportazioni italiane sono scese del 2,5% rispetto a dicembre; per l’import il calo e’ piu’ contenuto, pari al -0,5%. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che su base annua l’export risulta positivo, in crescita del 4,3%, anche se in rallentamento (si tratta del rialzo meno accentuato da gennaio 2010). L’import, invece, registra una diminuzione anche in termini tendenziali (-2,6%).

Il deficit della bilancia commerciale (dati non adeguati alle componenti volatili) e’ stato pari a 4,4 miliardi: l’anno scorso di questi tempi era di ben 6,309 miliardi. Gli scambi solo con i Paesi europei segnano un saldo positivo di 756 milioni che si raffronta al deficit di 725 milioni di gennaio 2011.

In ambito valutario, l’euro sale sul dollaro +0,68% a $1,3169, mentre guadagna sullo yen +0,42%, a JPY 109,70. Rapporto dollaro/yen -0,24%, a JPY 83,30.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio avanzano +0,73%, a quota $105,88 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano a $1.654,10 l’oncia (-0,33%).