Borsa Milano, mini rimbalzo. La Bce dà una spinta all’euro

25 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Dopo quattro sedute da dimenticare, Borsa Milano chiude in rialzo dell’1,17% conquistando la leadership europea. A un certo punto guadagnava anche il +2%, favorita dal rally dei bancari. L’euro, intanto, si e’ rafforzato sul dollaro, anche se chiude lontano dai massimi di seduta, mentre lo spread scende a 520 punti base dopo aver sfiorato quota 550. Madrid sale fino a +1,75% dopo le dichiarazioni del governo, che ha negato la necessità di chiedere un piano di salvataggio per la Spagna. Ad alimentare l’ottimismo e’ anche l’ipotesi che la Banca Centrale Europea assegni al fondo salva stati dell’Eurozona la licenza bancaria, aumentandone di conseguenza le potenzialita’. Le altre piazze finanziarie europee confermano i guadagni sul finale, fatta eccezione per Londra -0,08%, Francoforte +0,29%, Parigi +0,23%. Indice benchmark Eurostoxx 50 +0,39%. Da segnalare che l’indice di riferimento Eurostoxx 600 aveva perso -4,3% nelle tre sessioni precedenti.

E’ nettamente migliorato nel corso della mattinata il mercato obbligazionario, che in avvio aveva toccato livelli cosi’ alti che non si vedevano da metà novembre dell’anno scorso. A metà giornata lo spread e’ risceso ai minimi di seduta, in area 515 punti base, cifra intorno alla quale oscilla ora. Tuttavia i dealer riferiscono a Reuters che non c’è nessuna buona notizia alla base del miglioramento, bensi’ si tratta semplicemente di trading estremamente volatile.

A condizionare i mercati azionari sono soprattutto le dichiarazioni rilasciate dal membro della Bce Ewald Nowotny, che ha sorpreso gli investitori affermando che il Fondo salva stati ESM potrebbe ottenere una licenza bancaria, dunque vedere incrementate le proprie risorse. Con una licenza bancaria, l’ESM potrebbe avere soprattutto accesso ai prestiti della Bce e dunque smorzare i timori attuali, secondo cui i 500 miliardi di euro a disposizione ora del fondo non sarebbero sufficienti, nel caso in cui la Spagna o l’Italia dovessero avere bisogno di aiuti.

Dopo i commenti del banchiere, l’euro è risalito da quota $1,2060 a $1,2115 in un batter d’occhio, e nel pomeriggio ha inanellato nuovi record intraday. Intanto Francia e Spagna hanno riaffermato l’intenzione di delineare una road map che porti all’unione bancaria e finanziaria: “Abbiamo riaffermato la nostra volontà di mettere in opera appieno e in maniera rapida le decisioni prese al Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno”, si legge in un comunicato congiunto.

Sul fronte macro, e’ stato pubblicato anche il dato Ifo della Germania – misura della fiducia delle aziende – che ha deluso. L’indice, scendendo a luglio a 103,3 contro le stime di 104,5 punti e rispetto ai 105,2 di giugno, mette di nuovo in evidenza come l’economia del paese attraversi un momento no. Si tratta del minimo dal marzo del 2010.

Informazioni negative anche dal Regno Unito, che ha visto calare il Pil nell’ultimo trimestre al ritmo maggiore degli ultimi tre anni. Di fatto, l’economia ha subito una contrazione del -0,7% rispetto al primo trimestre, peggio del -0,2% atteso dagli analisti. “Dopo tre trimestri di crescita negativa, il Regno Unito si trova completamente immerso nella fase di stagnazione europea”, ha commentato in un’intervista a Bloomberg Mike Lenhoff, responsabile strategist presso Brewin Dolphin, a Londra.

Sullo sfondo, tuttavia, nulla è davvero cambiato e gli operatori, questo, lo sanno bene. D’altronde, lo stesso Nowotny ha affermato di non essere favorevole al ripristino di un nuovo round di acquisti di bond. Preoccupano a tal proposito sempre di più i problemi della Spagna, riflessi nell’andamento del tasso a 10 anni che in mattinata è balzato al nuovo record, sopra la soglia del 7,70%, per poi ridurre i guadagni. In calo i tassi sui BTP a 10 anni. Il miglioramento dell’azionario si spiega così con l’allentarsi delle tensioni sui mercati dei titoli di stato dei paesi periferici. E’ vero, però, che i volumi di contrattazioni sono così sottili che ogni movimento provoca una grande variazione.

Per gli operatori di mercato, la carrellata di cattive notizie relative all’Europa sembra non conoscere la parola fine. In mattinata è arrivata la decisione di Moody’s di declassare il Fondo Salva stati europeo; di fatto, l’agenzia di rating ha tagliato l’outlook da “stabile” a “negativo”, all’indomani della manovra che ha colpito la stessa Germania.

Nell’Eurocaos generale, alimentato da summit Ue e incontri tra i ministri finanziari fatti di tante belle promesse, ma di nessun atto concreto – che fine ha fatto l’approvazione della misura anti-spread, arrivata lo scorso 29 giugno? – non mancano neanche le gaffe. Che dimostrano la totale incomunicabilità, con relativi fraintendimenti, tra i partner europei. E’ il caso della Spagna che ieri ha reso noto che, insieme all’Italia alla Francia, ha chiesto all’Ue l’attivazione immediata degli accordi raggiunti, per l’appunto, a fine giugno. Una gaffe non di poco conto, visto che sia Roma e Parigi hanno smentito l’appello. E Madrid è stata costretta dunque a fare dietrofront.

Preoccupazioni anche per la Cina, dopo che il Fondo Monetario Internazionale, nel suo rapporto annuale, ha parlato di rischi significativi che incombono sull’economia asiatica; un’economia, ha aggiunto l’istituto di Washington, che dipende troppo dagli investimenti. L’Fmi ha anche ripetuto che lo yuan è “moderatamente” sottovalutato.

ALL’INTERNO DEL FTSE MIB – Rialzi diffusi in tutti i settori, grazie alla situazione di pesante scoperto. Bene in particolare le banche che erano state quelle piu’ colpite dall’assalto dei ribassisti dei giorni scorsi. Ubi Banca fa +6,15%. In denaro Telecom dopo che la controllata brasiliana Tim Brasil ha deciso di rivedere gli investimenti che dovrebbero porre fine alle sanzioni imposte all’operatore telefonico da parte di Anatel. Tra i titoli migliori figurano STM +4,88%, Fiat Industrial +3,82%, Prysmian +3,57% e Buzzi Unicem +4,55%. In controtrend Mediaset -1,76%, Enel Green Power -1,35%, Terna -0,86%, Atlantia -0,68% e Parmalat -0,56%.

BTP – Il differenziale tra Btp e Bund a dieci anni ha concluso la giornata di contrattazioni di ieri con +3,25% a 514,23 punti base, allontanandosi dai massimi intraday, quando aveva ampiamente superato quota 520. Oggi lo spread è in discesa, lasciando sul campo il -2,43% a 518,75. Tasso BTP a 10 anni, dopo aver testato il 6,69%, fa -1,32% al 6,51%. Ieri è stata la prima volta da gennaio che è stata superata la soglia di 6,5%. Tasso spagnolo testa nuovi record dall’introduzione dell’euro, fino al 7,76%, ma poi perde terreno con -1,27% al 7,52%. Vendite sui Bund, con i rendimenti che balzano +3,88% all’1,28%.

VALUTARIO – L’euro in rialzo nei confronti del dollaro, con +0,55% a $1,2125; dollaro/yen piatto con +0,09% a JPY 78,24, mentre euro/yen +0,62% a JPY 94,88.

MATERIE PRIME – Oro e argento ai nuovi massimi di seduta. I futures sul petrolio virano in rosso con -0,98% a quota $87,63 al barile , mentre le quotazioni dell’oro a $1.602,20 l’oncia (+1,35%). Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano in rialzo all’1,406%.

HIGHLIGHT DI GIORNATA

– Italia, Ref taglia stima Pil 2012 a -2% e 2013 a -0,4%.

– Ue, Hollande vuole rapida attuazione misure anti crisi.

– Grecia, Troika tornerà a settembre, quando definirà parere su bailout.

Grecia: Ue Lavora A Ristrutturazione Bond In Mano A Creditori Pubblici.

Draghi avvertito: non mesi, ma “settimane per salvare l’euro”.

Germania: Colloca 3,32 Mld Di Titoli Di Stato Trentennali Al 2,17%.

Finlandia: la nostra solidarietà ha un limite.

Regno Unito: peggiore duplice recessione in almeno 50 anni.

Euro accelera al rialzo dopo le parole del membro Bce Nowotny.

“Non esistono più beni rifugio”

Caos Ue: politica in cortocircuito, Francia e Italia smentiscono Spagna.

Bce: fondo salva stati avra’ licenza bancaria.

Bce: tra bazooka (inutilizzati) anche acquisti bond società.

Crisi/ Terzi: La fine dell’euro colpirebbe anche Berlino.

Tenersi pronti: sfruttare tecniche sia di breakout che di pullback.

Cambi: Euro In Lieve Recupero A 1,2075 $ Dopo Minimo Da Due Anni.

Crisi: Spagna, nuovo record rendimento Bonos, al 7,6%.

Bill Gross: economia Usa, crescita vicina allo zero .

Euro in leggero rialzo sul dollaro, alle 8.30 italiane a $1,2070 (+0,09%).

Petrolio: in calo a 87,85 dlr in after hours.

Oro: in rialzo a 1.585,40 dollari in Asia.

– Indice Nikkei della Borsa di Tokyo chiude la giornata con -122,19 punti (-1,44%) 8.365,90 punti.

Borse Asia in calo: pericoli Eurozona e trimestrali Usa.

Nuovo colpo da Moody’s: declassato il fondo salva-Stati.

Apple: crisi e nuovo iPhone pesano sugli utili.

Wall Street in calo per il terzo giorno, deludono Europa e stagione utili .

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