Borsa: Milano la migliore in Europa

10 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

Macroeconomia

Secondo i dati diffusi dall’Istat, in aprile la produzione industriale è salita in Italia dell’1% m/m rispetto al +0,2% di marzo (rivisto da -0,1%) e del 7,8% su base annua (massimo da dicembre 2000) dal +7% del mese precedente (rivisto da +6,4%). Le attese erano rispettivametne per +0,6% m/m e +6,7% a/a. Diffusi anche i dati definitivi sulla crescita del Pil nel 1Q10, rivista a +0,4% sul 4Q09 quando aveva mostrato un calo dello 0,1%. A livello tendenziale il Pil è salito dello 0,5% (da -2,8%). Rispetto alla stima preliminare entrambi i dati sono stati rivisti al ribasso di un decimo di punto percentuale.

Il Pil per l’intero 2010 è pari a +0,5%. In linea con le attese sia la Bce che la BoE hanno lasciato i tassi ivariati rispettivamente a +1% e +0.5%. Negli Stati Uniti le nuove richieste sttimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 456 mila unità, a fronte di attese di 448 mila ed un dato precente di 453.000.

La bilancia commerciale ha registrato ad aprile un passivo di USD40,2 mld, a fronte di un consensus a -USD41 mld e dopo il rosso di USD40,05 mld del mese precedente (rivisto da – USD40,42 mld).

Cambi e commodities

In chiusura dei mercati europei il cambio Eur/Usd scambia a 1,2120, mentre il petrolio Wti quota a USD75,7 al barile.

Azioni Italia

Arkimedica (EUR0,6015): punta a raddoppiare i posti letto in gestione entro il 2012 con un investimento di EUR60 mln avviato dopo la riduzione dell’indebitamento. Il denaro potrebbe arrivare dalla cessione di Deltamed.

Exor (EUR13,53): punta a realizzare con Jardine Matheson e Rothschild investimenti di private equity in Cina e India, per cui la holding italiana si impegna per un massimo di USD100 mln. La partnership dispone di un iniziale ammontare di USD250 mln e punta a investimenti nelle aziende di medie imensioni insieme a imprenditori, società e investitori private equity. In India esiste già una squadra di professionisti locali cui si aggiungerà nei prossimi mesi un gruppo per la Cina.

Fiat (EUR8,92): Exane Bnp ha tagliato il target price da EUR12,5 a EUR11 confermando il giudizio Neutral.

Interpump (EUR4,0325): le vendite nette sono cresciute nei primi 5 mesi 2010 a EUR173,3 mln (+18,5% sull’analogo periodo dell’anno precedente, +13,8% a parità di area di consolidamento). Nel solo bimestre aprilemaggio le vendite sono state pari a EUR73,8 mln (+33,3% e +28,1%).

Risanamento (EUR0,384): è prevista domani una riunione del CdA della società che avrà a oggetto, tra l’altro, un aggiornamento sulle trattative relative alla dismissione dell’Area ex-Falck e l’assunzione di eventuali delibere conseguenti. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, verrà decisa la vendita dell’area che dovrebbe essere ceduta a un prezzo di EUR400-410 mln, leggermente sotto i EUR450 mln stimati nel piano depositato nel contesto della legge fallimentare.

Telecom Italia (EUR0,9125): l’Ad Bernabè ha dichiarato che il gruppo ha intenzione di andare avanti col proprio piano per le reti di nuova generazione, prevedendo di raggiungere entro il 2018 il 50% della popolazione italiana con la banda ultralarga in fibra ottica. Telecom investirà EUR7 mld per le infrastrutture di rete e l’information technology, mentre per il 2016 verranno investiti altri EUR6 mld per la banda ultralarga.

Ubi Banca (EUR7,06): conta di riuscire a migliorare i proventi operativi nel secondo semestre dell’anno grazie a un’intensa azione di repricing e di riposizionamento sia sui margini di interesse sia sulle commissioni. L’Ad Victor Massiah ha confermato la guidance 2010 su un costo del credito sotto gli 80 bp da 88 bp del 2009.

Azioni Estero

Arm Holdings (GBP292): è in forte rialzo alla borsa di Londra spinta va voci di mercato di un’offerta da parte di Apple. Un portavoce della società ha detto che Arm non è stata approcciata e che un takeover da parte di Apple non avrebbe senso. Arm, designer di chip, ha beneficiato del lancio del nuovo iPhone e dalle solide vendite del nuovo iPad, dove sono installati i suoi prodotti. Processori Arm sono installati su quasi 9 telefonini su 10 ma la società fornisce anche i produttori di portatili.

British Petroleum (GBP372): è in forte calo alla borsa di Londra, ai minimi da 13 anni. La compagnia petrolifera sconta le paure e i costi causati dalla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico, con l’amministrazione del presidente Obama che ha minacciato altre sanzioni. Il costo dello sforzo per gestire la fuoriuscita a oggi per la società è di USD1,43 mld, ha detto Bp stamane, specificando di avere la flessibilità finanziaria per pagare le conseguenze dell’incidente e di non essere a conoscenza di alcuna motivazione per il collasso del titolo.

Carlsberg (DKK497): ha annunciato l’acquisizione di un ulteriore 12,25% del capitale della cinese Chongqing Brewery per DKK2,1 mld (circa USD340 mln). L’operazione è destinata a rafforzare la presenza in Cina del gigante danese, che grazie a questa acquisizione sale al 29,71% del capitale.

FTSE/MIB

L’indice Ftse/Mib di Piazza Affari chiude le contrattazioni in rialzo del 2,53%, sui massimi di giornata e facendo registrare la miglior performance tra le principali piazze finanziarie europee, anch’esse positive e in linea con il
buon andamento degli indici di Wall Street. Ottimi rialzi per molti finanziari e per Autogrill, Fiat, Bulgari, Cir, Exor, Telecom Italia, Pirelli e Saipem.

EUROSTOXX50

L’indice EuroStoxx50 termina le negoziazioni in forte rialzo (+1,98%), con le borse europee che hanno accelerato il passo nel pomeriggio dopo la buona apertura di Wall Street, e con i minerari in evidenza dopo alcune voci di stampa secondo le quali il governo australiano sarebbe intenzionato ad alleggerire il peso della discussa tassa sul settore. In forte rialzo anche molti titoli finanziari, Iderdrola, Saint-Gobain, Siemens, Vinci, Daimler, Philips, Schneider e Telefonica. Deboli invece E.On, Nokia e Sap.

Grafico del giorno: Argento

Prosegue da oltre un anno e mezzo la marcia dell’argento, che rispetto ai minimi dell’ottobre 2008 di USD8,42 ha recuperato fino al 135% arrivando recentemente ad un soffio dalla soglia psicologica dei USD20,0 per oncia, salvo poi ripiegare e stabilizzarsi nei dintorni delle MM a 14 e a 65 gg in area USD18,0. A questo punto, in caso di nuovo impulso rialzista e di deciso breakout dei USD20,0 si creerebbero i presupposti per la prosecuzione del trend ascendente in atto, con prossimo importante target in corrispondenza dei massimi storici del marzo 2008 a USD21,24.

Al contrario, in caso di storno, il primo segnale di debolezza si avrebbe alla rottura dell’estremo inferiore del canale rialzista di lungo termine, attualmente poco sopra i USD16,0, mentre i supporti seguenti si trovano a USD14,60 e a USD12,35. I principali indicatori sembrano confermare l’attuale pausa di consolidamento del trend in corso, con l’Rsi in posizione neutra e con il Macd appaiato alla propria Signal Line con entrambi intorno alla linea dello zero.