Borsa Milano ingessata, Ftse Mib sopra 22.100 punti

13 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Dopo aver sfondato al ribasso anche la soglia di 22.000 punti, la borsa di Milano ha ridotto le perdite, ma ha terminato le contrattazioni praticamente piatta, con il Ftse Mib che ha segnato una variazione di appena +0,01% a 22.166 punti. A mettere sotto pressione l’azionario è stata, tra le altre cose, la notizia relativa debito pubblico, che ha raggiunto ad aprile un nuovo massimo di 2.146,4 miliardi.

Ma sul sentiment di mercato hanno inciso anche l’escalation delle tensioni geopolitiche in Iraq e il conseguente aumento dei prezzi del greggio. Il presidente americano Barack Obama ha minacciato il ricorso all’azione militare contro i militanti islamici.

“La scelta preferibile è quella di scommettere su un ribasso dei mercati al momento”, ha detto a Reuters Justin Haque, un broker del settore paneuropeo che lavora per Hobart Capital Markets.

Spread tra Btp e Bund decennali in calo, -1,37% poco al di sopra della soglia a 140 punti base, a fronte di rendimenti a 10 anni in flessione -1,23% al 2,78%.

Sul Ftse Mib, tra i bancari Mps +3,64%, Bper -1,58%, BPM -1,12%, Intesa -0,40%, Unicredit +0,52%, Ubi Banca -0,14; tra i titoli di altri settori Autogrill -2,09%, Azimut -1,80%, Exor -1,76%, Fiat -1,15%, Eni +1,66%, Finmeccanica +2,59%, Mediaset -1,85%.

Tra le notizide, Fitch ha confermato il rating sovrano AA+ con outlook stabile della Gran Bretagna. L’agenzia ha citato la “solida crescita del Pil, la disoccupazione in calo e l’inflazione vicina all’obiettivo del 2%”.

La crescita economica inoltre – ha aggiunto Fitch – supporta gli sforzi di consolidamento dei conti pubblici e il deficit rimane nella media degli altri paesi comparabili.

La Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in rialzo. Il Nikkei, l’indice dei 225 titoli guida, ha guadagnato lo 0,83% salendo a 15.097,84 punti.

Sul valutario, la rupia indiana ha toccato i minimi di un mese. Lo yen perde terreno con la maggioranza delle altre valute rivali. A pesare sulla divisa, la decisione della Banca del Giappone di confermare le manovre di allentamento monetario senza precedenti. Lo yuan cinese ha ampliato l’avanzata al +0,7% e ha concluso la settimana più positiva in quasi tre anni.

La sterlina ha toccato il massimo in 19 mesi contro l’euro, complici le speculazioni di un rialzo dei tassi da parte della Bank of England prima delle attese dei mercati. Testato il livello a 79,80, al record dal 13 novembre del 2012. La valuta britannica si è apprezzata di fatto per l’ottava sessione consecutiva contro l’euro. La lira turca ha terminato la settimana con il calo settimanale più forte da gennaio.

Focus sulla performance dell’euro, -0,19% a $1,3525; dollaro/yen +0,33% a JPY 102,04. Euro/yen +0,15% a JPY 138,01.

Tra le commodities, i futures sul petrolio +0,31% a $106,86 al barile; quotazioni oro -0,02%, a $1.273,70. I prezzi del greggio scambiati sul mercato di New York sono saliti ai massimi in nove mesi, spinti dai timori sul fronte delle scorte dopo l’ultima serie di violenze in Iraq.