Borsa Milano in rosso, Fitch taglia rating Telecom

5 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Focus su Piazza Affari dopo la condanna definitiva per Silvio Berlusconi, che ha gettato nel caos l’Italia, mettendo a rischio la tenuta di un governo retto sulla fragile alleanza tra il Pd e il Pdl. Sulla Borsa milanese pesano alcune deludenti trimestrali e le prese di profitto nonostante i buoni dati macro.

Il listino Ftse Mib, che ha virato in ribasso nel pomeriggio tra scambi sottili di pari passo con il resto dell’azionario europeo, ha finito per perdere lo 0,13% a 16.757,24 punti. In Europa rischia di venire compromessa la possibilità di infilare la fase rialzista più lunga dell’anno (sei sedute di fila in rialzo). Spread in calo sotto l’area 265.

Il tre volte premier Berlusconi ha affermato che continuerà a dare il sostegno al governo, ma in un incontro con i ministri ha detto anche che potrebbe non reggere dopo la metà di ottobre, nel caso in cui dovessero scattare gli arresti domiciliari.

Mediaset osservata speciale. Il titolo, dopo la caduta di venerdì scorso, accelera sulla scia delle rassicurazioni arrivate dai vertici della società circa il fatto che non ci saranno ripercussioni sul gruppo dai guai giudiziari del Cavaliere. Da inizio anno le azioni hanno guadagnato il 112%.

Sul Ftse Mib pesante Parmalat; il titolo è stato sospesa anche per eccesso di ribasso con -5%, per poi ridurre le perdite. Le quotazioni avevano beneficiato nelle ultime sedute dei rumor sulla possibilità di un’Opa residuale da parte di Lactalis, ipotesi poi smentita.

Attenzione rivolta anche a Telecom, che sconta sia l’azione civile intentata da Vodafone, che chiede un risarcimento di 1 miliardo di euro, sia la decisione di Fitch di tagliare il rating, con outlook negativo.

L’agenzia ha ridotto la valutazione da ‘BBB’ a ‘BBB-‘. Il declassamento riflette “il peggioramento del contesto operativo di Telecom Italia a causa di pressioni delle autorità di vigilanza, di una continua guerra dei prezzi e di condizioni economiche deboli”, afferma Fitch in un comunicato.

In generale, i mercati azionari europei sono sostenuti dal Pmi Composite del settore servizi dell’Eurozona che, stando a quanto reso noto da Markit, è salito a luglio a 50,5 dai 48,7 di giugno, rompendo al rialzo la soglia dei 50 punti (linea di demarcazione tra fase di contrazione, valori al di sotto, e fase di espansione dell’attività economia, valori al di sopra). Il dato segnala una fase di crescita per la prima volta dal gennaio del 2012, dunque al ritmo più forte in 18 mesi.

Bassi i volumi di scambio, che sull’indice di riferimento europeo Stoxx 600 viaggiano a un valore -28% rispetto alla media mobile degli ultimi 30 giorni, stando ai dati resi noti da Bloomberg. Il benchmark è reduce dal rialzo +1,8% segnato la scorsa settimana ed è in crescita +9,2% nel 2013.

Effetto Usa su altri listini globali. Dopo il report sull’occupazione, che ha confermato come a luglio le aziende americane abbiano creato meno posti di lavoro di quanto anticipato dal mercato, l’azionario asiatico ha sofferto il primo calo in tre giorni.

Il numero dei posti di lavoro, ha commentato in una intervista rilasciata a Bloomberg Chris Weston, responsabile strategist di mercato presso IG Markets, “non è stato debole in modo significativo al punto da permettere alla Fed di evitare il ritiro delle misure di quantitative easing; ma sicuramente, si tratta di un dato che suggerisce che non c’è alcuna ripresa sostenuta nel mercato del lavoro” americano.

Migliori le indicazioni arrivate dalla Cina, con l’indice non manifatturiero che a luglio è salito per la prima volta dal mese di marzo.

Male Tokyo, con gli investitori che hanno preferito rifugiarsi sui bond giapponesi rispetto alle azioni, provocando un forte rally. Acquistati anche bond australiani. Il dollaro australiano ha testato invece il valore più basso in quasi tre anni. Borsa di Tokyo, Nikkei -1,44%. Altri mercati asiatici, Hong Kong +0,14%, Shanghai +1%, indice coreano Kospi -0,37%, indice australiano S&P/ASX 200 -0,11%.

PIAZZA AFFARI – Tra le blue chip, in luce Mediaset con un +4% a 3,434 euro. Male Parmalat (-3,68%) e Telecom Italia, che ha ceduto il 2,2% in seguito anche al declassamento del rating da parte di Fitch. Pesanti anche i principali bancari con Intesa Sanpaolo -1,12%, Mps -1,12% e UniCredit -0,86%.

BTP ITALIA – Torna a scendere lo spread a 10 anni tra rendimenti dei Btp e dei Bund. Il differenziale perde -0,6% a quota 264, a fronte di un tasso sui bond decennali -0,38% al 4,28%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,07% a $1,3272. Il cambio dollaro yen si attesta a 98,44 (-0,50%), euro-franco svizzero +0,14% a 1,2355. Euro/yen -0,55% a JPY 130,67.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio -0,49% a $106,42, mentre oro -0,02% a $1.310,30.

COMMENTO MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro la sessione di venerdì è stata caratterizzata da un andamento contrastante: nella prima parte tasso decennale tedesco in rialzo e successivamente in calo dopo i dati Usa sul mercato del lavoro.

Diverso invece l’andamento del decennale italiano che ha visto acquisti per tutta la sessione, con lo spread che ha chiuso in calo. Dall’andamento dei titoli italiani emerge come, malgrado il difficile momento politico, gli operatori non stanno esprimendo timori sulla tenuta del governo.

Il movimento sta continuando anche in mattinata con gli spread periferici ed in particolare di quello italiano in calo in area 260pb. In Germania continuano i sondaggi in vista delle elezioni di settembre. Secondo l’ultimo pubblicato da Der Spiegel il partito della Merkel resta in testa con il 40% del consenso invariato rispetto alla scorsa settimana con il principale partito di opposizione Spd al 27%.

Sul fronte macro i dati finali sul Pmi servizi di Francia, Italia e Spagna stanno risultando migliori delle attese. Negli Usa tasso decennale in calo ritornando nuovamente in area 1,60% dopo i dati sul mercato del lavoro di luglio che, pur segnalando un calo del tasso di disoccupazione al 7,4%, hanno però evidenziato un incremento di nuovi posti di lavoro al di sotto delle attese, con revisione al ribasso anche dei dati dei due mesi precedenti.

I dati pubblicati giovedì avevano invece data l’impressione di una dinamica più forte del comparto occupazionale generando pertanto l’effetto citato sul mercato obbligazionario. Gli operatori continuano a modificare il timing ritenuto più verosimile per collocare la partenza della riduzione del piano FED, che oscilla tra la prossima riunione del 18 settembre o quella di fine ottobre o ancora dicembre. In settimana il flusso di dati macro in arrivo si attenuerà rispetto ai precedenti 7 giorni, con l’arrivo di 72Mld$ di nuove emissioni su titoli con scadenza compresa tra 3, 10 e 30 anni.

Valute: l’euro venerdì si è apprezzato nei confronti del dollaro Usa dopo la pubblicazione del numero dei nuovi occupati risultato inferiore alle attese. Il cambio questa mattina si colloca tra il supporto di breve posizionato a 1,3190 e la resistenza in area 1,33-1,3350.

L’Ism non manifatturiero in pubblicazione questo pomeriggio potrebbe essere il mover del giorno sul cambio. Nel frattempo i dati della CFTC mostrano che la scorsa settimana gli speculatori hanno ridotto di molto (-70% circa) le posizioni nette che puntano ad un calo del cambio eur/usd, portando l’ammontare sui minimi da fine giugno.

Questa notte si è assistito ad un apprezzamento generalizzato dello yen verso le principali valute sulla scia del calo della borsa giapponese. Verso euro il supporto questa settimana si colloca in area 129, mentre la resistenza più vicina passa da area 132.

Prosegue il deprezzamento del dollaro australiano su attese di taglio dei tassi da parte della banca centrale nella riunione di domani. Inoltre le vendite al dettaglio di giugno sono risultate sotto le attese.

Verso euro il cambio è salito in prossimità della resistenza collocata presso area 1,50, sui massimi da circa 3 anni. Gli speculatori attualmente sono fortemente pessimisti sul dollaro australiano: secondo i dati della CFTC, le posizioni nette corte verso quello Usa sono sui massimi storici. Nel frattempo il premier australiano Kevin Rudd ha fissato al prossimo 7 settembre la data per le elezioni politiche nazionali. Yuan cinese in prossimità dei massimi da 19 anni verso dollaro Usa grazie al primo rialzo da marzo del Pmi non manifatturiero cinese nel mese di luglio.

Commodity: chiusura di settimana in calo per le materie prime lo scorso venerdì con l’indice GSCI ER che ha perso lo 0,6%. Tra i settori peggiori troviamo quello energetico guidato da gas naturale Usa (-1,2%) e quello agricolo guidato dal mais (-2,4%) sceso ai minimi dal 2010. Lievi prese di profitto sul petrolio con il Brent che stamani si colloca in prossimità dei 109$/b. In controtendenza alcuni metalli non ferrosi ed i preziosi (soprattutto l’argento, mentre l’oro è rimasto invariato), con questi ultimi favoriti dal deprezzamento del dollaro e dal numero dei nuovi occupati Usa sotto le stime.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI A PIAZZA AFFARI. DI MPS CAPITAL SERVICES.

ENEL GREEN POWER – Secondo quanto riportato dal Sole 24Ore, la controllata cilena della società avrebbe chiuso un finanziamento da 100Mln$, durata 5 anni che dovrebbe essere erogato entro la fine del 2013.

FIAT INDUSTRIAL – Secondo quanto riportato dai dati preliminari Fenabrave, la società ha incrementato le vendite di veicoli commerciali in Brasile del 45% su base annua.

GEFRAN – La società archivia il secondo trimestre con un ricavo pari a 34,5Mln€, in calo del 7% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Stesso andamento per l’Ebitda nel periodo in esame, in calo del 3,6% e ora a quota 2,3Mln€ ma comunque sopra le attese. La posizione finanziaria netta a giugno è di 23,8Mln€ dai 25,9Mln€ di fine 2012.
GENERALI ITALIA – Da fine settembre, Philippe Donnet sarà il nuovo amministratore delegato della società.

INTESA SANPAOLO – La banca chiude il secondo trimestre sotto le attese, con un utile netto in calo del 75% a 116Mln€ dai 470Mln€ dello stesso periodo di un anno fa. Escludendo le principali componenti non ricorrenti, l’utile netto normalizzato nel periodo in esame è pari a 268Mln€ dai 287Mln€ del secondo trimestre 2012. Stesso andamento per l’utile netto nel primo semestre, a 422Mln€ da 1,27Mld€ dello stesso periodo dell’anno precedente.

PARMALAT – L’ufficio stampa di Lactalis definisce le voci di un possibile delisting della società “prive di fondamento”.

SALVATORE FERRAGAMO – Gli analisti della Credit Suisse abbassano il rating sull’azione della società portandolo da neutral (neutrale) ad underperform (sottoperformare). Il target price viene rivisto al ribasso e scende da 25€ a 24€.

TELECOM ITALIA – Il presidente della società Franco Bernabè conferma di voler accelerare sullo scorporo della rete; è inoltre confermata la riduzione del debito per fine 2013.

VODAFONE – La società apre una causa civile nei confronti di Telecom Italia per abuso di posizione dominante. La richiesta danni è di 1Mld€. La richiesta si basa su “una serie di condotte abusive poste in essere da Telecom tra il 2008 e il 2013 che avrebbero rallentato lo sviluppo della concorrenza nei mercati di rete fissa”.