Borsa Milano in ribasso, spread +3,7%. MPS dimezza guadagni

22 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La borsa di Milano accelera al ribasso nel finale, allineandosi alla performance negativa delle altre piazze europee: il Ftse Mib perde lo 0,92% e scende anche sotto la soglia dei 16.600 punti. Giù anche Londra -0,07%, Francoforte -0,77%, Parigi -0,36%. L’indice di riferimento Eurostoxx cede -0,76%.

A pesare sui mercati, è il dato sul settore manifatturiero dell’Eurozona, che si è confermato peggiore delle attese (leggi sotto), facendo tornare piu’ che mai attuale lo spauracchio della recessione nella regione. I mercati azionari europei non riescono a trovare una spinta da Wall Street, che rimane incerta sulla direzione da imboccare.

A livello globale, è test delle resistenze per i mercati, con il Dow Jones che ieri ha toccato i 13.000 punti per poi perdere l’importante quota nel finale e rimanere al di sotto di essa nelle contrattazioni odierne; l’indice Nikkei ha poi superato la soglia di 9.500 punti.

L’incertezza degli operatori permane. “Anche se la Grecia ha ricevuto il suo ultimo bailout, ci sono ancora molti ostacoli da fronteggiare – ha detto in una intervista a Bloomber Shane Oliver, strategist degli investimenti presso AMP Capital Investors – Il principale market mover dell’ultimo periodo è stato la combinazione di misure di politica monetaria espansiva in tutto il mondo e i dati economici, che si sono rivelati positivi”.

In ambito di mercato dei titoli di stato, lo spread tra Italia e Germania a dieci anni mette a segno un solido rialzo +3,72% attestandosi a quota 357,55 punti base, a fronte di rendimenti decennali che avanzano anch’essi – dopo aver toccato ieri i minimi da settembre, al 5,37% – con +1,31% al 5,50%.

Arriva intanto una notizia non proprio confortante: nel mese di dicembre, secondo i dati di Bankitalia, c’è stato un boom di vendite di Bot e di BTP da parte dei residenti all’estero. Gli smobilizzi sono stati compensati comunque dagli acquisti effettuati dai residenti in Italia.

Sul fronte valutario, l’euro è ancora piatto nei confronti del dollaro a quota $1,3241 (+0,05%); ieri era arrivato a balzare al massimo intraday fino a $1,3293 dopo la notizia dell’accordo raggiunto sulla Grecia; la moneta unica è +0,80%, a JPY 106,35, mentre il rapporto dollaro/yen +0,77% a 80,31, ai massimi degli ultimi sei mesi.

Guardando all’andamento dell’indice Ftse Mib, occhi puntati sempre su Mps sulla scia degli ultimi rumor relativi al riassetto delle quote. Il titolo più che dimezza i guadagni nel finale e fa +2,50%. Banco Popolare -1,48%, giù anche Banca Popolare dell’Emilia Romagna -3,95%, Unicredit -3,36%, Ubi Banca -2,57%, Intesa SanPaolo -2,62%. Mediobanca invece +1,57% dopo i risultati di bilancio in linea con le attese.
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Sul listino dominano le frecce rosse. Male anche Finmeccanica, -5,72%, all’indomani del forte rally legato anch’esso al circolare di indiscrezioni. Il titolo ha fatto ieri +12% dopo alcune voci secondo cui il governo starebbe considerando la possibilità di un’entrata nel capitale di AnsaldoBreda da parte delle Ferrovie dello Stato e della Cassa Depositi e Prestiti. Tra i titoli positivi, Generali Assicurazioni +4,20%, Fiat +0,76%. In rosso Enel Green Power -1,50%, Enel -0,98% .

Diversi i dati economici che sono stati resi noti in Europa. In Italia, in particolare, è stato comunicata l’inflazione, che a gennaio ha riportato un aumento tendenziale +3,2% e congiunturale dello 0,3%. Forte però il carrello della spesa, che balza +4,2%. Positivo invece il dato sugli ordini all’industria dell’Eurozona, che a dicembre sono saliti +1,9%, meglio delle previsioni degli analisti. Inattesa invece la flessione del Pmi Eurozona; l’indice è calato al di sotto della soglia a quota 50 punti, confermando una condizione di contrazione dell’attività manifatturiera nel mese di febbraio.

Le quotazioni del petrolio sono al momento in ribasso con i futures -0,22%, a $106,02 al barile, mentre le quotazioni dell’oro scambiano a $1.755,10 l’oncia (-0,19%).

RAPPORTO UNICREDIT: PIAZZA AFFARI

Focus su Finmeccanica, balzata ieri di quasi il 12% dopo la notizia stampa secondo cui il Governo avrebbe allo studio una possibile entrata delle Ferrovie dello Stato e della Cassa Depositi e Prestiti nel capitale della
controllata AnsaldoBreda.

Occhi puntati anche su Seat P.G. dopo che il Cda ha esteso i termini per l’accettazione della proposta di ristrutturazione del debito da parte dei comitati dei creditori finanziari. La scadenza per avere diritto alla “early bird consent fee” è stata spostata dal 21 febbraio al 2 marzo 2012, mentre il termine finale è stato esteso dal 28 febbraio al 7 marzo. Ad oggi il gruppo ha ricevuto riscontri positivi sulla proposta di ristrutturazione da “una parte significativa dei gruppi di suoi stakeholders” e pieno supporto da parte degli azionisti Permira e Alfieri Associates Investors.

Impregilo (EUR2,5340): il presidente di Atlantia Fabio Cerchiai è possibilista sul raggiungimento di un accordo con il gruppo Gavio sul dossier Impregilo, a cui attualmente si sta lavorando.

Mediaset (EUR2,4560) : secondo alcuni quotidiani, Barclays avrebbe contestato la validità dell’accordo raggiunto un mese fa per il salvataggio di
Endemol.

TerniGreen (EUR0,894): ha approvato il piano industriale 2012-2014 che
prevede un obiettivo di valore della produzione al 2014 di EUR34,0 mln (Cagr +51%) e Ebitda a EUR12,0 mln (Cagr +82%). La società ha perfezionato la costituzione ad Atene della società TerniEnergia Hellas che ha come scopo lo sviluppo, la costruzione e l’esercizio di impianti fotovoltaici di taglia industriale in Grecia.

RAPPORTO UNICREDIT: BORSE EUROPEE

Sul fronte corporate focus su France Telecom, che ha comunicato i conti del 4Q11, che hanno evidenziato un Ebitda in calo del 3,9% a EUR3,47 mld. Sull’operatore telefonico ha pesato la forte concorrenza sul mercato domestico. I ricavi sono scesi del 2,6% a EUR11,43 mld. Gli analisti avevano previsto un Ebitda di EUR3,42 mld e ricavi di EUR11,4 mld. France Telecom prevede per il 2012 un cash flow operativo di circa EUR8,0 mld, in calo rispetto ai EUR9,3 mld del 2011. Il gruppo francese ha confermato il dividendo per il 2011 a EUR1,40 per azione ma ha annunciato che il pay-out si orienterà in futuro alla generazione di cassa. La società prevede di conseguenza per il 2012 un dividendo tra EUR1,21 e EUR1,35 per azione.

Peugeot (EUR14,39): da stampa, starebbe studiando con General Motors la
possibilità di stringere un’alleanza strategica. I negoziati sarebbero in uno
stadio avanzato e avrebbero come oggetto un’ampia alleanza piuttosto che una semplice collaborazione a livello industriale. Ogni accordo dovrà essere tuttavia approvato dalla famiglia Peugeot che detiene il 30,9% del capitale
e il 48,3% dei diritti di voto del gruppo francese. Un annuncio ufficiale
potrebbe essere dato all’inizio di marzo in occasione del Salone di Ginevra.

Economia europea: secondo S&P’s, la Zona Euro uscirà da una fase di lieve recessione nella seconda parte del 2012. Nella nota dell’agenzia si legge che i Paesi core guideranno la ripresa economica, mentre le altre economie
registreranno performance divergenti. Secondo S&P’s il Pil di Eurolandia non
farà registrare variazioni nel 2012 e salirà di 1 punto percentuale nel 2013.