Borsa Milano in ribasso, Ftse Mib sotto quota 21.000. Giù Mps e Unicredit

19 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano in calo, con gli investitori che attendono le decisioni di politica monetariadella Federal Reserve. Ftse Mib sotto pressione, -0,29% circa a quota 20.977 punti. Il listino ha riagguantato e perso la soglia psicologica di 21.000 punti, più volte nel corso della giornata.

Sul fronte del mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni -0,50% a 178,32 punti, tassi sui BTP decennali +0,57% al 3,38%.

Tra i 40 big del listino milanese, banche in generale sotto pressione: Mps -1,50%, Bper -0,47%, BPM +0,59%, Banco Popolare -0,91%, Intesa Sanpaolo positiva con +0,89%, Unicredit -0,54%; tra altri titoli, Cnh Industrial -1,36%, Enel -0,20%, GTech -1,76%, Pirelli -2%. Pochi i rialzi, da segnalare Mediolanum +0,61%, Prysmian +0,28%, Yoox +0,39%. Mediaset in rosso, -1,75%.

Quella di ieri, come fa notare l’analisi tecnica di Financial Trend Analysis, è stata la seconda seduta consecutiva di forti rialzi per l’indice Ftse Mib, che è balzato fino al massimo intraday a quota 21179 punti per poi terminare a 21038, chiusura piu’ alta dal 31 maggio 2011.

“I massimi di giornata si collocano in corrispondenza del lato alto del gap ribassista apertosi il 23 maggio 2011 a 21202, prossima resistenza quindi sulla via del rialzo. A 21260/70 i prezzi incontrerebbero poi il lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di luglio 2012, un ostacolo che almeno sulla carta potrebbe dimostrarsi ostico. In caso di rottura anche di quei livelli il target salirebbe a 21850 punti almeno”.

La “mancata rottura di 21260/70 non sarebbe da considerare almeno inizialmente preoccupante a patto che i prezzi, in una eventuale flessione, si mantengano al di sopra dei 20850 punti. Discese fino a quei livelli potrebbero infatti raccogliere nuovi compratori e permettere la forzatura della resistenza. Sotto area 20850 rischio di return move a 20400 circa, a testare dall’alto la linea disegnata dai massimi di ottobre 2009”.

Tra i titoli europei Barclays, sulla scia di rumor secondo i quali la seconda banca per valore di asset del Regno Unito potrebbe vagliare offerte, a partire dal prossimo mese, per la divisione Index, Portfolio and Risk Solutions in vendita, che potrebbe avere un valore di $400 milioni. Tra gli offerenti, ci sarebbe CME Group.

Azionario asiatico misto; borsa di Tokyo +0,36%, Hong Kong piatta, indice australiano +0,21%, Shanghai sotto pressione con -0,17%, Kospi -0,13%. Continuano i timori sullo stato di salute delle finanze delle società cinesi, dopo che il default del costruttore Zhejiang Xingrun, che non è riuscito a ripagare i propri debiti.

In ambito valutario, l’euro -0,16% a $1,3911; dollaro/yen +0,15% a JPY 101,57; euro/yen invariato a JPY 141,31.

I commodities, i futures sul petrolio +0,19% a $99,89 al barile, mentre le quotazioni dell’oro -1,41% a $1.339,80 l’oncia.