Borsa Milano in preda a ondate speculative, volatilita’ record

13 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Piazza Affari ormai sale e scende in relazione ai tassi sui titoli di stato. L’azionario e’ un “side show” nella vera guerra scatenata dalla speculazione contro l’Italia (tattica) e contro l’euro (strategica). L’euro supera la soglia di $1,41, grazie alle parole di Ben Bernanke, il numero uno della Federal Reserve. Il tasso sul Btp a 10 anni risale sopra al 5,537%. E il risultato è che l’indice Ftse Mib si sgonfia, dopo che in giornata era arrivato a salire del 2,3% circa, arriva ad azzerare quasi tutti i guadagni, poi risale, scende di nuovo e in chiusura torna a riavvicinarsi ai livelli massimi della mattinata, balzando dell’1,79%.

Incide la nota di Fitch , che ha di fatto promosso la manovra del governo, non mancando però di lanciare un avvertimento sul rischio che il rating sul debito sovrano italiano possa andare incontro a pressioni al ribasso.

Ma fa la sua parte anche il discorso proferito dal numero uno della Fed Ben Bernanke , che ha provocato un balzo dell’oro al nuovo record storico fino a 1.582,76 l’oncia. In un’audizione in corso alla Commissione di servizi finanziari della Camera Usa, Bernanke apre infattu la porta alla possibilità di nuovi stimoli monetari – che metterebbero sotto pressione il dollaro – e così facendo permette a Wall Street e ai mercati azionari europei di estendere i loro guadagni.

Volatilità massima per i titoli finanziari che, confortati dalla nota dell’agenzia di valutazione Fitch e anche dalle parole di Bernanke, tornano di nuovo a puntare verso l’alto, con Intesa Sanpaolo che sale di quasi il 4% e Unicredit che fa +1,15%, dopo essere scivolate ai minimi della sessione nel primo pomeriggio. Rialzi anche per Mps (nel finale decisamente lievi, appena+0,10%), Mediobanca (+0,72%) e Mediolanum (+0,95%). Altri titoli riportano performance ancora più elevate, con Atlantia che del 5% circa, Mediaset che fa +4,15%, Impregilo che sale del 2,93% ed Enel Green Power, tra i titoli migliori, che mette a segno un rally del 3,43%. Tra i segni meno, in evidenza Parmalat (-1,33%), Ansaldo (-1,48%) e Ubi Banca (-1,20%). Da quello che si evince, insomma, il recupero dei bancari c’è, ma titoli di altri settori guadagnano in alcuni casi molto di più.

La tensione aumenta e si smorza come una molla: giornata di nuovo calda in generale per l’intero mercato dei titoli di stato europei, che soffrono la nota negativa di
Moody’s sull’Irlanda, ora anch’essa a rating junk come il Portogallo. Occhio al rialzo di tutti i rendimenti dei paesi Piigs.

La celerità con cui si sta muovendo il governo per fare approvare la manovra riceve così giudizi positivi da Fitch e poi anche da S&P, ma alcuni importanti analisti avvertono che la speculazione contro l’Italia è ben lungi dall’essere terminata. In più, lo stesso Mario Draghi avverte sulla precarietà in cui versa il sistema Italia e lancia anche un alert: “senza altri tagli inevitabile aumento tasse”, ricordando anche la crescita anemica del pil italiano.

Italia insomma sempre in primo piano: tornano a riaffacciarsi le tensioni sui titoli di stato italiani e anche sugli spread tra BTP/Bund, che risalgono appunto a quota 283 punti.

Da segnalare tra le altre cose che Moody’s ha affermato ore fa che l’Italia ha buoni fondamentali e i passi che deve compiere, in termini di risanamento dei conti, sono più piccoli di quelli di altri paesi. Intervistato dal Messagggero Alexander Kockerbeck, vicepresidente e responsabile rating sull’Italia, si è così espresso. “Per noi conta la possibilità che l’Italia abbia a portata di mano la possibilità di cambiare il trend. I passi che deve compiere sono più piccoli rispetto a quelli necessari ad altri paesi. L’avanzo primario esiste già e questa è una grade differenza rispetto alla Grecia, all’Irlanda e al Portogallo” si legge nell’intervista al quotidiano.

Detto questo, il nervosismo palpabile su Piazza Affari si spiega con alcuni nei che non possono essere ignorati. Intanto, il quadro politico si fa ogni giorno più complicato, con un ministro del governo Berlusconi rinviato a giudizio per mafia – Saverio Romano – e che non ha assolutamente intenzione di dimettersi. Fa parlare poi di sé il caso Tremonti difficile da interpretare. Smentita l’indiscrezione secondo cui potrebbe essere vicino a gettare la spugna e secondo cui Berlusconi vorrebbe sostituirlo con l’ex commissario Ue Mario Monti. Ma i dubbi permangono.

Sempre riguardo all’Italia, nella nota annuale sull’economia del paese, lì
Fmi ha detto di accogliere favorevolmente le misure proposte per portare il deficit sotto il 3% entro il 2012 e prossimo allo 0% nel 2014, ma ha espresso dei timori sulle stime di crescita economica del governo, considerate eccessivamente ottimiste visto anche il processo di stretta fiscale.

Tornando a parlare dell’Europa in generale, in concomitanza con Wall Street e Piazza Affari, le borse europee sono riuscite a incrementare i guadagni nel finale: Londra è salita dello 0,60%, Francoforte dell’1,31%, Parigi dello 0,48% e Madrid dello 0,55%. Il miglior listino, come anche ieri nel finale si conferma ancora quello di Milano, ma le riduzioni dei guadagni sono notevoli.

Sul fronte valutario l’euro continua a salire e si attesta in rialzo contro il dollaro incrementando i guadagni fino a $1,4156. La moneta unica sale anche contro yen a 111,88, dopo le parole di Bernanke.

Riguardo alle altre notizie sull’economia globale, occhio al dato positivo relativo al Pil della Cina che, nonostante nel secondo trimestre abbia registrato +9,5%, in calo rispetto al +9,7% del primo trimestre, ha confermato la forza del paese del Dragone. Di qui, il rialzo dei mercati asiatici , che hanno snobbato del tutto la nota di Moody’s.