Borsa Milano in forte calo, e’ il peggior trimestre dal 2008

30 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Chiusura in forte calo per Milano e per le altre principali piazze finanziarie europee. Per le borse del continente il terzo trimestre e’ la peggiore serie di tre mesi dal 2008. La settimana si e’ invece conclusa con guadagni consistenti, grazie in particolare al +8% delle prime due sedute.

Il mercato azionario ha accelerato al ribasso dopo la pubblicazione di dati macro peggiori del previsto riguardanti l’inflazione. Si e’ ripetuto il refrain delle ultime sedute, quando l’alta volatilita’ ha provocato forti sbalzi sui mercati. Nel caso di oggi, a influire sulle oscillazioni sono i volumi ridotti.

Londra ha ceduto il 2,04%, Milano l’1,55%, Francoforte il 2,75% e Parigi il 2,03%. Anche sulla scia dei cali accusati dai listini asiatici, le piazze finanziarie europee sono state colpite dalle vendite nell’ultima seduta di un trimestre disastroso. Il tentativo di portarsi in territorio positivo dopo mezz’ora di contrattazioni ha avuto vita breve e gli indici milanesi, penalizzati dai dati su prezzi al consumo e lavoro nell’area euro, sono tornati ben presto, fin dalle prime battute, a cedere quota.

Scoraggianti anche i dati sui consumi giunti dalla Germania: nonostante una disoccupazione bassa ad agosto le vendite del commercio al dettaglio hanno segnato una contrazione del 2,9 per cento in volumi.

Ad appesantire gli indici, segnalano i trader, possono anche contribuire vendite legate a prese di beneficio dopo una settimana complessivamente postiva per le Borse. Sotto pressione l’euro, a $1,3435. Deboli le borse asiatiche: Tokyo chiude piatta a -0,01%, come Seul che si attesta a +0,02%. Hong Kong scende del 2,02% e Shanghai dello 0,45%.

Tra la serie di dati sconfortanti sulle prospettive economiche dell’area euro, quelli pubblicati da Eurostat. In agosto la disoccupazione è rimasta inchiodata al 10%, vicina quindi ai picchi raggiunti dopo la recessione globale, mentre l’inflazione di settembre ha registrato una brusca accelerazione, e balzando al 3% su base annua ha superato le attese.

Questo potrebbe sollevare altre incognite sulle già incerte ipotesi di tagli dei tassi di interesse da parte della Bce, che avevano contribuito alle euforia dei mercati degli ultimi giorni.

Intanto l’indice Eurocoin elaborato da Banca d’Italia e centro studi Cepr – che fornisce una istantanea sull’andamento della crescita economica nell’Unione valutaria – ha accusato un nuovo calo a settembre ed è ormai a valori (più 0,03 per cento) da stagnazione. In Germania le vendite al dettaglio sono scese del 2,9% mese su mese in agosto. Si tratta del peggior risultato negli ultimi 4 anni.

Il tutto tende a smorzare l’ottimismo alimentato ieri dal voto al Parlamento della Germania, che ha dato il via libera cruciale alla ratifica degli accordi sui sistemi anti crisi europei, tra cui il rafforzamento del fondo salva Stati. Oggi tocca all’Austria.

La Grecia rimane sempre al centro delle preoccupazioni: la seconda tranche pare vicina ma ci si interroga sulle eventuali modifiche che potrebbero essere fatte al piano. Oggi occhi puntati sulla visita del primo ministro ellenico Papandreou a Parigi.

Nel frattempo ad Atene e’ il caos: Reuters riferische che un gruppo di dipendenti statali greci ha assediato anche oggi alcuni ministeri, disturbando i colloqui sugli aiuti finanziari al paese indebitato con Unione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea. Al ministero dei Trasporti, decine di lavoratori si sono riuniti per impedire l’ingresso degli ispettori internazionali, che dovevano vedere il ministro Yannis Ragousis.

Resta stabile, intorno ai 364 punti, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Ieri si era attestato al 358. Il rendimento del decennale italiano e’ invariato al 5,59%. In ambito di debito e rischio paese, il debito pubblico francese nel secondo trimestre rappresenta l’86,2% del Pil.

Da luglio, per via dell’aggravarsi della crisi del debito sovrano in Europa, l’indice della Volatilita’ del Vix, ritenuto misura attendibile della paura che aleggia sui mercati, e’ salito da 17,6 a 38,8 punti.

In una settimana molto particolare in cui si sono visti recuperi poderosi e cambiamento repentino del morale degli operatori, e’ naturale che regni un certo nervosismo e si registri qualche presa di beneficio nell’ultima seduta del periodo. Il trimestre e’ stato pessimo sinora, tanto che si profila la peggiore tre mesi dal 2008, ma i guadagni della settimana hanno aiutato le borse a portare il bilancio mensile in positivo.

A livello di prestazioni singole a Piazza Affari, Autogril e Impregilo in buona tenuta. Continua a correre Pop Milano (+4% ieri, oggi +3,5%) mentre si susseguono le indiscrezioni circa possibili nuovi soci.

In positivo il comparto bancario, tranne Mediobanca e Bper. In deciso rialzo Banco popolare; ok Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mps. Assicurativi a due velocita’ con Fonsai positiva e Generali schiacciata in rosso.

In ambito settoriale, energetici deboli. Enel sulla parita’. Giu’ gli industriali tra cui Prysmian, Fiat, Fiat industrial e Pirelli. Bene invece Impregilo e Autogrill.

All’interno della sfera delle notizie societarie, il fondo Clessidra sta valutando il dossier sull’aumento di capitale di Pop Milano ed e’ possibile che nei prossimi giorni ci sia un incontro con Bankitalia sul tema.

Sugli altri mercati, nel valutario l’euro torna sotto quota $1,35, attestandosi in area $1,3435 (-1%).

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio Wti scambiano in rosso a $80,84 al barile. Il calo e’ del 10% da lunedi’ a oggi. Le quotazioni dell’oro tornano a salire, a $1,613,9 l’oncia.

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RAPPORTO UNICREDIT: IL SENTIMENT SUI MERCATI

Apertura negativa per le prinicpali borse europee dopo la chiusura contrastata di ieri di Wall Street (Dow Jones +1,30%, S&P500 +0,81%, Nasdaq100 -1,04%) e stamane per l’azionario dell’Asia-Pacifico (Nikkei invariato mentre Hong Kong cede al momento oltre il 2%). Mentre i mercati europei sono sempre alle prese con questione greca, la borsa di Tokio ha archiviato il peggior trimestre in oltre un anno a causa dell’indebolirsi degli acquisti da parte dei fondi pensione e della debolezza delle altre piazze asiatiche, dove si è ridotto l’appetito per il rischio. Micron Technology ha archiviato il quarto trimestre con una perdita pari a USD135 mln, pari ad un utile per azione di -14 cents rispetto ai +32 registrati nell’analogo periodo di un anno fa. I ricavi sono scesi a USD2,14 mld da USD2,49 mld. Il mercato si attendeva un Eps pari a 2 centesimi su un fatturato di USD2,11 mld.

EVENTI SOCIETARI

BPM (EUR1,643): il fondo Clessidra sta valutando il dossier sull’aumento di capitale ed è possibile che nei prossimi giorni ci sia un incontro con Bankitalia. Secondo il Sole 24 Ore, Andrea Bonomi di Investindustrial avrebbe già pronta la squadra che potrebbe guidare la banca, mentre Mediobanca sarà garante dell’aumento ma solo dopo il compimento della svolta nella governance dell’istituto. Per il Messaggero l’aumento potrebbe partire il 31 ottobre.

FIAT (EUR4,218): le vendite di auto a settembre negli Usa sono attese in salita del 9%.

ENI (EUR13,26): il Wall Street Journal rilancia indiscrezioni su trattative con Rosneft per lo sviluppo congiunto di un giacimento nel Mar Nero.

TELECOM ITALIA (EUR0,8425): l’asta per l’assegnazione dei blocchi di frequenze di quarta generazione porterà nelle casse pubbliche circa EUR3,95 mld. Secondo un calcolo Reuters, Telecom avrebbe speso circa EUR1,260 mld. Finanza e Mercati cita indiscrezioni secondo cui il gruppo sarebbe interessato a infrastrutture tlc israeliane.

MACRO, CAMBI E COMMODITIES

Mentre continua l’esame della situazione finanziaria greca da parte dei rappresentanti della Troika, Sarkozy e Papandreou s’incontrano a Parigi nel pomeriggio per un colloquio incentrato sulla situazione di Atene. Ieri il leader francese, in una telefonata con la cancelliera Merkel, ha rinnovato l’asse franco-tedesco, definendo un passo chiave il voto positivo del Bundestag sui nuovi poteri del fondo salva-Stati Efsf.

In Giappone, il Pmi manifatturiero di settembre è risultato in contrazione, sotto la soglia dei 50 pts per la prima volta da 5 mesi, attestandosi a 49,3 pts da 51,9.

In calo anche la spesa delle famiglie in agosto (-4,1% contro attese per -2,8%). I prezzi al consumo nazionali sono saliti in agosto dello 0,2% su anno contro attese per +0,1%. La stima sulla produzione industriale di agosto si è attestata a +0,8% su mese contro attese per +1,5%.

Le Autorità nipponiche hanno detto che aumenteranno il loro fondo d’intervento valutario. Anche in Cina il settore manifatturiero ha registrato la sua terza contrazione consecutiva a settembre. Il Pmi Hsbc si è infatti attestato a 49,9 pts dopo il 49,4 di agosto. Molti i dati macro in agenda oggi, tra cui il tasso di disoccupazione di agosto in Italia (atteso stabile all’8%) ed in Eurozona (10%), i numeri sull’inflazione di settembre nelle medesime aree geografiche (consensus a -0,1% su mese in Italia e + 2,5% su anno), i prezzi alla produzione in Italia (+0,2%), e negli Stati Uniti il deflatore sul Pil (+2,9%), il Chicago PMI (55,5 pts) e l’indice di fiducia della Michigan University per settembre (57,8 pts). Il cambio Eur/Usd quota 1,3540 mentre il petrolio Wti scambia a USD82,60 al barile. In neyto rialzo stamane il Bund future tedesco a 135,80 (+0,50%).