Borsa Milano in buon rialzo, spread oscilla su quota 300

8 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La borsa di Milano supera lo scoglio Enel e riesce a chiudere in territorio positivo con una bella accelerazione sul finale: l’indice Ftse Mib sale +1,62% a quota 16.664 punti.

Riguardo alle altre piazze finanziarie, Londra +1,26%, Francoforte +2,36%, Parigi +2,32%. Indice di riferimento del continente Eurostoxx 50 fa +2,02%.

Rientra intanto la tensione sui titoli di stato grazie all’ottimismo sulla soluzione della crisi greca. Focus anche sulla decisione sui tassi della Bce e sulla conferenza stampa del numero uno Mario Draghi. Come da attese, la Banca centrale europea ha lasciato i tassi di interesse invariati all’1%. La Bce ha tagliato le stime sul Pil dell’Eurozona, rivedendo al rialzo quelle sull’inflazione. Draghi ha parlato anche del carattere temporaneo delle misure non standard adottate (dunque della stessa maxi iniezione di liquidità), affermando che ora la palla “passa al governo e alle banche”.

Tra i titoli scambiati sull’indice italiano, buy sui bancari, che però si allontanano dai massimi intraday, con MPS +2,34%, Banca Popolare dell’Emilia Romagna +1,94%, BPM +1,48%, Intesa SanPaolo +1,30%, Unicredit +0,35%, Ubi Banca +1,38%. Acquisti più importanti interessano titoli di altri settori: Stm +3%, Saipem +2,75%, Pirelli +3,29%, soprattutto Impregilo balza con +5,97%.

Nel finale sono aumentati di numero i segni negativi, sebbene di poco. Tra questi A2A -1,09%, ma soprattutto Enel che, dopo non essere riuscita a fare prezzo in apertura ed essere rientrata negli scambi con un tonfo -8%, cede -6,91%. Investitori delusi dalla riduzione dei dividendi.

In generale, i mercati hanno scommesso sull’arrivo imminente di buone notizie dalla Grecia ; con l’adesione dei creditori privati all’operazione di ristrutturazione del debito salita al 60%, si allontana la minaccia di un default disordinato. Bisognerà aspettare però ancora qualche ora prima di ricevere il verdetto sulla riuscita dell’operazione.

La soglia minima di partecipazione richiesta è pari al 75%; nel caso in cui tale livello non venisse raggiunto Atene, imponendo le condizioni anche ai creditori privati contrari – come ha già deciso di fare – darebbe di fatto il via a un default disordinato. Ma non è a questa prospettiva che i mercati stanno pensando. Sono proprio le aspettative ottimistiche degli investitori, infatti, ad allentare notevolmente le tensioni sull’azionario ma anche sul mercato dei titoli di stato.

Dopo aver scontato nelle ore precedenti l’incertezza sul futuro di Atene l’euro, sulla scia delle stesse notizie che arrivano dal paese, punta verso l’alto e sale +0,93%, a quota $1,3268. (ieri aveva bucato quota $1,31. Euro/yen +1,36%, a JPY 108,05; rapporto dollaro/yen +0,43% a 81,43.

La buona notizia è che sul mercato dei bond italiani oggi la tensione ha continuato ad allentarsi; tuttavia, dopo essere scivolato del 7% circa fino 291,90 punti, lo spread Btp-Bund ha ridotto in parte le perdite e nel tardo pomeriggio fa -4,46% a 301,24 punti base. Anche i rendimenti sui BTP decennali riducono i ribassi, scivolando -2,27% al 4,82%, rimanendo comunque al di sotto della soglia del 5% testata nelle ultime sessioni.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures a aprile, guadagnano +0,10% a quota $106,27 al barile, mentre le quotazioni dell’oro scambiano a $1.694,10 l’oncia (+0,61%).