Borsa Milano: il lungo ribasso non ha fine. Nuovi minimi

18 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Sfuma il tentativo di rimbalzo di Piazza Affari, alimentato per lo piu’ da ricoperture, peraltro poco decise e concentrate principalmente sui bancari. E’ cosi’ che la borsa milnaese finisce per estendere le perdite accumulate in settimana, archiviando la seduta con un calo dello 0,31%. I mercati sperano di ricevere qualche novita’ positiva dagli incontri in corso tra i leader politici del G8. Obiettivo dichiarato quello di fermare l’escalation della crisi del debito. Il presidente Usa Barack Obama cerchera’ di rafforzare l’asse con il nuovo leader francese Francois Hollande in un faccia a faccia alla Casa Biana prima di raggiungere Camp David.

Tra gli altri listini europei, Londra fa -1,21%, Francoforte -0,44%, Parigi -0,20%, l’indice di riferimento del continente Eurostoxx 50 lascia sul campo lo 0,11%. Se le borse europee sono nervose, i mercati asiatici hanno fatto peggio, chiudendo in forte calo, mentre l’euro scambia sopra quota $1,27, pur segnando una flessione per la terza settimana consecutiva, intorno ai minimi in quattro mesi. L’alta volatilità torna a farla da padrona e, secondo l’analisi tecnica di Citibank, sarà proprio questo fattore a far scendere ulteriormente l’azionario nel corso delle prossime settimane.

Riflettori puntati sulle proposte che arriveranno per tentare di salvare l’Europa nei due giorni a Camp David. La comunità internazionale è sempre più preoccupata per quello che ormai viene chiamato il tumore europeo.
Resta accesa l’attenzione per la situazione politica, sociale ed economica in Grecia, con Commissione e Bce che hanno iniziato a studiare un piano di contingenza nel caso in cui Atene esca dall’area euro.

L’Fmi stesso si e’ unito al coro di economisti che chiedono un intervento della Banca Centrale Europea lanciando un appello che sa di monito, affermando che Draghi dovrebbe abbassare i tassi.

Intanto si allenta la tensione sul mercato dei BTP al termine di un’altra settimana complicata, con lo spread Italia-Germania che scende dell’1,97% a 430,23 punti base, a fronte di rendimenti decennali in flessione dell’1,37% al 5,74%. Tassi spagnoli a 10 anni fanno dietrofront anch’essi, perdendo l’1,39% al 6,22%. Intanto, arrivano voci di una nuova offerta di BTP dedicata agli investitori retail, dopo il forte successo della prima emissione, che ha avuto un valore superiore ai 7 miliardi di euro.

Dai primi di maggio, le preoccupazioni sul destino dell’Eurozona in piena crisi economica si sono tradotte in un calo della capitalizzazione dei mercati azionari globali pari a quasi 4.000 miliardi di dollari, causa la minore domanda per gli asset più rischiosi. L’azionario europeo è orientato a chiudere la settimana registrando il peggior calo su base settimanale dallo scorso settembre. Nelle ultime sessioni, lo Stoxx 600 ha perso infatti il 4,7% circa. “I timori di un contagio hanno portato una tempesta in Europa”, ha commentato Nam Truong, trader presso Capital Spreads a Londra, intervistato da Bloomberg.

L’MSCI Asia Pacific Index, l’indice di riferimento dei mercati asiatici, è scivolato solo nella sessione odierna del 3%, riportando la maggiore flessione da novembre e cancellando i guadagni di quest’anno. E’ da ieri, tra l’altro, che l’azionario dell’Asia-Pacifico è entrato nella cosiddetta fase di correzione, dopo aver perso più del 10% dal picco testato lo scorso 29 febbraio. Solo questa settimana, le perdite sono state pari al 5,5%, al ritmo più sostenuto da settembre; occhio al Topix Index del Giappone, in ribasso per la settima settimana consecutiva, la serie più lunga dagli attacchi dell’11 settembre del 2011.

Atene e Madrid sempre in primo piano, dopo che Fitch ha tagliato il rating della Grecia ad appena un gradino al di sopra del default. Ma della Grecia spaventa soprattutto la corsa agli sportelli, fenomeno che si sta verificando anche in Spagna, dove tra l’altro Moody’s ha anche rivisto al ribasso i giudizi su 16 banche. Tra queste, sono stati tagliati di ben tre gradini i rating di Banco Santander e Banco Bilbao Vizcaya Argentaria.

A rendere più tesa l’intera situazione in Europa sono le ultime dichiarazioni del leader della sinistra radicale Alexis Tsipras, che lancia una chiara minaccia all’Unione europea: quella di non pagare i debiti se l’Ue chiuderà i rubinetti. Circolano intanto indiscrezioni secondo cui la Bce e la Commissione europea starebbero lavorando insieme su un piano di emergenza da adottare nel caso di un’uscita della Grecia dall’euro.

Tutte queste indiscrezioni confondono ancora più gli investitori, che preferiscono rimanere alla finestra: da un lato, l’uscita del paese ellenico dall’Eurozona evidentemente non è più un tabù; dall’altro, però, i premier di diversi paesi sostengono che faranno il possibile per salvare la Grecia. Troppe le incognite sul futuro e su quanto davvero accadrebbe con una eventuale dipartita di Atene.
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Le tensioni in Europa sono tali che l’ex presidente della Bce Jean Claude Trichet si fa risentire consigliando all’Europa di rafforzare l’Unione monetaria esistente, garantendo ai leader politici il potere di dichiarare la bancarotta e dunque riappropriarsi delle politiche fiscali.

Intanto sul Ftse Mib, si riscattano la maggior parte delle banche, con le big Intesa e Unicredit che mettono a segno rialzi dell’1% circa. Buy anche su MPS (+1,66%) e BPM (+2,72%). Unicredit registra un +0,5%, Intesa un calo dello 0,15%. In controtendenza anche A2A, Finmeccanica ed Enel. Tra i cali si mettono in evidenza soprattutto Fiat Industrial e Tod’s con ribassi del -2,96% e del -4,2% rispettivamente, ma anche Pirelli, Medionalum (-6,04%) e Luxottica.

In ambito valutario, l’euro ripiega lievemente sul dollaro a $1,2710 (+0,20%). La moneta unica riduce i guadagni anche nei confronti dello yen, con +0,18% a JPY 100,83, mentre il rapporto dollaro/yen è invariato a JPY 79,34.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono ora in calo dello 0,33% a quota $92,25 al barile, mentre le quotazioni dell’oro a $1.588 l’oncia (+0,80%).