Borsa Milano giu’, dopo conti balza Pirelli: +6%

12 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Seduta senza slancio alla borsa di Milano, che archivia la giornata di contrattazioni in ribasso. Il paniere Ftse Mib e’ riuscito tuttavia a risalire dai minimi sul finale, grazie alla spinta che arriva da titoli come Pirelli e Parmalat. A livello settoriale, titoli bancari sotto la parita’: occhi su Unicredit, si fa il nome di Alberto Cribiore come possibile successore di Rampl alla presidenza.

L’indice azionario italiano si attesta appena al di sotto di quota 16.500 punti, in calo dello 0,13%. Così come gli altri listini azionari europei, anche Piazza Affari paga la debolezza di Wall Street. Nel resto dell’Europa, Londra piatta con +0,05%, Francoforte +0,23%, Parigi +0,03%. L’indice di riferimento Eurostoxx 50 fa -0,07%.

Tensione sul fronte del mercato dei titoli di stato italiani, con lo spread Btp-Bund che, dopo essere sceso la scorsa settimana fino a 287 punti, risale oltre quota 310, a 314,36 punti circa, in crescita di più del 4%; anche i rendimenti dei BTP a 10 anni mettono a segno un rialzo, +1,32%, al 4,9%.

In generale, diversi sono i fattori che portano gli investitori a fare dietrofront o comunque a non prendere posizioni sui mercati.

Intanto, fin dalle prime ore della mattinata, i mercati azionari globali hanno guardato al pessimo dato relativo al deficit commerciale comunicato dalla Cina, che si è confermato il peggiore in 22 anni, da almeno il 1989.

Nel caso dell’Italia, occhi puntati sul Pil del quarto trimestre, che ha subito una contrazione -0,7% rispetto al trimestre precedente, confermando la fase di recessione in cui versa il paese e registrando la performance peggiore dell’intera area Euro.

A pesare, anche la notizia dell’attivazione dei credit default swap sul debito della Grecia, a seguito della decisione dell’Associazione internazionale degli swap e dei derivati, (ISDA, Association of Swaps and Derivatives), di annunciare il credit event, di fatto il default, dopo l’accordo sul debt swap tra il paese ellenico e i creditori privati, raggiunto la scorsa settimana.

La situazione greca appare risolta ma solo nel breve; arriva tra l’altro il momento della verità per quelle banche che hanno venduto protezione, ovvero credit default swap e che ora sono chiamate a rimborsarla. La domanda è: ci riusciranno?

In una intervista a Cnbc, il ministro delle finanze greco Evangelos Venizelos ha minimizzato: “il credit event e anche il caso che riguarda i cds è qualcosa di interno, che riguarda i rapporti tra banche e le entità finanziarie. Non è qualcosa di importante per noi e per l’economia reale”. Ma i timori ci sono, anche perchè la reale svalutazione dei bond greci in mano alle banche sarebbe molto più alta di quella stimata.

Si attende l’esito della riunione dell’Eurogruppo, che oggi dovrebbe dare il via libera agli aiuti ad Atene, oltre ad affrontare altre questioni che interessano l’Europa intera, quali l’espansione o meno del Fondo salva stati.

Tornando al Ftse Mib, tra le maglie nere del listino da segnalare Campari -7,31%, che accelera al ribasso con -5,7%. Ma si guarda soprattutto al crollo di MPS -5% che sconta le incertezze sulla prossima mossa della Fondazione. Il titolo risale comunque dai minimi testati in giornata. Alcuni rumor parlano dell’intenzione della Fondazione di vendere in blocco fino al 15,5% di Rocca Salimbeni sul mercato. Tra gli altri bancari Banco Popolare +0,64%, BPM -1,87%, Intesa SanPaolo -1,71%, Unicredit -1,42%.

Da segnalare invece tra i segni più Pirelli (+6,33%) che ha rivisto al rialzo i target sulla redditività relativa al 2012 e che ha visto i conti del 2011 segnare una forte crescita, con l’utile balzato a 440 milioni di euro. Il mercato guarda con grande favore anche all’aumento del dividendo. Molto bene Parmalat, in rally +8,5%; altri titoli positivi che si mettono in evidenza nella giornata di oggi sono Atlantia +3,12%, Autogrill +2,24%.

Sul fronte valutario l’euro in ripresa nei confronti del dollaro a $1,3146 (+0,27%), piatto sullo yen -0,01%, a JPY 108,09. Rapporto dollaro/yen in flessione -0,28%, a JPY 82,20.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures con scadenza ad aprile sono negativi con -0,94%, a quota $106,39 al barile, mentre le quotazioni dell’oro fanno -0,51%, a 1.702,70.