Borsa Milano giù -5%, rischio Italia al record. Panico spaccatura Bce

9 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La Borsa di Milano ha chiuso la giornata di contrattazioni in pesante ribasso, perdendo quasi il 5% (-4,93%), a quota 14.020, per i dissensi interni alla Bce con l’abbandono del membro tedesco dell’Istituto, contrario agli aiuti all’Italia. Una vera ondata di sell-off ha colpito nel finale il Ftse Mib, che ha visto soffrire soprattutto Unicredit (-8,05%); giù anche Mediolanum (-7%), Intesa SanPaolo (-7,42%), Exor (-5,97%), MPS (-5,92%). Sono rimasti positivi i titoli Snam Rete Gas (+2,32%) e Tenaris (+2,37%). Il listino azionario italiano è stato il peggiore in Europa: Londra -2,33%, Francoforte -4,13%, Parigi -3,60% e Madrid -4,48%.

A gettare nel panico il mercato azionario sono state le dimissioni del membro tedesco del board della Bce Juergen Stark, che ha confermato la profonda spaccatura interna all’istituto di Francoforte riguardo al programma di acquisto dei titoli di stato italiani e spagnoli. Stark ha detto “basta” all’ulteriore acquisto di Btp. E se n’e’ andato abattendo la porta, con un gesto tanto clamoroso quanto giusto. La mancanza di un’unione di vedute al vertice degli organi decisionali nei due centri nevralgici dove c’e’ ancora un minimo di guida e leadership, Germania e Banca centrale Europea, conferma che l’euro e l’Europa non sono mai stati tanto in crisi come in queste ore. E l’Italia e’ uno dei motivi scatenanti la massima turbolenza.

Sul fronte del mercato dei titoli di stato, i cds sull’Italia, ovvero il credit default swap che si paga per proteggersi contro il rischio di default del nostro paese, hanno testato il nuovo massimo storico a quota 463; in allargamento anche lo spread Italia/Germania, a 361 punti base, con i rendimenti decennali italiani che sono saliti fino al 5,359%. I dubbi sulla manovra sono d’altronde molti e oggi è arrivata anche la pubblicazione del Pil italiano, che ha confermato la debolezza dell’economia italiana.

Sul fronte valutario l’ euro è crollato fino a scendere anche sotto quota $1,37, chiudendo in calo dell’1,58%, a $1,3665 . La moneta unica ha ceduto anche verso lo yen, a 105,6390 (-1,85%) e contro il franco svizzero a 1,2071 (-0,64%).

A livello globale, totalmente snobbato il discorso del presidente Barack Obama, che ha presentato un piano di stimoli da $447 miliardi che, evidentemente, non è stato capace di alimentare alcun entusiasmo.

Diverse le preoccupazioni che alimentano il pessimismo in Europa: il timore che la Grecia esca dall’euro si fa sempre più concreto, come trapela dall’insofferenza dei funzionari tedeschi, e come dimostrato dai record che i rendimenti dei bond continuano a inanellare. In generale la carrellata di dati economici negativi che arrivano sia dall’Europa che dagli Stati Uniti, insieme alle revisioni al ribasso del Fmi e dell’Ocse, porta i mercati a scontare lo spettro della recessione.

In più, esiste l’allarme sulle banche europee, che sono esposte ai debiti sovrani e che hanno anche difficoltà di accesso ai finanziamenti. Il mercato interbancario è, di fatto, bloccato. E come se non bastasse arriva ora il rapporto di Goldman Sachs sullo scenario shock dei debiti sovrani europei.

Sempre riguardo alle banche, scoppia il caso di Deutsche Bank, con gli investitori che scommettono sempre più contro, come dimostra il costo delle opzioni che gli investitori pagano per proteggersi contro i cali del titolo.

Guardando all’azionario nel suo complesso, l’avversione al rischio da parte dei fondi globali è più che eloquente.
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RAPPORTO UNICREDIT, EVENTI SOCIETARI

A2A (EUR0,9075): secondo Il Sole 24 Ore, Edf sarebbe intenzionato a cercare soci finanziatori italiani per la sua partita in Edison. La volontà sarebbe quella di un partner non industriale.

BPM (EUR1,331): è stata perfezionata la cessione dell’81% di Bipiemme Vita per EUR243 mln; la plusvalenza potrebbe attestarsi a EUR20 mln. L’operazione ha un effetto positivo di 23 pb sul Core Tier 1.

ENI (EUR13,84): GDF Suez vuole cedere diversi asset nella parte britannica del Mare del Nord al gruppo italiano e usare il ricavato per tagliare il debito; lo scrive Les Echos. Gli analisti di Kepler hanno tagliato il target price da EUR18,8 a EUR15.

GEOX (EUR2,744): gli analisti di Citigroup hanno portato il giudizio sul titolo da sell a buy.

LUXOTTICA (EUR20,39): Hsbc ha ridotto la raccomandazione sul titolo da neutral a underweight.

MEDIASET (EUR2,48): gli analisti di Citigroup hanno ridotto il target price da EUR2,7 a EUR2,2.