BORSA MILANO ECCELLE: DA MARZO BALZO +50%

6 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Primi conti sull’andamento delle Borse nel 2009. Nelle ultime tre settimane i mercati europei hanno chiuso mediamente in perdita, una striscia negativa che non si vedeva da marzo, il momento più nero del crollo causato dalla crisi ‘subprime’. Secondo gli analisti questi primi sei mesi dell’anno regalano qualche sorpresa. La prima: qualche listino è cresciuto. In prima fila il Nasdaq a New York e Stoccolma in Europa, che hanno messo a segno entrambi un rialzo del 12%. Della metà è stato l’aumento di Tokyo, ma anche Madrid, nonostante l’esplosione della bolla immobiliare, è riuscita a portare a casa un segno positivo: +1,4% dal 7 gennaio fino all’ultima seduta.

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Tutti gli altri principali listini mondiali hanno ceduto qualche punto nell’arco dei primi sei mesi. La Borsa più debole è Londra che ha perso più di tutti nel semestre appena concluso (-8,6%) e che da marzo è quella che ha recuperato di meno.

Milano, invece, è stata la più vivace. Da un lato è stata infatti la più pesante dell’ultimo anno (-34%) e la seconda peggiore tra le principali del mondo. Poi però è stata anche quella che ha recuperato meglio di tutte dal 9 marzo, mettendo a segno un aumento del 50% netto. In questo forte rimbalzo ha staccato Madrid (+42%) e anche il Nasdaq (+41%).

Secondo gli analisti si naviga ancora a vista. E c’è un dato che non piace: nelle ultime settimane non hanno tenuto alcuni livelli degli indici europei, come i 20mila punti dell’Ftse Mib e dell’All Share a Milano, i 10mila dell’Ibex 35 a Madrid, i 5mila del Dax a Francoforte. E sul Cac di Parigi rischia di saltare presto il supporto dei 3mila punti.

Anche perché gli ultimi numeri della crisi sono poco confortanti. “La fine della depressione in realtà non si vede”, dice un operatore, che mette in rilievo il calo inatteso della fiducia dei consumatori statunitensi in giugno: dai 54 punti dell’indice di maggio – un livello già bassissimo – a quota 49. La fine del tunnel ancora non si vede.

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