Borsa Milano, crollo no-stop: -26,5% in 11 sedute consecutive

8 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Gli interventi a mercato aperto della Bce hanno smorzato la tensione sui titoli di stato del nostro paese, ma non quella presente sull’azionaro.

Acquisti sui bond governativi, complice la nota di Goldman Sachs, secondo cui i Btp sono a buon mercato. Ma dopo il forte restringimento della mattinata, lo spread BTP/Bund torna a quota 300 punti base e i Btp italiani a 10 anni continuano a rendere più di quelli spagnoli: i rendimenti sui 10 anni sono al 5,261%, contro quelli dei Bonos, che si attestano al 5,125%. Cds Italia(credit default swap) in calo di 48 punti a 338 punti base. Wsi/ita (differenziale tra BTP e Bund) a 286.

A Piazza Affari, l’indice di riferimento Ftse Mib sceglie il segno meno, dopo essere arrivato a un massimo intraday di 16.766,75 punti, grazie a un balzo del 4,5%. Minimo intraday a 15.520,57. Il listino chiude recuperando dai minimi a 15.640 punti, ma il bilancio rimane negativo.

FTSE MIB -2,35% – Sul fronte dell’azionario ha spaventato la reazione dei mercati americani alla decisione di S&P di tagliare il rating degli Stati Uniti da “AAA” ad “AA+”. A Wall Street, le perdite si fanno più pesanti, con gli indici che lasciano sul terreno il 3% circa.

Ma non sono state solo le notizie provenienti dagli Stati Uniti e il timore di una nuova recessione a frenare gli investimenti su Piazza Affari, appena reduce da un crollo epocale (-24% nei dieci giorni fino allo scorso venerdì, le peggiori due settimane di sempre).

Se negli ultimi giorni Milano ha fatto peggio delle altre borse, è stato prima di tutto per l’attacco speculativo che ha preso di mira l’Italia, che si giustifica con diversi fattori, quali l’assenza di riforme strutturali nel paese, una manovra finanziaria che il mercato ha sfiduciato fin da subito, un governo litigioso e una crescita da troppo tempo anemica del prodotto interno lordo italiano.

Sebbene la decisione della Bce di acquistare BTP sia sicuramente una buona notizia, non mancano gli analisti che si interrogano su quello che sarà il futuro dei titoli spagnoli e italiani.

FTSE MIB: I TITOLI MIGLIORI E PEGGIORI – Tra i titoli quotati sull’indice azionario italiano, ribassi nell’ordine del 10% per Fiat, Fiat Industrial e Pirelli, che scontano i timori di un rallentamento economico globale. Seguono i forti cali di Saipem (-7,50%) e Tenaris (-7,77%), che continuano a pagare il calo dei futures sul petrolio, arrivati a perdere il 4,3%, attestandosi al minimo intraday più basso degli ultimi otto mesi, pari a $83,18. Le banche smorzano i ribassi nel finale, ma non tutte. A fronte di Unicredit (-0,47%) e Banco Popolare, che vira in positivo con + 0,44%, Ubi Banca registra un tonfo del 5,49%.

OGGI PERDITE PIU’ PESANTI PER ALCUNE BORSE EUROPEE – Londra -2,97%, Francoforte -4,87%, Parigi -3,49%. Madrid ha fatto invece meglio del Ftse Mib, con -1,04%.

EURO IN CALO SUL DOLLARO Sul fronte valutario l’ euro perde contro il dollaro a $1,4229 rispetto alla chiusura delle contrattazioni di venerdì. Euro/yen in calo a 110,3170, mentre euro/franco svizzero in flessione a 1,0799.
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AZIONARIO GLOBALE Guardando all’azionario globale, forti sono stati i sell off che hanno investito le piazze finanziarie asiatiche, totalmente indifferenti alle manovre disperate della Bce e delle autorità europee volte a salvare l’euro. Anche qui, è stato il downgrade sul rating di S&P a peggiorare il sentiment. Gli indici di riferimento europei e asiatici continuano a viaggiare in flessione del 20% rispetto ai massimi testati.

L’avversione al rischio è sempre presente ed è dimostrata dall’oro che supera anche quota 1.700 dollari l’oncia sui mercati newyorchesi. Al momento, le quotazioni sono in rialzo del 3%, a $1.701,30 l’oncia. Il metallo prezioso continua a essere considerato il bene rifugio per eccellenza dopo il downgrade di S&P sugli Stati Uniti.

INDICE VOLATILITA’ AL MASSIMO IN PIU’ DI DUE ANNI, BALZI DALL’ASIA ALL’EUROPA – I timori sul futuro dell’economia degli Stati Uniti hanno portato l’indce che misura la volatilità al massimo in più di due anni. Il VStoxx Index (ticker V2X), che misura il costo per proteggersi contro la flessione dei titoli quotati sull’Eurostoxx Index è balzato dell’8,1%, a quota 42,43 alle 14.06 ora italiana.