Borsa Milano colpita dal no tedesco a due fondi

7 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Le borse europee chiudono tutte in rosso di mezzo punto percentuale, dopo che la Germania ha respinto l’unione dei fondi di salvataggio dell’area euro, quello attuale e quello permanente. Spicca in negativo il meno 1,24% accusato dal Ftse-Mib di Milano, mentre un riaccendersi di tensioni sui titoli di Stato dell’area euro investe in pieno anche le emissioni italiane.

Piazza Affari brucia tutti i guadagni iniziali a meta’ seduta e vira in rosso per restarci fino alla chiusura. L’indice principale di Milano scende sotto quota 16.000 punti a -1,24%, facendo comunque meglio dei minimi di seduta di oltre -2%. Da segnalare che in mattinata l’indice era arrivato a superare anche i 16.100 punti. Parigi lascia sul campo lo 0,05%.

Berlino ha espresso pessimismo sull’esito del summit dell’Unione Europea di Bruxelles che parte domani e entra nel vivo venerdi’. Gli investitori non hanno pertanto alcuna intenzione di prendere rischi in attesa della riunione del direttivo Bce e del vertice europeo di venerdì. “Oggi non ci sono grosse novità, ma ci troviamo a ridosso di due importanti eventi, la riunione della Bce di domani e il meeting europeo venerdi’” spiega a Reuters un’operatrice della borsa milanese.

A indebolire di colpo l’azionario europeo sono le dichiarazioni che arrivano da Berlino, che sarebbe più pessimista rispetto alla settimana precedente sulla possibilità di arrivare a un accordo sulla modifica del trattato UE, nell’imminente meeting che inizierà domani sera.

“Dalle discussioni degli ultimi giorni”, spiega una fonte dell’agenzia France Presse, “emerge che diversi stati membri non hanno compreso la gravita’ della situazione”. Finora i mercati europei avevano scommesso proprio su una risposta forte durante il summit del Consiglio europeo, che inizierà domani sera per concludersi venerdì, 9 dicembre.

La Germania si oppone a qualsiasi modifica del modo con cui i fondi salva stati della regione opereranno. Berlino ha gia’ deciso che il fondo permanente ESM (European Stability Mechanism) prendera’ il posto dell’European Financial Stability Facility, il fondo di aiuti attuale, a un determinato momento, secondo quanto riferito da fonti interne al governo tedesco.

Oggi sul Financial Times era uscito un articolo che sostenva come funzionari Ue stessero discutendo l’ipotesi di rendere operativi due fondi salva stati separati attivi similtaneamente e che l’argomento sarebbe stato negoziato al summit di venerdi’. Tra le misure che verranno prese in considerazione anche l’incremento degli aiuti forniti dal Fondo Monetario Internazionale.

In ambito macro, e’ calata in misura superiore alle attese la produzione industriale italiana, accentuando i timori di quanti stimano una contrazione del Pil già dal quarto trimestre di quest’anno.

Sullo sfondo l’ennesimo avvertimento arrivato da S&P. L’agenzia di rating, dopo aver avvertito su un imminente downgrade di ben 15 paesi dell’Eurozona, ha affermato che anche la valutazione del Fondo salva stati potrebbe essere vittima di una revisione al ribasso, nel caso in cui uno dei sei paesi che fanno da garanti al fondo stesso, perdesse esso stesso la tripla AAA. “Potremmo ridurre il rating sul debito a lungo termine sull’EFSF di uno o due gradini nel caso in cui decidessimo di ridurre la valutazione tripla AAA di uno o più dei membri che garantiscono l’EFSF, al momento sotto osservazione”, ha affermato S&P.

Mentre si spegne la speranza nata dalle indiscrezioni riportate dal Financial Times, secondo cui i leader europei si preparano a un bazooka finanziario da 900 miliardi di euro, e’ positiva la notizia secondo cui il Fondo salva stati stesso si prepara a emettere titoli con scadenza a 3-6-12 mesi, per raccogliere maggiore liquidità sui mercati.

Sul mercato dei titoli di stato, la situazione in Italia peggiora rispetto alla mattinata. Sui Btp italiani i rendimenti risalgono al 5,95% nel pomeriggio, dal 5,76% cui erano scesi in mattinata, mentre il loro differenziale o “spread” rispetto ai bund della Germania risale a 386 punti base, dai 356 punti base registrati stamattina. Il due anni rende il 5,62% (+0,41%) per un differenziale di 531 punti base (+1,2% rispetto a ieri).

Sui bond decennali spagnoli i rendimenti risalgono al 5,46 per cento e lo spread sui Bund a 336 punti base. Rimane alta la tensione sui titoli di stato francesi. In questo caso il differenziale a 10 anni con la Germania segna infatti nuovi forti rialzi (+10,25%) e si posiziona a 116 punti base.

Bene è andata intanto l’asta dei titoli quinquennali della Germania che ha registrato una domanda solida. Il paese ha collocato5 miliardi di euro di bond, a fronte di una domanda di 8,67 miliardi di euro.

Tornando sul Ftse Mib, Unicredit – riguardo a cui si parla ora di un ambizioso piano volto al taglio del numero degli uffici manageriali – vira in territorio negativo e perde lo 0,12%. Il settore bancario è al momento contrastato, con BPM +2,5%, Ubi Banca +2,8%, MPS -3,9%, Banco Popolare +0,69%, Intesa SanPaolo +0,30%. Tra i titoli negativi, anche Fondiaria-Sai -4,3%, Ansaldo -3,96%, Azimut Holding -2,39%.

Sul fronte valutario, euro scende nei confronti del dollaro a quota $1,3371 (-0,26%), mentre contro il franco svizzero è piatto a CHF 1,2412. La moneta unica nei confronti dello yen si attesta a JPY 103,91 (-0,27%).

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio invertono la rotta e scendono dello 0,15% a quota $101,13 al barile. In rosso ora anche le quotazioni dell’oro, che perdono lo 0,27%, a $1.727,20 l’oncia.