Borsa Milano chiude in rialzo una seduta nervosa

9 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Dopo uno sbandamento a metà seduta Borsa Milano è ritornata a guadagnare terreno, allineandosi alla performance del resto dell’azionario europeo. Hanno ceduto il passo invece i titoli del settore immobiliare, mentre quelli minerari salgono dopo la notizia relativa alla produzione industriale cinese, che ha battuto le previsioni. L’Ftse Mib archivia la seduta con un progresso dello 0,23%, a 17.186 punti, favorito dal balzo di Finmeccanica e dai rialzi dei big bancari.

Tra le singole storie societarie il titolo Royal KPN balza +17% dopo che il miliardario Carlos Slim ha presentato con la sua società America Movil un’offerta di acquisto per la compagna telefonica. In ambito tlc, occhi puntati sulla decisione di Moody’s di mettere sotto osservazione Telecom Italia per un possibile downgrade.

L’indice di riferimento europeo Stoxx Europe 600 in moderato progresso, in settimana ha guadagnato appena lo 0,1% ma è in rally comunque +10% dal minimo testato lo scorso 24 giugno, grazie alle rassicurazioni giunte dalle banche centrali sulla loro volontà di mantenere accomodante la propria politica monetaria (si parla in particolare della Bce).

“Vista l’assenza di dati economici rilevanti e anche di comunicazione di utili da parte delle aziende, sia in Europa che negli Stati Uniti, gli investitori si stanno focalizzando sulle notizie che arrivano dalla Cina – ha commentato in una intervista a Bloomberg Alessandro Fezzi, senior analista dei mercati presso LGT Bank Schweiz a Zurigo – L’inflazione, per esempio, ha un impatto positivo sulle azioni nel momento in cui rimane al di sotto dei target stabiliti dal governo e tale notizia consentirà alla Banca centrale della Cina di avere uno spazio di manovra per l’adozione di nuovi stimoli economici”.

Di fatto il tasso di inflazione cinese è rimasto fermo al 2,7% a luglio rispetto a giugno.

Azionario asiatico poco mosso, messo sotto pressione da alcune notizie societarie, tra cui la decisione di Nikon Corp di tagliare le stime sugli utili. Titolo crollato -15%.

Indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index in calo -1,5% questa settimana, interrompe una fase rialzista durata sei settimane, la più lunga dallo scorso gennaio. L’indice ha perso -7,3% dal massimo degli ultimi cinque anni testato lo scorso 20 maggio fino alla giornata di ieri. Performance da inizio anno +3,4% a fronte di +19% dello S&P 500.

L’MSCI Asia Pacific viene scambiato a 13 volte gli utili attesi, rispetto a 15,4 dello S&P e 13,9 volte dello Stoxx Europe 600.

Borsa di Tokyo ha chiuso debole, concludendo la settimana peggiore tra i 24 mercati dei paesi avanzati monitorati da Bloomberg. Anche se ha perso negli ultimi tre mesi, tuttavia, l’indice Topy rimane +33% da inizio 2013, confermandosi il listino azionario migliore su scala globale tra i mercati dei paesi avanzati.

PIAZZA AFFARI – Tornano gli acquisti sui bancari, con Intesa e Unicredit che guadagnano l’1% circa. Male Fondiaria Sai. Tra le banche Mps beneficia dell’appello del sindaco di Siena, Bruno Valentini, che nei giorni scorsi ha proposto ad alcuni gruppi finanziari di investire nella banca. Valentini, come riportato da Il Sole 24 Ore, ha affermato che l’aumento di capitale previsto nel 2014 potrebbe essere visto come un’occasione per entrare nel capitale della banca. BPM sconta la nota di Citigroup, che rimane cauta sulla banca.

Prima di qualsiasi sviluppo sulla trasformazione della governance, la banca americana ha deciso di confermare il giudizio neutrale sul titolo con target a 0,40 euro. Netto rialzo con volumi elevati su Finmeccanica, positiva fin dalla mattinata, con i trader che parlano di ricoperture. Questa mattina il primo ministro Enrico Letta ha detto che il governo intende presentare in autunno un piano di privatizzazioni.

BTP ITALIA – Lo spread tra Btp e Bund a dieci anni cala -0,65% a 254,41, a fronte di un rendimento del titolo decennale italiano -0,4% al 4,18%.

SPREAD ITALIA, ANALISI VINCENZO LONGO, MARKET STRATEGIST DI IG

Ritorna sui minimi dell’anno lo spread Btp-Bund questa mattina raggiungendo quota 248 punti base, livello toccato intraday a maggio. Il differenziale tra Italia-Germania sembra continuare a beneficiare della corsa dei mercati azionari e di più rosee aspettative sulla crescita dell’eurozona dopo i recenti dati macro. Questo scenario è rafforzato anche dall’attesa di ulteriori manovre volte alla crescita che dovrebbero arrivare dall’Unione europea e dalla Bce nel corso dell’autunno e che potrebbero riportare maggiore spinta ai consumi nel 2014.

Il rendimento sul decennale italiano, ora intorno al 4,20%, rimane però ancora sostenuto rispetto ai minimi annuali toccati a maggio scorso (al 3,85%) e questo a causa della speculazione degli operatori sul possibile tapering della Fed. A seguito di ciò le vendite hanno colpito in maniera generalizzata tutti i bond governativi del mondo con un contestuale rialzo dei rendimenti.

Il rientro a cui stiamo assistendo nelle ultime settimane sembra però non coinvolgere il Bund, la cui fase di debolezza può essere spiegata dal miglior clima di fiducia sulla crescita della Germania, come ha anche precisato questa mattina il Ministero dell’Economia in una nota.

A seguito di ciò, ci aspettiamo che nel corso delle prossime settimane lo spread Btp-Bund possa continuare a ridursi in concomitanza con un ritorno del decennale italiano verso i minimi dell’anno e a fronte di un Bund che potrebbe far fatica a scendere sotto quota 1,60%. Lo spread potrebbe pertanto tornare al ridosso di 225-220 punti base, aggiornando i minimi da inizio luglio 2011.

Questo scenario rimarrebbe in essere almeno sino a che non si intensificheranno le probabilità del tapering della Fed e in vista delle elezioni tedesche, verosimilmente entro la prima settimana di settembre, quando poi le tensioni riaffioreranno sui mercati penalizzando il governativo italiano. Importanti saranno anche le vicende politiche nazionali che potrebbero riportare le attenzioni degli investitori sul nostro Paese.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,13% a $1,3362; dollaro/yen -0,45% a JPY 96,28; euro/franco svizzero -0,06% a CHF 1,2302; euro/yen -0,58% a JPY 128,63.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio +1,32% a $104,76 al barile, oro -0,22% a $1.307,80

ANALISI MERCATI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro la sessione odierna si apre con lo spread italiano sotto i 250 pb, malgrado la difficile situazione politica del paese.

Gli operatori in questo momento stanno probabilmente guardando soprattutto i dati macroeconomici che iniziano a far intravedere uno spiraglio di ripresa per la fine dell’anno, non temendo allo stesso tempo una caduta del governo in tempi brevi. Il tasso sul decennale italiano si è portato a 4,18% dal 4,27% di inizio settimana.

La BCE nel bollettino di agosto ha confermato lo scenario illustrato da Draghi durante la conferenza stampa successiva alla riunione, rilasciando le stime di PIL ed inflazione ottenute dall’indagine condotta tra previsori professionali. In particolare per il 2013 è atteso un calo del PIL della zona Euro dello 0,6% dal precedente -0,4%, mentre per il 2014 è atteso un ritorno alla crescita (+0,9%).

Relativamente all’inflazione quest’anno è attesa all’1,5% dal precedente 1,7%, non sono attese invece variazioni nel 2014 quando la variazione dei prezzi al consumo dovrebbe rimanere ferma all’1,5%.

Sul fronte macro in mattinata è stata pubblicata la produzione industriale e manifatturiera francese di giugno risultata in calo e peggiore delle attese. All’interno i settori maggiormente penalizzati sono stati quelli automobilistico ed elettricità. La produzione industriale ha così registrato il calo mensile più forte da settembre 2012.

Negli Usa il tasso decennale si è stabilizzato in area 2,60%. L’ultima asta della settimana, quella di 16Mld$ sul comparto trentennale, ha rispecchiato a grandi linee l’esito delle precedenti due emissioni: rapporto domanda/offerta non esaltante ma con all’interno una forte domanda estera. Gli operatori stavano attendendo da queste emissioni proprio questa informazione, ossia quanto gli investitori esteri guardassero ancora con favore ai Treasury alla vigilia della possibile riduzione del piano di acquisto Fed.

La risposta è stata complessivamente positiva, facendo passare pertanto in secondo piano una domanda complessivamente più debole e talvolta (come accaduto ieri) tassi leggermente superiori a quelli prevalenti sul secondario poco prima del risultato d’asta. A supportare i Treasury anche la stagionalità tipicamente favorevole ai bond nel periodo agosto/settembre.

Valute: la percezione di miglioramento dell’area Euro sta ancora supportando la valuta unica che verso dollaro ha ieri toccato il livello di 1,34, pareggiando i massimi di fine giugno. Tale area rappresenta oggi un importante livello di resistenza, in attesa dei dati macro della prossima settimana tra cui le vendite al dettaglio Usa.

Yen in lieve deprezzamento verso tutte le principali valute mondiali questa notte in un contesto di chiusura invariata del listino azionario nipponico. Verso euro il cambio è tornato oltre soglia 129 dopo essere calato ieri fino in prossimità di 128,20 (nuovo livello di supporto). La resistenza più vicina oggi si colloca in area 130.

Yuan in prossimità dei massimi da 19 anni verso dollaro Usa. Stanotte i dati macro cinesi hanno confermato i segnali di ripresa della seconda economia mondiale: la produzione industriale e gli investimenti sono saliti oltre le attese a luglio in un contesto di inflazione stabile.

Nonostante il rallentamento delle vendite al dettaglio, i primi dati del terzo trimestre sembrerebbero confermare una possibile accelerazione dell’economia cinese a partire dallo scorso mese. Di tale aspettative ne ha beneficiato il dollaro australiano che stanotte si è apprezzato verso tutte le principali valute mondiali (ad eccezione del peso messicano). In apprezzamento anche il real brasiliano dopo l’intervento della banca centrale per tentare di frenare il deprezzamento. Ieri aveva toccato i minimi da oltre 4 anni verso dollaro Usa. I dati cinesi hanno impattato positivamente anche sul rand sudafricano su attese di maggiori esportazioni di materie prime.

INFOMAZIONI DI STAMPA SUI TITOLI

ATLANTIA – Dopo l’approvazione del Parlamento per la modifica alla legge ambientale, la società, in caso di colpa, non dovrà solo provvedere ad interventi di bonifica ma anche al pagamento di un indennizzo.

BANCA MEDIOLANUM – La banca archivia il mese di luglio con una raccolta netta di 226Mln€; il totale da inizio anno è di quasi 1,5Mld€. La raccolta netta di fondi e gestioni si è attesta a 430Mln€ ed è superiore ai 3Mld€ da inizio 2013.

BUZZI UNICEM – Alla luce dei risultati semestrali, l’agenzia di rating Standard & Poor pone alla società (e alla controllata Dyckerhoff) il giudizio BB+, in creditwatch con implicazioni negative.

FIAT – La società e Renault sono in procinto di siglare un accordo per la produzione di veicoli commerciali leggeri con la russa Zil. Per Fiat Ducato, l’investimento complessivo si aggirerebbe sui 200Mln$ circa.

SARAS – La società chiude il secondo trimestre con una perdita netta adjusted di 46,3Mln€, in calo da quella di 29,3Mln€ di un anno prima. Al contrario, i ricavi crescono del 4% a 2,7Mld€. Nel trimestre l’Ebitda è negativo per 26,1Mln€ dai -147,3Mln€ dello stesso periodo del 2012.

TELECOM ITALIA – Moody’s mette sotto osservazione i rating della società per un eventuale downgrade alla luce dei conti trimestrali e della revisione al ribasso per la guidance dell’anno in corso.

UNIPOL – La società ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con un utile netto di oltre 200Mln€. Nel primo semestre, la raccolta diretta assicurativa ha superato i 9Mld€, in crescita del 10,5% rispetto agli 8,2Mld€ circa dello stesso periodo dello scorso anno. Il margine di solvibilità consolidato a fine giugno è stato di 1,6 volte il minimo richiesto, con un eccesso di capitale di circa 2,8Mld€. Gli obiettivi reddituali sono stati confermati. La società ha annunciato questa mattina l’acquisto del 26,55% delle azioni di risparmio di Milano Assicurazioni per un esborso di quasi 23Mln€.

MCDONALD’S – Il colosso americano chiude il mese di luglio con vendite same-store a livello globale (quelle relative ai ristoranti aperti da almeno un anno) in aumento dello 0,7% superando le attese. Le vendite same-store crescono dell’1,6% negli Stati Uniti e calano del 1,9% in Europa.