Borsa Milano chiude in forte rialzo: +3%, snobba Fitch

10 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La borsa di Milano prosegue le contrattazioni all’insegna del rally, con il Ftse Mib che sale del 3,08% circa, attorno alla soglia a quota 14.800 punti. L’indice era arrivato a balzare anche più del 3%.

Detto questo, l’avvertimento di Fitch nei confronti dell’Italia non ha sortito effetti negativi né sul fronte azionario che su quello dei titoli di stato.

I riflettori sono stati puntati ancora su Unicredit, dopo il continuo crollo delle azioni ordinarie delle ultime sedute. Da segnalare che in soli quattro giorni, le azioni ordinarie hanno perso più del 60% del loro valore. Oggi, all’indomani dell’avvio dell’aumento di capitale, il titolo Unicredit è balzato in borsa del 7% circa e i titoli scambiati sono arrivati a rappresentare il 10% del capitale.

Molto bene in generale i titoli finanziari quotati sull’indice Ftse Mib: tra i migliori si mettono in evidenza infatti Intesa SanPaolo +5% circa, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Ubi Banca. MPS, invece, archivia la giornata in territorio negativo -1,8%, dopo che l’azione, in mattinata, era stata sospesa per eccesso di ribasso.

Tra gli altri titoli, bene Ferragamo e Fiat (+5,09%), con gli investitori che guardano alle ultime dichiarazioni del numero uno, Sergio Marchionne. Nell’ultima ora di contrattazioni sono aumentati però i segni meno sul Ftse Mib: tra questi Diasorin -0,16% e Atlantia -2,22%.

In rialzo anche le altre borse europee, come Londra +1,67%, Francoforte +2,46%, Parigi +2,64%. L’indice generale Eurostoxx 50 avanza anch’esso, mettendo a segno un balzo del +1,67%.

Guardando al mercato dei titoli di stato, lo spread Italia-Germania si e’ mosso in lieve ribasso a 527 punti base, a fronte di un rendimento decennale che si attesta al 7,14%.

Ieri, l’incontro – il primo del 2012 – tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy. I due leader hanno parlato della necessità di accelerare la capitalizzazione del fondo salva-stati e si sono mostrati uniti nel voler applicare la Tobin Tax, ovvero la tassa sulle transazioni finanziarie.

La finanza francese, tuttavia, è già insorta. Oggi, attesa per il meeting tra la Merkel e il numero uno del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde.

Italia sempre osservata speciale, con il commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn che ha auspicato una riforma del mercato del lavoro sia italiano che spagnolo, al fine di “aumentarne l’efficienza”.

Sullo sfondo rimangono le preoccupazioni sulle condizioni in cui versano le banche europee. Oggi il valore dei depositi degli istituti presso la Bce ha testato un nuovo valore record, a conferma di come la sfiducia tra le banche europee rimanga particolarmente elevata.

Detto questo, l’ottimismo odierno delle borse si spiega anche con i segnali positivi arrivati dal fronte degli utili trimestrali: il colosso dell’alluminio americano Alcoa, infatti, ha reso noto un bilancio che ha centrato le stime del consensus.

“Gran parte degli investitori guarda al 2012 con un senso di cauto ottimismo, che li induce a ritenere che la situazione migliorerà – ha scritto in un report reso noto da Bloomberg Robert Buckland, responsabile strategist globale presso Citigroup – Nonostante gli ovvi ostacoli provenienti dal fronte macro, gli utili aziendali globali e i flussi di cassa continueranno a salire a un ritmo solido”.

All’interno della sfera del valutario, intanto, l’euro è in ripresa nei confronti del dollaro, e al momento registra un progresso dello 0,14% a quota $1,2783; nei confronti del franco svizzero la moneta unica avanza dello 0,14% a CHF 1,2139, mentre sale lievemente contro lo yen a JPY 98,17 (+0,07%). Da segnalare che la moneta elvetica non accusa comunque in modo determinante il colpo delle dimissioni del governatore della Banca Nazionale Svizzera, Philipp Hildebrand, coinvolto in uno scandalo di insider trading.

Riguardo invece alle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo dell’1,37%, a quota $102,70 al barile, mentre le quotazioni dell’oro balzano a $1.638,60 l’oncia (+1,90%). Buona la performance dei metalli, con l’argento che si rende protagonista di una risalita superiore al 4%.