Borsa Milano chiude in calo, dietrofront dell’euro

26 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – A Piazza Affari alla fine hanno avuto la meglio i realizzi in una seduta dove gli scambi sono stati comunque ‘estivi’. Anche gli altri mercati europei hanno ritracciato rispetto all’avvio di giornata positivo. L’indice FTSE Mib ha perso lo 0,06%. I volumi a metà seduta erano al di sotto dei 600 milioni di euro.

Il mercato europeo, che si muove in ordine sparso, non ha impiegato molto tempo a digerire il dato sulla fiducia dei consumatori in Francia migliore delle attese. I rialzi sono però sempre più contenuti sul listino principale Ftse Mib, che guadagna lo 0,11% a 16.451 punti. Richiesti i titoli Azimut, male invece Finmeccanica che paga indiscrezioni sui nuoi piani di aumento capitale e consolidamento. Ben intonate le banche.

L’indice francese calcolato dall’ufficio nazionale di statistica Insee é salito a 82 da 79 di giugno, stesso numero indicato dalle stime degli analisti per il mese in corso. Migliora il clima sulla situazione personale e le intenzioni di fare acquisti. In Italia la produzione industriale ha segnato un rialzo dello 0,4% in giugno, secondo le cifre diffuse oggi dal centro Studi di Confindustria.

Nel pomeriggio dagli Usa arriverà l’appuntamento più atteso della giornata in programma alle 15.55 italiane quando saranno pubblicati i nuemri sul consueto sondaggio condotto dall’Università del Michigan sulla fiducia dei consumatori.

La prova dell’azionario asiatico è stata negativa, riducendo i guadagni settimanali. Questo non ha compromesso al mercato della regione di infilare la quinta settimana positiva di fila. A pesare la decisione cinese di tagliare la capacita’ produttiva in eccesso dell’industria quest’anno e una serie di trimestrali deludenti.

Giocano in sfavore dei mercati anche la seduta debole di Wall Street e la rivalutazione della valuta giapponese. Yen e won sudocreano si sono rafforzati e i prezzi della benzina sono saliti.

L’indice MSCI della regione Asia Pacifico ha perso lo 0,4% a 135,51, portando al +0,4% i guadagni settimanali. La Borsa di Tokyo ha accusato la seduta più pesante da metà giugno (-2,97%).

Le piazze europee scambiano in progresso, recuperando le perdite archiviate ieri, vivacizzate dall’attività di M&A dopo che la francese Vivendi ha annunciato stamani la vendita di gran parte della sua partecipazione in Activision per 8,2 miliardi di dollari.

In un segnale di un miglioramento delle prospettive economiche in Europa, lo spread tra i rendimenti tedeschi decennali e gli omologhi americani si sta continuando a ridurre.

E’ da settimane che il differenziale tra Bund e Treasuries sta calando progressivamente dopo aver raggiunto i massimi di tre anni. Significa che l’economia del motore europeo e quella degli Usa si stanno allineando sugli stessi binari.

Siccome i due paesi sono considerati come rifugi in momenti di crisi, i tassi in rialzo sono un segnale di un miglioramento dell’economia o per lo meno di come viene percepita dagli investitori.

BTP – Il differenziale tra Btp e Bund tedesco chiude in rialzo a 277 punti base (272 la chiusura di ieri), con il rendimento del decennale italiano al 4,40%.

PIAZZA AFFARI – Tengono meglio sui bancari, in particolare le popolari. Pop Milano sale in seguito all’invito ieri di Bankitalia a riprendere il dialogo sulla trasformazione in Spa. Tra i 40 big del listino milanese in rialzo Telecom, favorita da rumor di consolidamento settoriale. Debole Finmeccanica.

Sul fronte assicurativo, bene Fonsai dopo il via libera ieri sera da parte dell’Ivass alla fusione con Unipol. In un report Icbpi giudica “positivamente la notizia. Rimane da capire quale sarà la sorte di Milano Assicurazioni. Dopo l’estate, infatti, i soci dovranno esprimersi sull’operazione”.

ALTRI MERCATI – Sul valutario, euro stabile sui mercati valutari europei. La moneta unica chiude in calo dello 0,1% a $1,3263. Lo yen ha registrato un rialzo sul dollaro per la seconda sessione consecutiva, mentre lo won ha fatto un balzo dello 0,4%.

In ambito di materie prime, i futures sul petrolio avanzano dello 0,7%, interrompendo una serie negativa di due sedute. Oro in progresso +0,3%.

ANALISI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro la sessione di ieri ha visto i tassi di mercato registrare un lieve rialzo dopo la pubblicazione dell’indice Ifo che ha visto un miglioramento della componente corrente, mentre quella prospettica è rimasta pressoché invariata. Il Fmi nel suo rapporto annuale sull’area Euro ha riportato che l’eurozona ha fatto molti progressi per stabilizzare i mercati finanziari e ridurre i rischi di una rottura. Tuttavia la crescita resta ancora molto debole ed i mercati finanziari sono ancora frammentati. Per il 2013 l’istituto si attende un calo del Pil dello 0,6%, mentre nel 2014 è atteso un lieve recupero dello 0,9%. Il Fmi mette inoltre in evidenza come resta elevato il costo dei finanziamenti alle piccole e medie imprese. Sarà quindi importante una politica che favorisca la crescita e l’occupazione ed una prosecuzione dei lavori sul tema dell’Unione bancaria.

In Grecia il Parlamento ha approvato l’ultima richiesta della Troika per lo sblocco della tranche di prestito. Ricordiamo che il capo dell’Eurogruppo in un comunicato ha riportato che le procedure per l’esborso saranno completate entro il 29 luglio. Secondo Ft l’esborso dovrebbe essere approvato oggi dal gruppo di lavoro della zona euro che terrà una teleconferenza. Atene si aspetta di ricevere 4 Mld€ di cui 2,5Mld€ dall’Efsf e 1,5 Mld€ dalla banca centrale come profitti ricavati per la detenzione dei bond greci. Il Fmi infine lunedì dovrebbe approvare l’esborso di 1,8 Mld€. Secondo il quotidiano tedesco Die Welt il ministro delle finanze Schaeuble starebbe pensando di cancellare l’approvazione della proposta della Commissione europea sul meccanismo di risoluzione bancaria il prossimo anno dopo l’insediamento del nuovo parlamento.

Il Tesoro italiano ha comunicato l’ammontare e la tipologia dei titoli a medio e lungo termine che saranno offerti martedì prossimo. In particolare è stato annunciato un nuovo titolo a dieci anni fino a 3,75 Mld€ e la riapertura di un titolo a cinque anni fino a 3 Mld€. Oggi invece l’Italia emetterà titoli Ctz fino a 3 Mld€. Negli Usa, tassi in lieve calo nella sessione di ieri con il decennale in area 2,57%, in un contesto di volumi di scambio elevati sul relativo contratto future. Debole la domanda relativa ai 29 Mld$ di titoli a 7 anni in asta ieri. Il rapporto tra domanda e offerta è risultato ai minimi da maggio 2009. La Fed, secondo quanto riportato da un articolo del Wall Street Journal, nella prossima riunione, in programma il 30-31 luglio, potrebbe discutere se, ed in tal caso come, rivedere le attuali linee guida di politica monetaria. Una delle possibili opzioni citate dal quotidiano riguarderebbe anche l’introduzione di una soglia minima sul tasso di inflazione. Quindi anche in caso di continuazione del recupero del mercato del lavoro sarà importante monitorare l’andamento della dinamica dei prezzi per capire le prossime mosse di politica monetaria della Fed. Sul fronte macro le nuove richieste di sussidi per la disoccupazione sono aumentate di 7.000 unità la settimana scorsa, mentre segnali positivi sono giunti dagli ordini di beni durevoli, in crescita a giugno del 4,2% m/m grazie al forte aumento della componente aeromobili civili. Oggi verrà pubblicato il dato finale relativo alla fiducia dei consumatori di luglio misurata dall’Università del Michigan.

Valute: euro in apprezzamento nella seduta di ieri con il cambio che ha rotto quota 1,3250 portandosi in prossimità del livello successivo di resistenza a 1,33. Dopo avere scambiato per gran parte della seduta in prossimità di quota 1,32 il cambio ha subito una decisa accelerazione sul finale della seduta statunitense dopo l’articolo pubblicato dal WSJ che preannuncia toni ancora accomodanti da parte della Fed nel corso della prossima riunione di fine luglio. Il dollaro ha comunque perso nei confronti di tutte le principali valute, in particolare vs lo yen che, nella notte, ha continuato la fase di apprezzamento. I dati relativi all’inflazione di giugno hanno favorito tale movimento considerato che il dato, nella sua componente core (escluso beni alimentari), ha subito una decisa accelerazione (0,4% da 0%) salendo sui livelli massimi del 2008. Sul fronte emergente da segnalare il deprezzamento generalizzato del rublo dopo che il ministro dell’economia ha dichiarato che la crescita nella prima parte dell’anno sarà inferiore a quanto stimato. Per tentare di far ripartire la crescita il governo ha annunciato ieri un piano di stimolo simile a quello cinese con agevolazioni fiscali per le Pmi e investimenti infrastrutturali.

Commodity: chiusura in lieve calo per il GSCI (-0,2%), con un andamento contrastato dei principali settori. Salgono infatti i preziosi con l’oro in rialzo dello 0,7% e l’argento dello 0,6%. Il caffè ha registrato la migliore performance dell’indice sulla scia delle condizioni meteo che potrebbero penalizzare i raccolti in Brasile, principale produttore mondiale. Continuano invece a scendere le agricole, con la soia che è risultata la peggiore del settore con perdite del 2,6%, il livello più basso degli ultimi 17 mesi. La soia continua ad essere penalizzata dal calo della domanda e dall’attesa di buoni raccolti negli Usa. Poco variati gli energetici. In calo gli industriali con l’alluminio che è risultato il peggiore del settore (-1,5%).

Azionario: seduta di ieri in tono negativo per quasi tutti i listini europei penalizzati da alcuni trimestrali e dal calo dell’indice Ifo nella componente prospettica che ha posto dei dubbi sulla tenuta della prima economia dell’area Euro. Il focus degli operatori inizia a spostarsi sulla stagione delle trimestrali delle aziende del vecchio continente che questa settimana è già entrata nel vivo. Ieri le indicazioni negative fornite da alcune “big” quali BASF (-4,5%) e Siemens (-6%) hanno pesato molto sull’andamento delle borse, spingendo il Dax a risultare il peggiore con un calo di circa l’1%. In controtendenza si continuano invece a muovere i listini periferici grazie soprattutto al buon andamento del settore finanziario che ieri ha chiuso intorno alla parità, a discapito di un calo per tutti gli altri settori all’interno dello Stoxx600. L’indice spagnolo Ibex è infatti risultato il migliore in Europa con un rialzo dell’1% mentre il Ftsemib ha recuperato nel finale chiudendo invariato. All’interno prosegue il buon andamento del settore bancario mentre le vendite hanno interessato principalmente i titoli del settore industriale. In mattinata apertura positiva per i listini europei sulla scia del recupero messo a segno ieri da Wall Street.

Negli Usa seduta abbastanza volatile per i principali listini che, dopo una fase iniziale in territorio negativo, sono riusciti a recuperare le perdite chiudendo in lieve rialzo. Il Nasdaq è risultato il migliore tra i tre principali indici grazie al forte balzo di Facebook (+29,6%) dopo i sorprendenti conti trimestrali. I conti sinora presentati dalle società statunitensi sembrano offrire un quadro piuttosto positivo: del 45% delle aziende quotate sull’indice S&P500 che ha presentato a ieri i propri conti, circa il 68% ha battute le stime degli analisti in termini di utili, ed il 56% in termini di ricavi. Sul fronte emergente seconda seduta consecutiva in territorio negativo per l’indice MSCI EM penalizzato principalmente dal calo dei listini asiatici. Deboli anche i mercati dell’Est Europa, mentre si è mosso in controtendenza l’indice Bovespa (+1,5%) grazie ad attese sui conti trimestrali delle società esportatrici che potrebbero aver beneficiato della debolezza del real. In mattinata seduta mista per i listini asiatici, l’indice Nikkei ha chiuso in calo per la terza seduta consecutiva (-3%) penalizzato dalla debolezza dello yen. Intorno alla parità tutti gli altri listini che comunque chiudono la settimana con un andamento positivo.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

AZIMUT – La società ha chiuso il primo semestre con utili in crescita pari a 226,5Mln€ dai 214,2Mln€ dello stesso periodo dello scorso anno. Al contrario, l’utile netto è stato di 78,3Mln€ rispetto ai 79,1Mln€ di un anno fa.

BANCA POPOLARE DI MILANO – Banca d’Italia ha espresso un giudizio parzialmente sfavorevole nella relazione ispettiva. Su tale giudizio ha pesato prevalentemente la governance mentre per quanto riguarda la gestione sono stati riconosciuti i miglioramenti effettuati, anche se sono state evidenziate delle criticità su alcuni crediti.

FONDIARIA – L’IVASS ha comunicato ieri il via libera alla fusione per incorporazione tra Fondiaria-Sai, Unipol assicurazioni, Milano assicurazioni e Premafin. L’integrazione dovrà essere conclusa entro fine anno e la cessione del portafoglio di 1,7 Mld€ di premi dovrà essere formalizzata entro agosto.

LUXOTTICA – Il fatturato della società ha registrato un nuovo massimo storico nel secondo trimestre a 2,018 Mld€, il 7,2% in più rispetto ai 1,882 Mld€ dell’anno precedente, mentre l’utile netto rettificato ha segnato un incremento del 12,5% attestandosi a 218 Mln€. Inoltre il Cda della società, si legge in una nota, ha deliberato di procedere all’emissione, entro 12 mesi, di un prestito obbligazionario da 500 Mln€ destinato ad investitori qualificati.

TELECOM ITALIA – Ieri l’AGCOM ha approvato il processo di scorporo della rete di accesso come da attese. Dopo questo passaggio formale la società dovrà riconfermare la decisione di scorporare la rete per consentire ad AGCOM di aprire una analisi di mercato a settembre, che si concluderà entro dicembre, salvo slittamenti della direttiva UE.

TERNA – La società chiude il primo semestre in crescita del 7,3%, con ricavi pari a 918,8Mln€ rispetto agli 856,6Mln€ dello stesso periodo dello scorso anno. Stesso andamento per l’utile netto, pari a 263,7Mln€ dai 221,9Mln€ del primo semestre del 2012 (+18,8%). A causa dell’erogazione del saldo dividendo e del finanziamento degli investimenti, l’indebitamento finanziario, pari a 6,57Mld€, registra una crescita di 719,8Mln€ rispetto a fine dicembre.

AMAZON – La società ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con una perdita pari a 7 Mln$, deludendo le attese di mercato, rispetto all’utile di 7 Mln$ registrato nello stesso periodo dell’anno scorso. In crescita del 22% invece i ricavi che si sono attestati a 15,7 Mld$ dai 12,83 Mld$ di dodici mesi fa. L’azienda prevede per il terzo trimestre ricavi tra i 15,45 e i 17,15 Mld$.

GENERAL MOTORS – La società ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto pari a 1,26Mld$ dai 1,5Mld$ dello stesso periodo dell’anno precedente, registrando un calo del 16% ma comunque sopra le attese degli analisti. Al contrario, i ricavi sono cresciuti del 4%, pari a 39,1Mld$ dai 37,6Mld$ di un anno fa.