Borsa Milano chiude ai massimi seduta, ma rischio Italia al record

20 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Reazione composta dell’azionario italiano dopo la sorpresa arrivata dall’agenzia di rating Standard & Poor’s, che ha rivisto al ribasso di un notch il rating dell’Italia, da A+/A-1+ ad A/A-1, con outlook negativo. Ma la tensione sul mercato dei titoli di stato è evidente, con il rischio paese, ovvero i cds, che testano verso la fine della giornata di contrattazioni il nuovo massimo assoluto, volando fino a quota 520, prima di ridicindere a 515. I rendimenti a 10 anni si attestano al 5,701% e lo spread Italia/Germania torna a risalire a 392 punti.

Tutte le principali piazzi finanziarie hanno chiuso in rialo. Londra +2%, Francoforte +2,78%), Parigi +1,38%, Madrid +1,67%. Sull’indice Ftse Mib, che archivia la seduta con un rialzo dell’1,77%, si mettono in evidenza i rialzi delle banche, a eccezione di BPM (-0,55%). Nel finale incrementano i guadagni Unicredit (+1,34%), Ubi Banca (+3,20%), Intesa SanPaolo (+1,68%) e Banco Popolare (+2,40%). Torna in territorio positivo anche Mps (+0,55%). Continua lo sprint di Fiat (+5,6%), che beneficia anche della notizia secondo cui la società salirà entro fine anno al 58,5% di Chrysler, dall’attuale 53,5%. Molto bene anche altri titoli come Terna (+3,70%), Tod’s (+3,02%,Fiat Industrial (+2,16%), Exor (+2,82%), Luxottica (+2,6%) e Telecom Italia (+2%). In calo tra i titoli negativi Buzzi Unicem (-0,58%) e Diasorin (-0,38%).

Da segnalare che l’indice Ftse Mib, dagli inizi dell’anno, ha perso il 30% circa del suo valore.

Italia oggi in primo piano sotto più fronti, visto che, oltre a ridurre la valutazione sul debito italiano, S&P ha anche avvertito che esiste un rischio ragionevole che, nell’arco dei prossimi dodici mesi, il rating possa essere nuovamente declassato.

Oggi è arrivata anche la stangata dell’Fmi, che ha tagliato le stime sull’andamento del prodotto interno lordo da +1,0% a +0,6% per il 2011 e da +1,3% a +0,3% per il 2012. Riviste al ribasso anche le previsioni sulla crescita dell’Eurozona e sul mondo intero. Si guarda così a un’Italia tartassata dai downgrade e anche dalle continue critiche sulla manovra.

D’altronde, S&P ha parlato anche di divisioni all’interno del governo. Dopo aver posto l’Italia in zona downgrade già da maggio scorso, l’agenzia ha affermato infatti che le aspettative sulla crescita economica del paese sono sempre più basse, anche a causa della situazione politica: il governo e’ infatti incapace di rispondere in maniera efficace ai problemi reali del paese. La nota di Palazzo Chigi non si è fatta attendere: “”L’Italia ha varato interventi che puntano al pareggio di bilancio nel 2013 e il governo sta predisponendo misure a favore della crescita, i cui frutti si vedranno nel breve-medio periodo”.

Ma in una intervista al canale televisivo Cnbc, Roberto Russo di Cofin Sim, precisa dopo la nota di S&P che misure di austerity più decise dovrebbero essere adottate dall’esecutivo, come la “vendita di asset pubblici e l’introduzione di una patrimoniale”. Le critiche contro il governo aumentano e il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia lancia un ultimatum: riforme entro una settimana, altrimenti si va a casa, afferma.

Detto questo, guardando alla reazione dell’azionario, secondo un trader di Milano intervistato da Reuters, “il declassamento è già nei prezzi con un giudizio pesante sulla situazione italiana, che non sorprende più di tanto”. A preoccupare è però l’outlook di S&P’s, che resta negativo. “A questi prezzi da saldo, titoli da vendere ce ne sono pochi”.

Giorgio Arfaras, del Centro Einaudi aggiunge in una intervista a Class Cnbc: “La notizia era nell’aria, e tutti sono d’accordo su quanto ha detto S&P. Per questo il Ftse Mib non ha aperto in calo del 10%, e il BTP non è stato attaccato in modo più aggressivo. L’attenzione ovviamente è sulla manovra varata dal governo, che è corretta, ma dovrebbe puntare di più sulla crescita del paese”. L’assenza del panico si può spiegare anche con i rumor secondo cui la Bce starebbe continuando a comprare titoli italiani.

Parla dell’Italia intanto la Commissione europea che, senza commentare il giudizio di S&P, afferma che nel paese servono consenso politico e crescita.

Anche le testate internazionali commentano la notizia, con il Financial Times che afferma che “il declassamento del debito sovrano da parte di S&P rimette l’Italia al centro della crisi dell’Eurozona”, dopo che per diversi giorni la protagonista è stata la Grecia. Ma il paese ellenico rimane comunque nell’occhio del ciclone. A tal proposito, l’agenzia di rating Fitch afferma che la Grecia probabilmente scivolerà in una condizione di default, ma non lascerà l’Eurozona.

Riguardo alla situazione del Vecchio Continente, più in generale, “se non riuscirà a contenere la crisi dei debiti sovrani, L’Europa farà fronte alla a una crisi bancaria diffusa – commenta il primo ministro finlandese Jyrki Katainen – Ci sono seri dubbi sulla capacità di tutti i paesi di gestire i debiti e sul modo in cui il sistema bancario europeo può resistere alla crisi”. In un intervento televisivo, il ministro puntualizza: “Lavoriamo ogni giorno per riportare la maggior stabilità possibile ai cittadini dell’Eurozona”.

Le condizioni difficili in cui versano gli istituti bancari europei continuano a far parlare di sé: Siemens avrebbe infatti ritirato oltre 500 milioni di euro da una banca francese. Le indiscrezioni, che sono state smentite però dall’azienda tedesca, hanno messo subito sotto pressione i titoli bancari francesi, che rimangono deboli. In particolare BNP Paribas perde il 5% e da giovedì è in calo del 23%.

Ci sono poi indiscrezioni secondo cui una banca di stato di Pechino avrebbe deciso di mettere uno stop alle transazioni con le banche europee.

Sul fronte valutario recupera nuovamente l’ euro, che sale dello 0,26%, a quota $1,3711. La moneta unica sale anche contro il franco a CHF 1,2146 (+0,68%), e guadagna lo 0,29% nei confronti dello yen, a YEN 104,8770.

RAPPORTO UNICREDIT. TITOLI SOTTO I RIFLETTORI
Da monitorare il titolo Juventus dopo che Borsa Italiana ha disposto
l’esclusione dalla qualifica di Star delle azioni ordinarie della Juventus ed il conseguente trasferimento al mercato MTA a partire da oggi. Il provvedimento è stato preso alla luce dei conti dei primi sei mesi dell’esercizio, che con un rosso di EUR95,4 mln hanno portato il capitale al di sotto del limite legale. Sul fronte Fiat, l’Ad Marchionne parlando del futuro di Mirafiori ha dichiarato che l’ipotesi di produrre la Lancia Y nello stabilimento di Mirafiori non è auspicabile. Secondo il manager, che ha confermato i target, il buon andamento delle macchine agricole permetterà a Fiat Industrial di riprendersi prima dell’auto. Marchionne si auspica che Fiat Industrial raggiunga a fine anno un fatturato di EUR24,0 mld e un risultato della gestione ordinaria superiore a EUR1,5 mld.

Piaggio (EUR2,646): ha annunciato che Michele Pallottini ha rassegnato le
dimissioni dalla carica di Direttore Generale Finance del Gruppo. La Direzione
Generale Finance cessa di operare da oggi e sarà sostituita da un modello
organizzativo coerente con la vocazione globale del gruppo Piaggio.

Luxottica(EUR20,08): il Cda di Luxottica Group ha approvato il progetto di scissione parziale di Luxottica Srl a favore di Luxottica Group. Per effetto
della scissione a Luxottica Group saranno assegnati i contratti di licenza con
le principali case di moda e le attività di distribuzione.

Fiat Industrial (EUR6,025): investe EUR100 mln per la nuova generazione di veicoli industriali Daily; a dirlo è l’AD di Iveco Alfredo Altavilla.
Finmeccanica (EUR5,185): ci sono voci di un possibile passo indietro del presidente Piefrancesco Guarguaglini alla luce di diverse inchieste giudiziarie che stanno coinvolgendo il gruppo; lo scrive Finanza & Mercati.