Borsa Milano chiude ai massimi di seduta di +1,24%

3 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Piazza Affari archivia la seconda seduta dell’anno in terreno positivo di pari passo con l’indice FTSEurofirst delle borse europee, in un mercato che resta tuttavia cauto sui possibili sviluppi della crisi della zona euro.

A Milano, che estende i guadgni della vigilia, in evidenza i titoli del lusso, nel giorno in cui le borse vedono tornare alle contrattazioni i mercati di Londra, Zurigo e di Wall Street. Aiutano i dati macro positivi dalla Cina, che sostengono i titoli legati alle materie prime e il prezzo del petrolio.

Sul fronte del debito, lospread Italia-Germania oscilla intorno alla soglia dei 500 punti base, a fronte di un rendimento decennale al 6,9%.

“Non c’è nessuno, il mercato è molto sottile dal punto di vista operativo”, dice a Reuters Italia un trader della piazza milanese. Questa partenza d’anno “è confortante, ma ci sono ancora molti timori. Si va con i piedi di piombo su questi movimenti”.

Prosegue la spinta rialzista sui listini di Milano e Francoforte, che nella sessione di ieri si sono confermati i migliori listini. Lo stesso copione si ripete oggi, con il Ftse Mib che sale dell’1% circa (allontanandosi tuttavia dai massimi intraday) e Francoforte che fa +1,63%. Parigi vira in rialzo a +0,34%, Madrid -0,11%, Atene +0,1%. Bene invece Zurigo +1,69% e Londra +1,93%.

Sul Ftse Mib da segnalare la performance contrastata delle banche. Unicredit -1,62%, BPM -0,29%, MPS +3,18%, Banco Popolare +1,78%, Intesa SanPaolo -0,30%. Da segnalare soprattutto le trasformazioni che stanno interessando Monte dei Paschi di Siena o meglio, il ribaltone con cui Siena si sta giocando la propria banca e anche la fondazione.

Dopo un buon avvio Fiat accusa i dati molto deboli sulle immatricolazioni di dicembre. Primafin prosegue il volo, con gli investitori che guardano con grande interesse al programma di ristrutturazione del gruppo.

Contrastati i dati comunicati stamane nell’Eurozona: dati che mostrano di fatto sempre di più una Europa a due velocità: a fronte della Germania, che ha visto scendere il tasso di disoccupazione ai minimi dal periodo della riunificazione, la Spagna ha assistito a un netto peggioramento del suo mercato del lavoro: ben 4,42 milioni, infatti, i disoccupati, al massimo dal 1996.

Sul fronte valutario l’euro balza dello 0,90% nei confronti del dollaro a quota $1,3053. La moneta unica guadagna lo 0,19% sul franco svizzero a CHF 1,2174 e sale dello 0,78% sullo yen, a JPY 100,24.

Protagonista oggi il balzo delle materie prime e in particolare dei futures sul petrolio, che mettono a segno un rally di quasi il 4%, a +3,78%, attestandosi a quota $102,47 al barile; boom di acquistu anche per le quotazioni dell’oro, che avanzano del 2%, a $1.598,70 l’oncia.

IL RIASSUNTO DEI MERCATI NEL 2011

Tirando le somme di questo 2011, nel suo ultimo giorno di contrattazioni, da segnalare che l’MSCI All-Country World Index (ticker MXWD), ovvero l’indice globale dei titoli azionari si appresta a concludere il peggior anno dal 2008, stando a quanto riporta Bloomberg, con una flessione del 10%. Valore di mercato globale sceso di $6,3 trilioni.

L’oro batte per il secondo anno consecutivo i titoli azionari, i bond e il dollaro, salendo del 9% circa.

L’indice che misura la performance del dollaro (MWXD) contro le principali sei valute, conclude poi il 2011 con un rialzo del 2%.

Secondo i dati di Bank of America, i titoli del reddito fisso sono saliti quest’anno del 4,3%, riportando la performance più debole dal 2007.

Il Ftse Mib ha concluso l’ultima sessione del 2011 in rialzo dell’1,21%, a quota 15.090 punti, ma le cose in questo 2011 non sono andate affatto bene: l’indice italiano si conferma infatti maglia nera del Vecchio Continente, con una perdita del 25,20% circa; tra le altre piazze europee, male quest’anno anche Francoforte -15,41%, Parigi -17%, Madrid -14%, a fronte dell’indice Eurostoxx che ha ceduto il 12%. Londra, che oggi ha chiuso le contrattazioni in anticipo, è stata il listino migliore, con una flessione del 6%.

Occhio anche ai futures sul petrolio scambiati a New York, che si apprestano a concludere il 2011 con un incremento del 9,3%, segnando il terzo rialzo su base annua (nel 2010 i prezzi erano avanzati del 15%). Le quotazioni hanno testato il massimo in più di due anni a maggio, balzando a New York a $114,83 in concomitanza con le tensioni che hanno sconvolto il Medio Oriente e il Nord Africa.

Ma guardando al settore delle materie prime in generale, la performance dell’indice di riferimento non è affatto positiva. Anzi, si tratta del primo calo annuale dal 2008.

Tornando all’azionario, non si può non mettere in rilievo la performance dell’indice Nikkei della borsa di Tokyo che ha testato il minimo dal 1982. E meritano sicuramente di essere menzionate le piazze finanziarie migliori del 2011, tra cui spiccano gli indici del Botswana, della Tanzania, dell’Iran e soprattutto del Venezuela.

TITOLI PEGGIORI E MIGLIORI DEL FTSE MIB NEL 2011
Tra i titoli peggiori in primo piano i bancari, con MPS -70%, BPM -64%, Banco Popolare -0,60%; ma si segnalano anche Finmeccanica -66% e Mediaset -60%.

Tra i titoli migliori Lottomatica +24,5%, Impregilo +12,8%, Pirelli +6,6%, Campari +6,37, Enel Green Power +2,15%.