Borsa Milano cede -1%, euro sotto $1,27. Tonfo UniCredit

6 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Guadagni evaporati alla Borsa di Milano che cede un punto percentuale all’indomani dei forti sell off che hanno colpito, in particolare, Piazza Affari e le sue banche.

Pesano i dati negativi che arrivano dall’eurozona, sulla chiusura del 2011. In calo vendite al dettaglio, fiducia dei consumatori e sentiment economico. Il tasso di disoccupazione rimane oltre il 10%.

Male anche i segnali che arrivano dalla Germania, con il crollo degli ordinativi industriali a novembre. In flessione del 4,8%, dopo un rialzo del 5% nel mese precedente. Si tratta del calo più pesante da gennaio 2009. Le attese erano per una contrazione più modesta, appena dell’1,8%.

A nulla puo’ il dato occupazione mensile pubblicato dal governo americano e relativo al mese di dicembre. Gli Stati Uniti hanno creato 200 mila posti di lavoro e il tasso di disoccupazione e’ sceso ai minimi di tre anni a quota 8,5%.

Unicredit rimane protagonista anche nella giornata di oggi. Dopo aver perso il 32% nelle due precedenti sessioni, il titolo è stato in mattinata sospeso per eccesso di ribasso. I forti smobilizzi hanno portato le quotazioni della banca di Piazza Cordusio a scendere ai livelli dell’ottobre del 1992, quando l’istituto si chiamava Credito Italiano. E oggi è arrivata la notizia secondo cui la Consob avrebbe avviato un’indagire per capirese se le forti flessioni del titolo siano state provocate da eccessive vendite allo scoperto.

Appena dopo la ripresa degli scambi il titolo è tornato a perdere il 12% circa, scendendo sotto la soglia dei €4, per poi cedere un più modesto 1,83% a €4,4. Al momento lascia sul campo quasi 5 punti percentuali.

Altro fattore da considerare oggi è l’andamento dello spread Italia-Germania, che è arrivato a superare quota 530 punti base e che ora si attesta a 524 punti, in rialzo dello 0,23%, a fronte di un rendimento che balza al 7,12%.

Rimanendo in tema di mercati dei titoli di stato, da segnalare che i rendimenti dei titoli di stato tedeschi a due anni sono arrivati vicini al minimo record, che è stato testato lo scorso 30 dicembre allo 0,14%: il trend conferma come gli investitori continuino a rifugiarsi sui Bund. Da segnalare, tra l’altro, che nel corso del 2011 i bond governativi tedeschi hanno garantito un rendimento del 9,7% agli investitori, al massimo dalla crisi finanziaria del 2008.

Tornando al Ftse Mib, volumi bassi in occasione della festività dell’Epifania, che vede molti uffici e banche chiusi, non solo in Italia.

L’Eurostoxx 50 cresce al momento dello 0,51% e riguardo alle altre piazze finanziarie Londra sale dello 0,56%, Francoforte fa +0,33%, Parigi +0,69%, Madrid +0,79%.

Sul Ftse Mib, tra i bancari, oltre al caso Unicredit, Intesa SanPaolo -0,17%, MPS -1,44%, Banco Popolare -0,72%. Aumenta la pressione sui bancari italiani, con Banca Popolare di Milano che cede più del 4%. Bene i titoli Fiat, con Fiat +1,23% e Fiat Industrial +0,86%.

All’interno della sfera del valutario, intanto, l’euro si trova vicino ai minimi degli ultimi 15 mesi nei confronti del dollaro e dal valore più basso in quasi 12 anni rispetto alla valuta nipponica (contro cui è arrivato a scivolare fino a JPY 98,48) testati nella sessione di ieri. La moneta unica cede altro terreno nei confronti del dollaro a $1,2698.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo dello 0,50%, a quota $102,32 al barile, mentre le quotazioni dell’oro avanzano dello 0,25%, a $1.624,20.