Borsa Milano, bel balzo: +3,41% in forte crescendo

22 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Forte rialzo a Piazza Affari con l’indice FtseMib che chiude a +3,41% e borse europee largamente positive. Per gli investitori l’azionario versa in una condizione di ipervenduto. Volatilità in agguato, mercati in balia delle notizie che arrivano dalla Grecia e dall’Eurozona, e ora anche dal Giappone. L’agenzia di rating Fitch ha tagliato infatti il rating sul debito a lungo termine del paese ad “A+”, con outlook negativo, e l’Ocse ha contestualmente lanciato un allarme sugli effetti della crisi europea. Subito dopo la notizia, Piazza Affari ha limato i guadagni, per poi inanellare nel pomeriggio nuovi massimi intraday.

L’indice Ftse Mib rimane il listino migliore in Europa; Londra +1,69%, Francoforte +1,49%, Parigi +1,85%. Eurostoxx 50 +1,93%. L’indice di riferimento Stoxx Europe 600 Index è ancora in flessione -11% rispetto al massimo di quest’anno testato lo scorso 16 marzo.

Spread Italia-Germania a 10 anni -5,77% a quota 408,08; rendimenti BTP a 10 anni -3,26% al 5,60% e tassi spagnoli a 10 anni -2,95% al 6,09% dopo l’esito dell’asta, che ha avuto per oggetto bond iberici a tre e sei mesi. Buona la domanda, ma rendimenti in rialzo rispetto all’emissione precedente.

Euro, dopo aver superato quota $1,28, fa dietrofront e cede lo 0,48%, a quota $1,2751. La moneta unica sale invece sullo yen con +0,35% a JPY 101,93. Dollaro/yen +0,82% a JPY 79,92.

Arriva l’allarme dell’Ocse, che avverte come la crisi europea rischi di creare una spirale che danneggerà l’economia globale in modo grave. “Sta aumentando il rischio di un circolo vizioso, carattrerizzato da un aumento dell’indebitamento sovrani, da sistemi finanziari deboli, da un eccessivo consolidamento fiscale e da una crescita più bassa”, scrive Pier Carlo Padoan, responsabile economista dell’Ocse, nel rapporto semi-annuale sull’economia globale. Questo scenario al ribasso, si legge ancora, “potrebbe concretizzarsi e diffondersi oltre l’area euro, con gravi conseguenza per la congiuntura mondiale”.

Nel caso specifico dell’Italia, l’Ocse afferma poi che il paese avrà bisogno di un’altra manovra fiscale. Nel frattempo, l’Fmi afferma che il Regno Unito ha bisogno di maggiori stimoli monetari.

Altro Market mover cruciale della giornata. le indiscrezioni secondo cui le banche elleniche avrebbero ricevuto una liquidità di emergenza di 100 miliardi di euro approvata in segreto dalla Bce. L’istituto di Francoforte dispone infatti di un fondo di assistenza di liquidità a cui attingere in condizioni di emergenza, l’ELA. Secondo gli analisti di Barclays, la Grecia starebbe utilizzando 96 miliardi di euro di quei fondi, l’Irlanda altri 41 miliardi e Cipro 4 miliardi.

Alla fine di aprile, riporta Bloomberg, l’utilizzo dei finanziamenti sarebbe balzato a una somma superiore a 140 miliardi di euro, più del 10% dell’ammontare totale prestata dalla Bce con le sue due operazioni straordinarie di prestiti alle banche finanziarie.

Attesa per il summit Ue in calendario domani a Bruxelles. Si acuiscono le differenze tra Francia e Germania sull’utilizzo degli eurobond -soluzione spesso invocata da più economisti, ma osteggiata sempre dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Di qualche ora fa la dichiarazione del ministro delle finanze francese Pierre Moscovici, secondo cui l’emissione degli eurobond è una solida idea, che dovrebbe essere discussa nella giornata di domani.

Sulla proposta, a seguito del vertice della Nato che si è svolto a Chicago, ha frenato però il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, affermando che al momento, “è molto più urgente risolvere i problemi che minano la stabilità finanziaria”, mentre “gli eurobond, premesso che vengano approvati, hanno bisogno di un dibattito e di tempo”. La dichiarazione di Rajoy è comprensibile, se si ricorda che le perdite sui prestiti sofferte dalle banche spagnole hanno raggiunto, secondo l’Istituto Internazionale di Finanza (IIF), quota 260 miliardi di euro.

Sul Ftse Mib, bene i titoli bancari, anche se Banco Popolare – dopo lo sprint di ieri, quando il titolo è balzato fino a +16% – cede l’1,35%. MPS +5,46%, Banca Popolare dell’Emilia Romagna +3,82%, BPM +2,01%, Ubi Banca +3,06%, Unicredit +2,91%, Intesa SanPaolo +2,44%.

Ubi Banca, che è arrivata a fare +6%, è sotto osservazione dopo il via libera di Bankitalia sull’utilizzo dei modelli interni per la misurazione del rischi di credito corporate e operativi, grazie ai quali il Core Tier 1 potrà salire ad un livello stimato del 9,86%. La stessa autorizzazione era stata rilasciata nelle ultime ore nei confronti di Banco Popolare. Ubi Banca ha ricevuto inoltre giudizi positivi sia da Exane che da Société Générale. Quest’ultima ha alzato il rating da sell a hold. Le quotazioni riducono sensibilmente i guadagni.

Sotto i riflettori anche Fiat, in rialzo +6,4% grazie al giudizio di Bernstein, che ha rivisto al rialzo la valutazione del titolo, prevedendo un aumento fino al 100% della partecipazione in Chrysler. Occhio anche a Eni, +3,58% dopo che JP Morgan ha alzato il target price da 21 a 21,50 euro, con rating “overweight”. Su anche Exor +5,53% e Fiat Industrial +5,17%. Forte rialzo per STM, che fa +7% e Impregilo +6%.

Tra le commodities: futures sul petrolio in rosso, meno 0,35%, a $92,25 al barile. Oro sostanzialmente piatto: -0,04% a $1.588.

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