Borsa Milano accelera di quasi +1%. Euro sotto pressione

31 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Sostenuta dai bancari Borsa Milano recupera terreno nel pomeriggio e ritorna sui livelli massimi di giornata toccati di prima mattina. Il tutto a fronte di un euro che ha fatto dietrofront, attestandosi sotto quota $1,37, rischiando di bucare anche la soglia di $1,36.

Il listino Ftse Mib ha guadagna quasi un punto percentuale a quota 19.351,52 (+0,96%).

Come da attese la Federal Reserve ieri ha deciso di mantenere intatto il programma di acquisto dei bond ma i toni del comunicato hanno smorzato le attese del mercato su un proseguimento dello stimolo monetario anche nel nuovo anno.

Tra i singoli titoli, bene le banche, in particolare Unicredit e Pop Emilia. Rialzi consistenti per altri gruppi come Campari +0,94%, Fiat bene, ma dimezza i guadagni rispetto alla mattinata, mentre cedono soprattutto Cnh Industrial e Finmeccanica. Giù anche Telecom Italia.

Da segnalare che il benchmark europeo Stoxx 600 è salito +7,9% negli ultimi due mesi.

Tra altri titoli europei bene BNP Paribas, dopo che la banca numero uno della Francia ha reso noto di aver assistito nel terzo trimestre a un aumento inatteso degli utili. Di fatto, gli utili netti sono saliti a 1,36 miliardi di euro, rispetto agli 1,33 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno, e meglio degli 1,19 miliardi attesi dal consensus di Bloomberg.

Alcatel-Lucent arriva a guadagnare fino al +18% a 2,68 euro, segnando il guadagno migliore in quattro mesi. Il colosso francese di attrezzature per la rete Internet ha comunicato che le perdite nette sono scese nel terzo trimestre a 200 milioni di euro dal rosso di 316 milioni di euro dello stesso periodo dello scorso anno. Gli analisti avevano previsto una perdita di 274 milioni di euro. Alcatel ha anche annunciato che risparmierà costi in modo più forte delle attese, nel corso dell’anno.

Shell, compagnia petrolifera numero uno al mondo, ha perso fino a -5% circa, segnando il calo più forte dal 1° agosto, dopo il calo degli utili nel terzo trimestre, dovuto alla flessione dei guadagni derivanti dalle attività di raffinazione e ai disagi che hanno colpito la produzione nigeriana.

In generale, Piazza Affari resiste al tono negativo seguito all’annuncio della banca centrale americana che ha lasciato inalterata la massiccia iniezione di liquidità-droga a favore dei mercati. Ma prevale la cautela. Anche per via dei dati macro negativi, penalizzata la moneta unica. A 1,3659 dollari l’euro è tornato ai minimi da due settimane.

“La Fed sta adottando un atteggiamento attendista”, ha commentato in una intervista alla Cnbc Marshall Gittler, strategist di mercato presso Iron FX, sottolineando che il tapering potrebbe avvenire a dicembre.

Nel suo comunicato, il Fomc, braccio di politica monetaria della Fed, ha precisato che attende “maggiori prove” prima di iniziare a ridurre gli acquisti di Treasuries e titoli legati ai mutui con cui ha drogato finora i mercati, acquisti che al momento avvengono per un valore di $85 miliardi al mese; sottolinea che l’economia continua a espandersi a un passo moderato. Ma agli investitori non basta.

Il Quantitative Easing, ergo la politica straordinaria accomodante della Federal Reserve, continua: ma un articolo del Wall Street Journal suggerisce la possibilità che la banca centrale possa procedere a ridurre il suo programma di stimolo negli incontri di dicembre. Wall Street chiude in rosso, alimentando le vendite anche in Asia.

“Il tapering è inevitabile, ed è quello che si legge nel comunicato della scorsa notte – ha commentato in una intervista a Bloomberg Donald Williams, responsabile investimenti presso Platypus Asset Management – Il timing non è ancora sicuro, ma il mercato inizierà a scontare la probabilità del tapering nei prossimi sei mesi al massimo”. Le percentuali di un tapering a gennaio, stando a quanto riporta Citigroup, sono cresciute dal 25% al 45%.

Nervosismo per il pericolo bolle speculative che Bill Gross, fondatore del fondo obbligazionario numero uno al mondo, Pimco, torna a spiegare. Tutte le classi di asset verserebbero in una condizione di bolla.

Italia torna a essere osservata speciale per i timori sul futuro del governo, dopo la decisione di votare la decadenza di Silvio Berlusconi con il voto palese. Forti tensioni all’interno del Pdl, incognite sulle conseguenze dell’ira del Cavaliere sul futuro dell’esecutivo Letta.

Male i listini asiatici: l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific è salito comunque a ottobre, fino alla giornata di ieri, +3,4%, segnando il secondo rialzo su base consecutiva. Il rapporto price-earnings è salito così a 13,8 volte gli utili attesi rispetto ai 12,7 della fine di agosto, stando ai dati di Bloomberg, rispetto ai 15,9 dello S&P 500 e i 14,9 dello Stoxx Europe 600 Index. Per il benchmark asiatico, è la fase rialzista in due mesi migliore dall’inizio del 2012.

BTP – Il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco a 10 anni -1,66% in area 237 punti base, a fronte di un rendimento decennale -1,30% al 3,95%.

ALTRI MERCATIEuro -0,84% a $1,3620; dollaro/yen -0,16% a JPY 98,33; euro/franco svizzero -0,15% a CHF 1,2331. Euro/yen -1,02% a JPY 133,93.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio -0,34% a $96,44, il prezzo dell’oro -1,99% a quota $1.322,40 l’oncia.