Borsa Milano accelera +2,5%: spread a 448, vola Unicredit

19 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Le borse europee archiviano la giornata di contrattazioni in territorio positivo e accelerando al rialzo con il passare degli scambi, dopo i risultati positivi delle aste di Francia e Spagna.

Il listino Ftse Mib vola del +2,45%, chiudendo sopra l’importante soglia dei 15.650 punti. L’Eurostoxx 50 fa +1,76%, Londra +0,51%, Francoforte +0,9%, Parigi +1,82%, con gli investitori che continuano a scommettere sul raggiungimento di un accordo imminente per salvare il destino della Grecia.

In calo lo spread Italia-Germania a 448 punti base, a fronte di un rendimento decennale in flessione al 6,41%. Sullo sfondo, nel caso dell’Italia, la minaccia Fitch, che nelle ultime ore ha affermato che non si può escludere la possibilità di un downgrade di due notch, ovvero di due gradini, del rating sul paese. In questo caso, Fitch seguirebbe di fatto la decisione di S&P.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, occhi puntati su MPS che, secondo un articolo del Financial Times, farebbe sempre più fronte al rischio di una nazionalizzazione, parziale o totale. In entrambi i casi, l’iniezione di fondi potrebbe arrivare secondo una fonte dalla Cassa Depositi e Prestiti. Ma il titolo fa +2,68%.

Riguardo alle altre banche, si mette in luce Unicredit che fa un balzo di oltre il +14% a quota 3,38 euro. In forte progresso anche Banco Popolare, BPM, Intesa SanPaolo e Ubi Banca. Sono i titoli bancari che stanno sostenendo, dunque, l’indice. Tra i titoli con il segno meno, occhio a Snam, Enel e Enel Green Power. Bene invece Eni, un altro titolo a grande capitalizzazione che quindi ha un’influenza notevole sull’andamento di Piazza Affari.

In generale, i mercati guardano ancora alle notizie e indiscrezioni relative alla decisione dell’Fmi di proporre un incremento delle proprie risorse disponibili per i prestiti, pari a 500 miliardi di dollari, e di fornire in questo modo un aiuto all’Europa. Ma la proposta dell’istituto di Washington si è già scontrata con il no degli Stati Uniti, con il Tesoro Usa che ha affermato che l’Europa deve trovare da sola e dentro di sé le proprie risorse per risolvere i suoi problemi. Insomma, l’Fmi non dovrebbe agire sostituendosi a quelli che sono ambiti strettamente europei.

Europa sempre in primo piano a seguito della comunicazione del bollettino della Bce. Dal rapporto, si legge che, per l’Eurozona, il 2012 potrebbe indicare timidi segnali di ripresa; l’istituto di Francoforte invita però anche l’area a fare di più, optando per riforme audaci e ambiziose per affrontare il nodo dei conti pubblici.

Sul fronte valutario, intanto, l’euro torna poco al di sotto della soglia a quota $1,29 e guadagna lo 0,32% nei confronti del dollaro attestandosi a $1,2895. Nei confronti del franco svizzero la moneta unica rimane piatta CHF1,2081, mentre contro lo yen sale a JPY99,35 (+0,68%).

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in progresso dello 0,80%, a quota $101,39 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in lieve calo a $1.658 l’oncia (-0,11%). Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano in rialzo all’1,965%.

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