Borsa Milano +2,8%, effetto leva summit Ue

21 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Piazza Affari ha concluso l’ultima giornata di contrattazioni della settimana all’insegna dei buy, con l’indice Ftse Mib che è salito del 2,8%. Molto bene anche le altre piazze finanziarie europee: Francoforte +3,26%, Parigi +2,72%, Madrid +2,48%, Londra +1,83%. Hanno aiutato le indiscrezioni secondo cui Francia e Germania sarebbero vicine a un accordo.

A incidere positivamente su Piazza Affari è stato anche lo smorzarsi delle tensioni sul mercato dei titoli di stato, dopo che stamattina lo spread Italia-Germania era arrivato a balzare fino a 404 punti e i rendimenti dei BTP a dieci erano arrivati al 6,06%, ovvero al nuovo massimo dallo scorso 5 agosto, quando toccarono il record dall’introduzione dell’euro sfiorando il 6,4%.

La pressione sui bond italiani si è poi attenuata: il differenziale è calato a 377 punti base e i rendimenti sono scesi al 5,873%, rimanendo comunque ben al di sopra del 5,439% dei decennali spagnoli.

La situazione per il nostro paese rimane però decisamente preoccupante: un tasso BTP al 6% costerebbe infatti al governo 19 miliardi di dollari in più l’anno, per pagare le spese per gli interessi sul debito. E gli speculatori vedono sempre più l’Italia, in questo contesto di elevata incertezza per l’Europa, come un anello tra i più deboli dell’Europa.

I giudizi che arrivano dal mondo delle agenzie di rating fanno temere il peggio. Oggi S&P, nel rivelare che la Francia rischia di perdere la tripla “AAA”, ha anche affermato che, se le conseguenze dell’attuale crisi del debito europeo si confermassero “violente”, l’Italia potrebbe subire un ulteriore downgrade del suo rating sul debito di ben due notch.

Ma intanto, con l’approssimarsi di domenica, dopodomani, giorno del mio summit dell’Europa (ne è stato indetto un secondo tre giorni dopo appena, mercoledì 26 ottobre), i mercati europei hanno voluto sperare nell’arrivo di un piano decisivo per salvare l’Europa, ben sapendo però che sullo sfondo restano le divisioni fra Francia e Germania (apparentemente risolte, dicono ora le voci)

Si parla intanto da stamattina della volontà dei governi dell’Ue di impiegare ben 1,3 trilioni per sbloccare la situazione di stallo e l’impasse Merkel-Sarkozy.

Di fatto, i leader dell’area euro dovranno capire come gestire il fondo salva stati e come impedire che le banche vengano risucchiate dalla crisi.

Il Ftse Mib ha visto protagonisti i buy sulle banche, all’indomani dei tonfi di titoli come Unicredit e Intesa Sanpaolo che sono scesi del 10% circa. Oggi i due titoli hanno guadagnato il 6,5% circa. In un listino dove hanno dominato le frecce verdi, gli acquisti hanno interessato anche Banca Mps +4,27%, Banco Popolare +4,98%, mentre BPM nel finale ha virato in rosso. Ubi Banca +2,95%.

Molto bene anche i titoli del settore energetico, che hanno beneficiato del rally odierno delle quotazioni del petrolio: Saipem +4,06%. Gli analisti hanno motivato il rialzo di Piazza Affari con le ricoperture e le attivita’ di trading “mordi e fuggi”. Operazioni che si giocano sulla tempistica e che sono un segnale di come volatilita’ e nervosismo si mantengano ancora su livelli molto elevati.

Intanto sul fronte valutario, l’euro l’euro ha registrato una solida performance nei confronti del dollaro, balzando dello 0,74% e salendo a $1,3878, puntando verso quota $1,39. Il rapporto tra la moneta unica e il franco svizzero scende invece dello 0,43%, a CHF 1,2265, mentre contro lo yen l’euro perde lo 0,16%, a JPY 105,67.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio balzano del 2,4% a $88,15 al barile, mentre le quotazioni dell’oro avanzano dell’1,5% a $1,637,10 l’oncia.